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COS'E' LA PSICOLOGIA EMOTOCOGNITIVA?

applicazione delle teorie emotocognitive del Dott. Baranello alla clinica psicologica

 

Cos'è la Psicologia Emotocognitiva?
La psicologia emotocognitiva è un modello teorico sistemico-relativista ad approccio psicofisiologico fondato dal Dott. Marco Baranello, dottore in psicologia e scienziato italiano.
L'indirizzo metodologico della psicologia emotocognitiva è oggi uno dei più recenti approcci clinici in ambito psicologico finalizzato al trattamento psicologico disturbo-specifico quindi al trattamento dei sintomi di disagio e compromissione delle abilità del paziente che si evidenziano nella manifestazione di specifici disturbi, in tempi brevi rispetto al numero complessivo di sedute e la cui efficacia è calcolata su una scala di "valutazione razionale dell'efficacia del trattamento" (VRET) basata sulla reale remissione di sintomi, problemi e disturbi che sia dichiarata direttamente dal paziente.
L'intervento in ambito psicologico ad indirizzo emotocognitivo è orientato alla remissione spontanea dei sintomi di compromissione delle abilità e delle principali funzioni del paziente quindi alla riabilitazione della persona ovvero alla remissione spontanea del disturbo, del problema o, più in generale, del disagio presentato da un paziente.
L'applicazione del modello può avvenire per qualsiasi problematica di natura psicologica ove siano ovviamente escluse condizioni mediche generali in grado, da sole, di giustificare il problema, in quanto si interviene sui processi comuni trasversali ad ogni disturbo anziché sui contenuti simbolici che, anzi, consideriamo del tutto arbitrari ed astratti e lontani dalla logica psicofisiologica dell'organismo. Il trattamento psicologico è altresì applicabile anche per il sostegno in caso di malattie croniche.
Le teorie emotocognitive scardinano le classiche convinzioni circa la natura dei disturbi clinici e di personalità e dei disturbi psicosomatici grazie alla focalizzazione sui processi di funzionamento sistemico.
Ecco quindi che sia i disturbi clinici (disturbi d'ansia come fobie, attacchi di panico, disturbo ossessivo-compulsivo, disturbi post-traumatici, alterazioni dell'umore, disturbi del sonno, disturbi alimentari come anoressia e bulimia, disturbi somatoformi come algie, sintomi epilettiformi, dismorfismo corporeo, nodo alla gola ecc.), sia i disturbi cosiddetti di personalità, le disfunzioni sessuali, nonché i disturbi somatici ad eziologia psicogena o mista, ed altri disturbi sia in età adulta che in età evolutiva di natura psicofisiologica, vengono in realtà inscritti in un unico schema di funzionamento basato sui processi di mantenimento della sintomatologia, definito, in psicologia emotocognitiva, "loop disfunzionale" ovvero tutti i disturbi vengono ricondotti ad un processo di funzionamento e quindi è tale processo che lo psicologo ad orientamento emotocognitivo cerca di ripristinare in senso funzionale per la cura della persona.
Per il Dott. Baranello, fondatore delle teorie emotocognitive, ogni disturbo psicologico ha in realtà un stessa causa funzionale legata ai processi che, nel qui-e-ora, mantengono la sintomatologia. Non esisterebbe quindi nessuna "malattia mentale" (quindi nessun ammalato mentale) ma solo processi di organizzazione disfunzionali che portano alla compromissione delle abilità della persona in una o più aree del funzionamento quotidiano e che possono avvenire in qualsiasi persona che, seppur sana, si trova incastrata in un processo ridondante da cui sembra non riuscire ad uscire, in quel "loop disfunzionale" (Baranello, 2006) di cui abbiamo già avuto modo di parlare.
Gli anni di applicazione su centinaia di casi clinici diversi sembrano dimostrare che lo sblocco del "loop disfunzionale" attraverso interventi puramente psicologici, permette una rapida remissione sintomatologica e, allo stesso tempo, previene sia ricadute che lo sviluppo di altre forme di disfunzione psicologica. Per le teorie emotocognitive non esisterebbe nessuna "causa" simbolica dietro le manifestazioni sintomatologiche ma esclusivamente una errata convinzione, ovvero una non corretta educazione scientifica, circa i processi di funzionamento sistemici che portano il paziente ad attivare azioni di pensiero e di comportamento che, seppur nel tentativo di risolvere il problema, in realtà portano alla sua cronicizzazione intesa come il suo mantenimento longitudinale.

Per le teorie emotocognitive infatti quando un trattamento non produce risultati apprezzabili ben visibili al paziente in tempi brevi che si dovrebbero aggirare intorno alle 4-5 sedute iniziali, potrebbe significare che quel trattamento è basato su una scarsa conoscenza del funzionamento del sistema su cui interviene oppure che non ci sia compliance al trattamento, oppure che ci sia stata una valutazione non corretta o ancora che il paziente non segua le indicazioni fornite.
Visti le diverse variabili che possono compromettere il buon esito di un trattamento riabilitativo, ogni psicologo emotocognitivo proporrà un'interruzione del trattamento o, in caso di richiesta del paziente, altri accertamenti in caso di esisti non positivi entro le 4-5 sedute iniziali.

Per la psicologia emotocognitiva non vanno assolutamente utilizzate tecniche basate sul simbolismo astratto, sull'interpretazione simbolica o tecniche che vadano ad indagare il passato o presunte dinamiche relazionali pregresse. Come non si può partire da principi del tutto filosofici come il concetto di "profondo" o di "struttura di personalità".
La psicologia emotocognitiva rifiuta tali anacronistici assiomi per focalizzare l'attenzione clinica su ciò che ora sta mantenendo sintomi e disturbi e su ciò che ora è possibile fare per risolvere il problema in modo pratico, con tempi chiari e determinati e senza mai creare nessuna forma di dipendenza psicologica dal trattamento. L'obiettivo finale è sempre una completa riabilitazione funzionale.

L'intervento in psicologia emotocognitiva utilizza esclusivamente strumenti conoscitivi e d'intervento in ambito psicologico come lo strumento sanitario del colloquio psicologico senza uso di farmaci (quindi senza gli effetti collaterali degli stessi) e come è sempre stato ribadito senza psicoterapia.
Grazie ai casi clinici trattati, quindi alla valutazione clinica degli stessi, possiamo affermare che sia oggi possibile una remissione rapida (in termini di sedute) della sintomatologia, nella maggior parte dei casi trattati, grazie alla focalizzazione sui processi psicofisiologici e biopsicoambientali di mantenimento del problema.
Grazie quindi alle innovazioni teorico-tecniche apportate dalla psicologia emotocognitiva le percentuali di efficacia sono sempre più elevate sia nel breve che nel lungo periodo e, nella maggior parte dei casi, la remissione risulta completa. Il modello è inoltre in continuo sviluppo e aggiornamento grazie ad un progetto di ricerca permanente nato dalla collaborazione con i dipartimenti di psicologia clinica e psicopatologia generale e l'istituto di studi emotocognitivi.

Lo psicologo ad orientamento di psicologia emotocognitiva valuta tutte le modalità che, realmente, nel qui-e-ora stanno mantenendo il sintomo, il disturbo o il problema e che, se perpetuate, potrebbero aggravarlo. L'attenzione clinica è quindi rivolta ai processi attuali e non va ad indagare presunte ed arbitrarie "cause simboliche". La focalizzazione dell'attenzione clinica è infatti sui processi psicofisiologici di mantenimento sintomatologico, sul presente della vita pratica del paziente. Il paziente non si troverà mai nella condizione di dover raccontare anni di storia passata o entrare in contenuti intimi pregressi, anzi. Sarà lo psicologo che spiegherà il "come fare" rispetto ad una situazione specifica basandosi su una dettagliata spiegazione dei processi di funzionamento rispetto al problema presentato.

Si interviene in definitiva su quell'insieme di processi che sostengono un sintomo od un disturbo, che definiamo, in psicologia emotocognitiva, come già accennato, "loop disfunzionale". Si tratta di un circuito chiuso di tipo psicofisiologico in cui la persona sperimenta che ogni tentativo di risolvere il problema ed ogni sforzo non producono in realtà una vera risoluzione del disagio. Entrano nel loop tutte le azioni che il paziente ha fatto per cercare di risolvere il problema ma che hanno in realtà causato il suo mantenimento se non il suo aggravamento. Spesso anche l'uso di psicofarmaci entra facilmente nel loop. Moltissimi pazienti dichiarano che lo psichiatra al quale si sono rivolti, quando non c'erano risultati, tendeva a cambiare farmaci e/o dosaggi anche per anni di trattamento. Molti ancora dichiarano che alcuni professionisti ai quali si erano in precedenza rivolti sostenevano che non c'era soluzione al problema ma che il paziente avrebbe dovuto imparare a conviverci.
In realtà grazie alle nuove scoperte nelle scienze emotocognitive l'intervento psicologico ha permesso di risolvere casi che, per altri professionisti, apparivano non curabili.

Per Baranello, infatti, scardinando i processi psicologici che sostengono il sintomo si attiva un processo di cambiamento psicofisiologico in grado di portare l'organismo alla remissione della sintomatologia, ripristinando un normale processo di funzionamento in tempi, oggi, davvero molto brevi. Anche la breve durata nel trattamento modifica la percezione da parte del paziente rispetto al cambiamento (spesso il paziente si aspetta una durata lunga della trattamento psicologico, condizionati soprattutto da vecchi metodi clinici). Questa modificazione della percezione rende ancora più efficace l'effetto terapeutico-riabilitativo del colloquio clinico, in quanto il cambiamento si può notare già dalle prime sedute. L'obiettivo è un cambiamento clinicamente significativo.

I progressi in ambito scientifico, nuove teorie oggi finalmente disponibili, stanno cambiando molte vecchie concezioni sul funzionamento sistemico e stanno aprendo le porte ad una nuova psicologia scientifica, una psicologia in grado di portare sintomi, disturbi e problemi verso una loro reale remissione. Ogni caso, ovviamente va valutato nello specifico, ma i dati sono davvero molto confortanti.
 

Informazioni sulla Psicologia Emotocognitiva

 


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