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DOMANDE ALLO PSICOLOGO
servizio gratuito del Progetto "Psicologia: Una Risorsa
per la Salute" |
| figlia con diagnosi di
disturbo borderline di personalità |
Siamo i genitori di una ragazza
(ha 21 anni) affetta da una sindrome di tipo borderline. La
situazione familiare, come può immaginare, è non gestibile;
Litigi frequenti con urla, rabbia, ira incontrollata e
costanti minacce di suicidio (non ha mai tentato seriamente
di uccidersi). Si procura però taglietti sulle braccia che
cerca di nascondere. Abbiamo scoperto che ha fatto uso di
droga ma dice di aver smesso ed ha manifestato delle
condotte che ci fanno pensare alla bulimia. Si abbuffa di
notte (la mattina il frigorifero è svuotato) ma non sappiamo
se vomita.
Fino ad ora abbiamo provato con cure di tipo psichiatrico ma
senza successo. Si è riuscita a diplomare a stento. Ora non
fa nulla anche se non sta mai a casa.
Frequenta inoltre amicizie poco raccomandabili e spende
oltre le sue possibilità.
Abbiamo paura che la situazione possa degenerare. Cosa
possiamo fare?
gestire una situazione
familiare di questo tipo è molto complesso senza un supporto
psicologico costante rivolto alle famiglie. Spesso la
famiglia di un paziente con diagnosi di disturbo borderline
si trova isolata, non sa come comportarsi, si sente
impotente in quanto sente che ogni tipo di comportamento e
comunicazione non produce nessun beneficio. Sembra anzi che
più si cerca di aiutare più la situazione si complica.
In genere i pazienti con diagnosi di disturbo borderline di
personalità utillzzano l'arma del senso di colpa. Riescono a
fare leva sui sensi di colpa della famiglia, degli amici e
dei parenti per manipolare l'ambiente e le loro relazioni.
Il problema principale è sicuramente l'impulsività che
si può manifestare con condotte dannose come bulimia,
abbuffate, sessualità promiscua e spesso mancato uso di
protezione in rapporti sessuali occasionali, spendere
eccessivamente, non conservazione di denaro, guida
spericolata e uso di sostanze come hashish, cocaina, acidi e
molto spesso alcol.
Ci possono essere serie difficoltà in ogni impegno che
richieda costanza e responsabilità (andare a scuola, lavoro,
andare dallo psicologo,...). Sono persone costantemente
annoiate e che alternano stati di pessimismo, a momenti in
cui possono sembrare più euforici ma sempre con una certa
rabbia (a volte con eccessi di ira incontrollati ma di
durata breve).
Sono essenzialmente delle persone che utilizzano una
modalità drammatica di relazionarsi con gli altri ed i
familiari.
Una delle condotte che possiamo definire impulsive più
drammatiche è sicuramente l'autolesionismo (tagli su braccia
e gambe, bruciature di sigarette, graffiarsi, procurarsi
ferite e contusioni, ecc.) e ciò che ruota intorno all'idea
di suidicio che va dall'ideazione sucidaria (pensieri di
morte), fino ai tentativi di suicidio multipli.
Lo spettro del disturbo borderline di personalità è molto
ampio ed è caratterizzato, oltre che dall'impulsività, anche
una forte alterazione dell'immagine di sé, degli altri e
soprattutto dell'umore.
Sono persone che temono l'abbandono e potrebbero fare di
tutto, soprattutto come tentativo di vendetta, se pensano di
essere abbandonate o se si verifica un reale abbandono.
La famiglia di fronte a
situazioni così drammatiche si trova ovviamente in una
situazione di forte impotenza dovuta all'impossibilità di
gestione del proprio figlio e, soprattutto, vive in una
condizione di costante angoscia e paura.
E' molto
difficile che la persona che soffre del disturbo si renda
pienamente conto che le proprie condotte siano disfunzionali,
considerando i propri comportamenti più come caratteristiche
peculiari e distintive del proprio carattere. E' molto più
facile che quando un amico o un familiare cerca di
convincerli a curarsi rispondano che i malati sono gli altri
e non loro stessi.
Questo impedisce alla persona
di recarsi da uno psicologo esperto in materia (inoltre ci
sono pochi psicologi che affrontano questo tipo di
problematiche) e la famiglia si trova isolata.
Oggi, presso i nostri centri di
psicologia emtocognitiva, grazie ai nuovi modelli come la
psicologia emotocognitiva, abbiamo realizzato dei progetti
di intervento psicologico indiretto, ovvero non rivolti alla
persona con la diagnosi di disturbo borderline, ma ad uno o
più familiari e/o partner.
Lo psicologo ad orientamento di psicologia
emotocognitiva valuta i processi disfunzionali di tipo
psico-sociale e relazionale che sostengono il problema
suggerendo ai familiari specifiche strategie di
comunicazione e comportamento per tentare di ridurre la
sintomatologia impulsiva.
Gli interventi di tipo
indiretto sono metodi tra i più efficaci per questo tipo di
problematiche e richiedono una certa adesione al trattamento
da parte della famiglia.
a cura del
Dott.
Marco Baranello
psicologo fondatore della psicologia emotocognitiva
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