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Adolescenza e Problemi Relazionali tra Genitori e Figli

psicologia dell'età evolutiva psicologia della famiglia psicologia dello sviluppo psicologia dell'adolescenza

Stiamo attraversando un periodo molto delicato a causa dei problemi adolescenziali di nostra figlia, 15 anni, purtroppo ultimamente è ingestibile. Ha iniziato una metamorfosi che ci lascia impreparati e confusi. Ha nuovi amici con cui esce il pomeriggio, alcuni li conosciamo, altri no. Le sue richieste di libertà sono per noi difficili da accettare, se gli chiediamo di parlare e di confidarsi rimane in silenzio oppure va nella sua camera, perché dice che tanto non capiremmo i suoi pensieri ed i suoi desideri.
A volte ha degli atteggiamenti aggressivi ed eccessivi nei nostri confronti. Non riusciamo più ad avere nessun controllo, sembra poi che io sia diventata per lei un nemico da affrontare. Le parlo ma a volte mi sembra sia meglio tacere e lasciare perdere. Anche con suo padre i rapporti sono tesi e mio marito è scoraggiato perché vede un muro tra se e la figlia.
Questa situazione ci sta un po' disorientando e non sappiamo come comportarci. Cerchiamo di non fargli mancare niente ha tutto l’affetto possibile, forse a volte siamo un po' oppressivi per la scuola e per i comportamenti che pretendiamo lei adotti.
Tutto questo mi sta togliendo il sonno e mi sta creando non pochi problemi nella vita quotidiana, spesso mi sento depressa e frustrata, in quanto mi sento impotente e non so come fare per affrontare tutto ciò. Anche perché abbiamo provato sia lasciando correre che punendola, parlando con lei e cercando di farle capire cosa è giusto. Non sappiamo a chi rivolgerci e che atteggiamento adottare per paura di sbagliare.

RISPOSTA

La Gestire una situazione di forte conflittualità familiare può essere estremamente difficoltoso, l’adolescenza rappresenta una fase in cui il rapporto genitori-figli può bloccarsi, senza che ne uno ne l’altro sia in grado di ristabilirlo.
L’adolescenza è una fase evolutiva articolata e complessa caratterizzata da rapide modificazioni fisiche, sessuali, cognitive e sociali.
Anche il genitore deve affrontare un processo di cambiamento lento ed impegnativo, che richiede di modificare il proprio investimento sul figlio E’ una modificazione che riguarda la modalità di relazione e di comunicazione. Il rapporto tra un adulto ed un bambino si deve trasformare in un rapporto tra adulto e adulto, ma sempre all’interno della relazione specifica genitore-figlio.
Nell’adolescente avvengono delle modificazione significative a livello cognitivo, la capacità di ragionare in termini di ipotesi verbali astratte e di dedurre le conseguenze implicate nelle ipotesi stesse, influisce non solo a livello dell’apprendimento, ma anche sul modo in cui l’adolescente percepisce se stesso, gli altri e l’ambiente intorno a lui.
La capacità di considerare diverse opportunità rispetto alla situazione presente permette all’adolescente all’adolescente un ampliamento della prospettiva temporale della sua esperienza, una apertura verso il cambiamento che lo rende più attento al suo contesto di vita e più consapevole di sé come soggetto dell’interazione e di avere un atteggiamento piuttosto critico nei confronti della sua realtà.
Queste importanti trasformazioni psicofisiche possono compromettere gli equilibri presenti nel sistema familiare, un figlio educato, ubbidiente, diligente, socievole, con un buon rendimento scolastico può diventare aggressivo, insofferente, solitario, prepotente, non riconoscere ed accettare più le regole, ecc. disorientando i genitori.
Quando l’ansia diventa eccessiva ed i livelli di tensione sono significativamente elevati possono manifestarsi diversi sintomi sia negli adolescenti che nei genitori: instabilità dell’umore, depressione, disturbi del sonno e dell’alimentazione, disturbi d’ansia, sensi di colpa, autosvalutazione, sensazione di non essere capito, disturbi dell’attenzione e della concentrazione, predisposizione agli incidenti, ritiro emotivo, ecc.
Nel tentativo di ripristinare una situazione di equilibrio e di ridurre i livelli di tensione diventati ormai insostenibili vengono messi in atto dei tentativi autonomi di soluzione dei problemi emergenti sia da parte dei genitori che dei figli.
I comportamenti “anomali” (in quanto diversi da quelli messi in atto fino ad allora) del figlio adolescente rappresentano infatti un tentativo di soluzione del ragazzo a stati di tensione generati dai processi maturativi psicofisiologici sui quali influiscono anche fattori di ordine socio-culturale.
Mentre le soluzioni messe in atto dal sistema familiare per risolvere le tensioni tendono principalmente a contrastare i comportamenti “anomali”, ossia non più riconoscibili ed accettabili dei figli.
Questa modalità ha però l’effetto di incrementare conflitti e tensioni.
Il rischio principale in questo processo di ricostituzione di una condizione di benessere originario è quello di non rendersi conto dell’inefficacia delle soluzioni adottate e dell’impossibilità di ricostituire una condizione di equilibrio ormai passata.
Questo tipo di organizzazione immette il sistema familiare in quello che la psicologia emotocognitiva definisce “loop disfunzionale”, ovvero un processo circolare e ridondante, che può generare interazioni familiari rigide e potenzialmente patogenetiche che possono mettere a rischio la salute di uno o più componenti e, ovviamente, dell'intero sistema familiare.
Le nuove tecniche della psicologia emotocognitiva considerano il trattamento indiretto la forma di intervento più efficace per la risoluzione di disagi, problemi e disturbi riguardanti l’adolescente e la sua famiglia.
Il trattamento indiretto è un intervento breve e prevede solo la presenza dei genitori (entrambi o uno solo secondo i casi), il colloquio prende in considerazione unicamente il problema riportato con l’obiettivo di valutare accuratamente la situazione e di individuare delle modalità di comunicazione e di comportamento efficaci a risolvere il disturbo, interrompendo il loop disfunzionale che si è creato tra i tentativi contrastanti di soluzione autonoma e lo stabilizzarsi ed aggravarsi dei sintomi.
E’ importante richiedere un intervento psicologico tempestivo in quanto un funzionamento disfunzionale del sistema familiare protratto nel tempo può generare una situazione a rischio patologico. L’intervento clinico non ha come unico obiettivo il benessere del minore, ma anche, il benessere psicofisico del genitore.

a cura della Dott.ssa Maria Letizia Maduli
psicologia emotocognitiva per l'età evolutiva, l'adolescenza e la famiglia

 

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