Centri di Terapia Psicologia (Psicologia Emotocognitiva)

 

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Un Approccio Pragmatico per la Terapia Riabilitativa

la teoria emotocognitiva del Dott. Baranello applicata allo studio dei processi psicologici

 

"La gravità di un disturbo non va rintracciata nella sua fenomenologia ma quanto nella mancanza di una soluzione. Chi continua a considerare gravi alcuni disturbi è perché non conosce strumenti adatti per la loro semplice soluzione. La scienza è in continua evoluzione ed oggi è già possibile applicare nuove teorie agli strumenti già a nostra disposizione per rendere migliore la vita di tutti e rendere così trattabili molti dei disturbi un tempo considerati gravi o cronici."
(Marco Baranello, fondatore della teoria emotocognitiva)

"Soluzioni" Emotocognitive
Lo psicologo ad indirizzo di psicologia emotocognitiva non focalizza la sua attenzione clinica su ogni tipo di informazione del presente e del passato della persona, ma soltanto sulle informazioni necessarie per le finalità di trattamento. L'attenzione dell'intervento psicologico non è quindi rivolta al passato del paziente, né alle sue relazioni, né ad indagare aspetti simbolici che, anzi, consideriamo astratti e distanti dalla pragmatica necessità di riabilitazione delle persone.
Il vero problema, in psicologia emotocognitiva, non è cosa abbiamo fatto o cosa sia successo ieri o in un passato di cui a volte si è persa memoria, ma cosa possiamo fare oggi per vivere meglio domani, soprattutto senza sintomi e senza il problema che oggi ci affligge.
La psicologia emotocognitiva è distante dalle vecchie teorie sul trauma e basa l'intervento su i processi che, in questo momento, tendono a mantenere, secondo la logica del "loop disfunzionale" proposta dallo scienziato Marco Baranello, la manifestazione del problema in questo momento. Il nostro organismo, sostiene Baranello, tende a organizzarsi costantemente ed in modo evolutivo. I processi dinamici che sono alla base della comprensione di un fenomeno non sono da rintracciare nel passato che, per definizione, è appunto "passato", ma esattamente nel momento in cui c'è la manifestazione disfunzionale. Infatti la rivoluzione emotocognitiva sostiene che la causa e l'effetto siano contingenti e, in realtà, non sia fenomeni separati. Ovvero, in psicologia emotocognitiva, causa e effetto coincidono e avvengono nel qui-e-ora. Questo significa che sarebbe anacronistico rivolgersi al passato o cercare cause dove in realtà esse non sono. Le cause di un problema non sono quindi più da cercare in un lontano passato o in quello che i vecchi psicologi ancora chiamano "profondo" (un termini filosofico molto distante dai moderni concetti emotocognitivi), ma vanno individuate nel momento in cui il problema si manifesta perché esse sono li, davanti a noi, ma prima di oggi, non avevamo strumenti per vederle. Oggi, grazie agli sviluppi della psicologia emotocognitiva, è possibile definire le reali cause che sono alla base della manifestazione di un sintomo, quindi della sua esacerbazione e mantenimento longitudinale e, infine, poter scardinare il processo attuale che le sostiene e portare così i sintomi ad una remissione del tutto spontanea, una forma auto-cura e di riabilitazione psicologica.
Il ruolo dello psicologo emotocognitivo è quello di intervenire attraverso l'uso tecnico del colloquio psicologico per offrire al paziente una spiegazione chiara, coerente con le più recenti ricerche emotocognitve, dei reali processi che mantengono il problema, attraverso metodologie psicoeducative quindi stimolazioni puramente psicologiche.
L'atteggiamento dello psicologo emotocognitivo è estremamente tecnico e pratico, non basato più sull'ascolto interminabile della vita del paziente e non invasivo. In pratica l'azione terapeutico-riabilitativa non è più rimandata al caso o alle qualità soggettive del clinico, ma ad un uso tecnico degli strumenti psicologici puri, quindi senza uso di psicofarmaci e senza psicoterapia.

Informazioni sulla Psicologia Emotocognitiva

 


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