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Ansia e Depressione Cura

Dall'età di 18 anni (e forse anche prima) ho sofferto di pensieri ossessivi e attacchi di panico. Oggi ho meno attacchi di panico, diciamo che ho imparato a conviverci, ho ancora pensieri ossessivi, una forte ansia e nonostante sia sempre stato una persona ottimista, da qualche anno si è presentata una depressione da cui proprio non riesco ad uscire. Prendo diversi farmaci e sono davvero stanco di essere dipendente da tutto questo. Non ce la faccio più a vedere la vita che mi scorre davanti ed io che non riesco a fermare nulla. Ho sentito parlare della psicologia emotocognitiva come un nuovo metodo in grado forse di aiutarmi, ho letto molti articoli a riguardo e devo dire che mi si è riaccesa un po' di speranza. Però ho paura, non vorrei, dopo tanti anni, ancora ricominciare a parlare del mio passato (anche se da quello che ho letto sembra che non sia questo tipo di terapia). Nel mio caso può essere efficace?
P.S. l'ultima diagnosi che mi hanno attribuito è di disturbo misto ansioso-depressivo.

risposta (Dott. Marco Baranello)

Oggi abbiamo a disposizione una nuova metodologia di trattamento attraverso il colloquio psicologico che, come ha potuto leggere, non focalizza l'attenzione sul passato e non interpreta la sintomatologia come derivante chissà da quale causa inconscia remota. Le cause dello sviluppo di una sintomatologia specifica come pensieri ossessivi, attacchi di panico, ansia generalizzata e depressione che nella maggior parte dei casi come questo preferiamo indicare come depressione reattiva secondaria al disturbo d'ansia, non sono necessariamente quelle che si vanno a cercare nel passato al fine di "comprendere" la sintomatologia, ma sono cause legate a processi di organizzazione psicofisiologica dell'organismo.
Lo psicologo che utilizza le tecniche derivate dal nuovo modello teorico della psicologia emotocognitiva utilizza i processi psicofisiologici dell'organismo scardinando ciò che sta mantenendo oggi la sintomatologia e che, nella maggior parte dei casi trattati, è rappresentato da una modalità di organizzazione sistemica, ovvero da come la persona si organizza in funzione del sintomo.
Dobbiamo iniziare a capire che non è importante da quanto un sintomo sia presente nella vita di una persona o da quanto esso sembra grave o invalidante, l'intervento psicologico infatti interviene su processi fisiologici che sono presenti in questo momento riportando l'organismo ad un normale funzionamento. Tutto questo senza uso di farmaci in quanto il farmaco tende a sostituire alle risorse dell'organismo impedendo all'organismo stesso di utilizzare le risorse fisiologiche già a propria disposizione. Comunque potrà notare che l'uso di farmaci non risolve realmente la situazione, sembra soltanto dare maggiore tranquillità al momento ma poi si è comunque costretti a prenderne nuovamente senza però avere un quadro generale di concreto miglioramento. L'idea di convivere con un disturbo è una vecchia concezione che oggi, proprio grazie alle innovazioni prodotte dalla psicologia emotocognitiva, possiamo iniziare ad abbandonare. Quando esiste una cura non è necessario convivere con un problema.
La psicologia emotocognitiva è un approccio molto pragmatico. La situazione va valutata. Quando parlo di valutazione non intendo la semplice diagnosi ma un complesso processo di valutazione del funzionamento sistemico dell'organismo che si applica proprio in psicologia emotocognitiva. Valutata la situazione lo psicologo ad indirizzo di psicologia emotocognitiva saprà indicare i tempi del trattamento, le modalità e le aspettative terapeutiche. Non vengono utilizzate modalità di cura ad oltranza.
Statisticamente il trattamento ha un'altissima aspettativa di efficacia. Il problema viene portato a remissione completa nella maggior parte dei casi che hanno seguito l'iter di trattamento. Come ogni forma di trattamento psicologico non è ovviamente né semplice né indolore, ma permette una remissione sintomatologica in tempi molto brevi (in termini di sedute) e con un'aspettativa di efficacia davvero elevata.

P.S. la diagnosi di disturbo misto ansioso-depressivo è tra le diagnosi maggiormente attribuite ma in psicologia emotocognitiva alla diagnosi fenomenologica (che non ci dice nulla sul modo in cui una persona sta vivendo la propria vita) viene aggiunta una nuova forma di valutazione del funzionamento sistemico.

a cura del
Dott. Marco Baranello
psicologo fondatore della psicologia emotocognitiva


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