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Ansia di Separazione in Età Evolutiva
terapia dell'ansia da separazione in infanzia e adolescenza

centri di terapia psicologica diagnosi e cura e studi di psicologia emotocognitiva

 


ansia di separazione: Comprensione
L'intenso stato ansioso può generare patologie diverse a carattere psichico, affettivo-comportamentale o ad espressione somatica.
L’ansia può associarsi, infatti, con altri tipi di sintomi: disturbi del comportamento, disturbi dell'attenzione, difficoltà di concentrazione, problemi scolastici, difficoltà nell'inserimento sociale, sintomi depressivi.
L'esordio del disturbo può avvenire in seguito ad un evento stressante (trasloco, separazione/divorzio, malattie del bambino o di un familiare, morte di un animale domestico, morte di un genitore, incidenti che hanno coinvolto la famiglia, furti in casa, ecc.). Il bambino è molto attento e sensibile alla visione di scene di violenza, ai fatti di cronaca raccontati al telegiornale, ai racconti dei familiari riguardo a condizioni di salute ed eventi generali che riguardano la famiglia, qualsiasi novità potrebbe essere fonte di angoscia e di pericolo.
Lo sforzo affannoso, angoscioso e continuo del bambino per garantire o prevedere la possibilità del mantenimento del contatto o del rapido raggiungimento di un figura di riferimento condizionano le sue attività.
L’andare a scuola tutti i giorni o a letto la sera possono diventare fonte di marcato disagio e causare la manifestazione dei sintomi.
Ad esempio, quando la madre si assenta per lavoro l'evento viene vissuto come un dramma. se non torna in orario il bambino tende a pensare che sia morta o che possa esserle accaduto qualcosa di grave, da qui continue telefonate alla madre durante il tragitto per andare al lavoro, e continue telefonate in ufficio per sapere se va tutto bene.
Spesso il bambino chiede di essere tranquillizzato rispetto alla possibilità che accadano eventi negativi, e le sue conversazione vertono principalmente su tali argomenti.

Per quanto riguarda la scuola, invece possono manifestarsi forti crisi di pianto a scuola, oppure alla mattina prima di uscire di casa il bambino inizia a tremare, a tossire insistentemente, a vomitare e piangere , a sudare, è accaldato, dice di avere mal di pancia, mal di testa, si rifiuta di uscire.
Se il genitore riesce a farlo uscire il percorso in macchina diventa un incubo tra pianti e lamenti e non vuole nemmeno varcare il cancello della scuola.
La paura non è per la scuola in quanto tale, ma in quanto luogo nel quale il bambino non riesce ad aver il controllo della situazione, perchè non è libero di contattare i genitori ed assicurarsi del loro stato di salute. Restare a casa gli permette di sentirsi più protetto, in quanto è un contesto a lui familiare e nel quale può muoversi liberamente, inoltre non è sottoposto al confronto con compagni ed insegnanti che teme non possano comprendere le sue paure e ai quali si rende conto di non essere in grado di spiegare il suo stato.
Inoltre le richieste continue, da parte dell'ambiente (genitori, nonni, parenti, amici, insegnanti) di spiegazioni rispetto alle sue paure e la minimizzazione di queste con frasi tipo "stai tranquillo non accadrà niente ai tuoi genitori" oppure "Cosa vuoi che ci accada siamo prudenti, non corriamo in macchina" oppure "non ti preoccupare che sanno difendersi dai cattivi" mettono il bambino in uno stato di prostrazione, di frustrazione e di impotenza. A volte per prevenire la sofferenza del figlio è il genitore stesso che si mette in contatto ripetutamente con lui per rassicurarlo sulla propria incolumità.
Per tenere a bada la sua angoscia il bambino fa continue ed eccessive richieste di presenza e vicinanza dei genitori, questo genera tensione e conflitto in famiglia. I genitori non sempre sono d'accordo su come affrontare il problema, chi preferisce le maniere forti, chi cerca di comprendere ed accontentare le richieste con la speranza di risolvere il problema. I genitori sono inoltre pressati dall'ambiente familiare e sociale, per cui sono attenzione e bersaglio di consigli su come fare e su recriminazione su quanto hanno fatto.
I genitori sono, oltretutto, angosciati dalla sofferenza del figlio e dal fatto che non riescono a trovare una soluzione efficace, e vedere che il problema si protrae nel tempo compromettendo il benessere generale della famiglia.

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