LETTERE S-T: Scienze Psicologiche,
Teorie della Mente, Psicopatologia
dai disturbi mentali ai termini tecnici in
psicologia clinica e affini
schema (teorie
cognitive). Strutture cognitive che consistono nelle
credenze e negli assunti fondamentali dell'individuo.
Gli Schemi si sviluppano precocemente a partire dalle
esperienze personali e dall'identificazione con altre
persone significative. Tali concetti sono rinforzati
da ulteriori esperienze di apprendimento e, a
loro volta, influenzano la formazione di altre
credenze, valori e atteggiamenti. Gli Schemi possono
essere adattivi o disfunzionali. Possono avere natura
generale o specifica e sono strutture cognitive
durature.
scissione (difesa).
Meccanismo [o processo, ndc] di difesa
primitivo mediante il quale l'individuo è
"diviso" in persona buona e persona
cattiva, rendendo impossibile un'immagine completa
ed equilibrata dell'individuo. Tipica processo
difensivo utilizzato dai pazienti con diagnosi di
organizzazione borderline di personalità [ndc]
teoria socio-cognitiva.
Approccio di tipo comportamentista. Deriva dalla
teoria secondo la quale il comportamento si basa su
tre sistemi regolatori distinti ma interagenti (Bandura):
(a) gli stimoli esterni, (b) il rinforzo esterno e (c)
i processi cognitivi di mediazione. Il funzionamento
psicologico implica un'interazione reciproca fra le
tre fonti di influenze interdipendenti: il
comportamento, i processi cognitivi e i fattori
ambientali.
super-io. Istanza
inconscia che giudica, censura e vieta. Insieme dei
divieti morali, familiari, sociali e culturali
introiettati. Nella teoria tripartita della mente (S.
Freud) si trova insieme all'Es
e all'Io.
teoria
bipolare degli istinti (psicoanalisi). Nozione
per la quale gli essere umani operano fondamentalmente
in termini di pulsioni pervasive e innate verso
l'amore (Eros) e verso l'aggressitivà (Thanatos).
thanatos
(psicoanalisi). Istinto (o pulsione) diretto alla
morte e all'autodistruzione, postulato da Freud per
contrastare e bilanciare l'istinto di vita (Eros).
trauma
cumulativo dinamico (psicologia
emotocognitiva). Il concetto di trauma cumulativo è
stato introdotto da Khan e si presentava come la
conseguenza della somma di piccoli eventi, anche
banali, che di per sé non avrebbero prodotto un
trauma attuale. In psicologia emotocognitiva non
esiste un semplice accumularsi di eventi
potenzialmente traumatici, ma un complesso processo di
organizzazione mnestica di situazioni o pattern
psico-sociali che, per mezzo del processo delle mappe
traumatiche, possono realizzarsi in un trauma, cioè
portare delle conseguenze significative in tema di
salute nel qui-e-ora. Il trauma è visto pertanto come
la funzione di una particolare integrazione di eventi
in mappe traumatiche. Un evento neutro può diventare
potenzialmente traumatogeno se nel qui-e-ora viene
processato come potenzilamente pericoloso in virtù
del processo che abbiamo già definito mappa
traumatica.
trauma primario
(psicologia emotocognitiva). In psicologia
emotocognitiva è definito "trauma primario"
la conseguenza traumatica di eventi e situazioni
traumatogene o mappe
traumatiche legate direttamente ad un bisogno
oppure ad un desiderio primario ed in grado di
disturbarne la regolazione, quindi impedire al bisogno
di essere adeguatamente soddisfatto. Definiamo in
sintesi il trauma primario come la conseguenza
dell'impossibilità / incapacità di un sistema di
riferimento di soddisfare direttamente bisogni
fondamentali oppure di realizzare desideri primari.
trauma relazionale
(psicologia
emotocognitiva). Si definisce trauma
relazionale la conseguenza di eventi o situazioni
potenzialmente traumatogene difficilmente
condivisibili, che coinvolgono una o poche relazioni
interpersonali. Generalmente non è condiviso con la
maggior parte dei membri della comunità di
appartenenza o con un gruppo definibile. Esempi di
traumi relazionali potrebbero essere le conseguenze
traumatiche di costanti microtraumi, abuso
sessuale intra-familiare, criticismo, trascuratezza,
violenze verbali, attaccamento disturbato, incapacità
di sintonizzazione, ecc.. In sintesi possiamo definire
il trauma relazionale come la conseguenza traumatica
di eventi traumatogeni che si sono sviluppati nel
contesto di una o poche relazioni significative.
trauma secondario
(psicologia emotocognitiva). In psicologia
emotocognitiva si definisce "trauma
secondario" la conseguenza di eventi o situazioni
traumatogene o mappe
traumatiche legate ad un desiderio secondario in
grado di disturbarne la realizzazione ed ostacolare
indirettamente la soddisfazione adeguata di un bisogno.
In sintesi definiamo un trauma secondario come la
conseguenza dell'impossibilità / incapacità di un
sistema di riferimento (es. una persona) di realizzare
desideri di tipo secondario.
trauma sociale (psicologia
emotocognitiva). Si definisce "trauma
sociale" la conseguenza traumatica di eventi o
situazioni potenzialmente traumatogene (calamità
naturali, guerre, incidenti, rapimenti, lutti,
esposizione a rischi e pericoli, ecc.) che coinvolgono
una comunità o un gruppo definibile (famiglia, gruppi
dei pari, ecc.) di appartenenza o che sono
potenzialmente condivisibili. È un trauma condiviso
oppure con alte possibilità di esserlo ovvero
potenzialmente condivisibile. In sintesi definiamo un
trauma sociale come la conseguenza di eventi o
situazioni traumatogeni che si sono sviluppati nel
contesti di un gruppo o di una comunità definibile di
appartenenza (ovvero un sistema più ampio di cui
quello preso come riferimento risulti un costituente).
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