SRM Psicologia
 
Direttore Progetto Salute:
Dott.ssa Letizia Maduli

Il Progetto
Home Page
Informazioni e Fonti
Tutela del Paziente
A Chi Rivolgersi

Servizi
Trova Psicologo
Disturbi e Problemi
Domande Psicologo
Eventi per Pubblico

SRM Psicologia
Contatti
Centri di Terapia
Sito SRM Psicologia
 

centri di terapia psicologica

Psicologia


Ultime Campagne
Dismorfismo Corporeo
Disturbo da Tic
Attacchi di Panico
Agorafobia
Disturbo Borderline
Disturbo Evitante
Ansia da Separazione
Elenco Disturbi Trattati

Psicologia: Una Risorsa per la Salute
progetto di informazione per la prevenzione del disagio
e la promozione della salute in ambito psicologico

telefono psicologia dal lunedì al giovedì ore 10-13 / 15-18

 


DOMANDE ALLO PSICOLOGO
servizio gratuito del Progetto "Psicologia: Una Risorsa per la Salute"


figlia con diagnosi di disturbo borderline di personalità

Siamo i genitori di una ragazza (ha 21 anni) affetta da una sindrome di tipo borderline. La situazione familiare, come può immaginare, è non gestibile;
Litigi frequenti con urla, rabbia, ira incontrollata e costanti minacce di suicidio (non ha mai tentato seriamente di uccidersi). Si procura però taglietti sulle braccia che cerca di nascondere. Abbiamo scoperto che ha fatto uso di droga ma dice di aver smesso ed ha manifestato delle condotte che ci fanno pensare alla bulimia. Si abbuffa di notte (la mattina il frigorifero è svuotato) ma non sappiamo se vomita.
Fino ad ora abbiamo provato con cure di tipo psichiatrico ma senza successo. Si è riuscita a diplomare a stento. Ora non fa nulla anche se non sta mai a casa.
Frequenta inoltre amicizie poco raccomandabili e spende oltre le sue possibilità.
Abbiamo paura che la situazione possa degenerare. Cosa possiamo fare?

risposta

gestire una situazione familiare di questo tipo è molto complesso senza un supporto psicologico costante rivolto alle famiglie. Spesso la famiglia di un paziente con diagnosi di disturbo borderline si trova isolata, non sa come comportarsi, si sente impotente in quanto sente che ogni tipo di comportamento e comunicazione non produce nessun beneficio. Sembra anzi che più si cerca di aiutare più la situazione si complica.
In genere i pazienti con diagnosi di disturbo borderline di personalità utillzzano l'arma del senso di colpa. Riescono a fare leva sui sensi di colpa della famiglia, degli amici e dei parenti per manipolare l'ambiente e le loro relazioni.
Il problema principale è sicuramente l'impulsività che si può manifestare con condotte dannose come bulimia, abbuffate, sessualità promiscua e spesso mancato uso di protezione in rapporti sessuali occasionali, spendere eccessivamente, non conservazione di denaro, guida spericolata e uso di sostanze come hashish, cocaina, acidi e molto spesso alcol.
Ci possono essere serie difficoltà in ogni impegno che richieda costanza e responsabilità (andare a scuola, lavoro, andare dallo psicologo,...). Sono persone costantemente annoiate e che alternano stati di pessimismo, a momenti in cui possono sembrare più euforici ma sempre con una certa rabbia (a volte con eccessi di ira incontrollati ma di durata breve).
Sono essenzialmente delle persone che utilizzano una modalità drammatica di relazionarsi con gli altri ed i familiari.
Una delle condotte che possiamo definire impulsive più drammatiche è sicuramente l'autolesionismo (tagli su braccia e gambe, bruciature di sigarette, graffiarsi, procurarsi ferite e contusioni, ecc.) e ciò che ruota intorno all'idea di suidicio che va dall'ideazione sucidaria (pensieri di morte), fino ai tentativi di suicidio multipli.
Lo spettro del disturbo borderline di personalità è molto ampio ed è caratterizzato, oltre che dall'impulsività, anche una forte alterazione dell'immagine di sé, degli altri e soprattutto dell'umore.
Sono persone che temono l'abbandono e potrebbero fare di tutto, soprattutto come tentativo di vendetta, se pensano di essere abbandonate o se si verifica un reale abbandono.

La famiglia di fronte a situazioni così drammatiche si trova ovviamente in una situazione di forte impotenza dovuta all'impossibilità di gestione del proprio figlio e, soprattutto, vive in una condizione di costante angoscia e paura.

E' molto difficile che la persona che soffre del disturbo si renda pienamente conto che le proprie condotte siano disfunzionali, considerando i propri comportamenti più come caratteristiche peculiari e distintive del proprio carattere. E' molto più facile che quando un amico o un familiare cerca di convincerli a curarsi rispondano che i malati sono gli altri e non loro stessi.

Questo impedisce alla persona di recarsi da uno psicologo esperto in materia (inoltre ci sono pochi psicologi che affrontano questo tipo di problematiche) e la famiglia si trova isolata.

Oggi, presso i nostri centri di psicologia emtocognitiva, grazie ai nuovi modelli come la psicologia emotocognitiva, abbiamo realizzato dei progetti di intervento psicologico indiretto, ovvero non rivolti alla persona con la diagnosi di disturbo borderline, ma ad uno o più familiari e/o partner.
Lo psicologo ad orientamento di psicologia emotocognitiva valuta i processi disfunzionali di tipo psico-sociale e relazionale che sostengono il problema suggerendo ai familiari specifiche strategie di comunicazione e comportamento per tentare di ridurre la sintomatologia impulsiva.

Gli interventi di tipo indiretto sono metodi tra i più efficaci per questo tipo di problematiche e richiedono una certa adesione al trattamento da parte della famiglia.

a cura del
Dott. Marco Baranello
psicologo fondatore della psicologia emotocognitiva


Indice Domande e Risposte
Inviare una Domanda allo Psicologo


Hit Counter