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DOMANDE ALLO PSICOLOGO |
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Progetto "Psicologia: Una Risorsa
per la Salute" Servizio d'Informazione Generale |
Da diversi anni
soffro di bruxismo soprattutto notturno anche se mi capita
qualche volta anche durante il giorno. Ho fatto uso di
ansiolitici ma senza ottenere grossi risultati. Uso il bite
in silicone ma
nutro sempre la speranza di risolvere il problema anziché
conviverci. Il problema mi causa altri problemi: soffro di
insonnia, risvegli notturni, ho una fastidiosa emicrania e
dolori muscolari. Ho fatto una visita neurologica da cui
risulta comunque tutto a posto. Vorrei sapere se la
psicologia emotocognitiva o se esistono metodi psicologici
che mi possano aiutare.
E' possibile un
trattamento psicologico per il bruxismo notturno che
ricordo, per chi non sapesse di cosa si tratta, è un
disturbo la cui manifestazione principale è il digrignare o
il serrare i denti. Può creare serie abrasioni alla bocca e
ai denti e dolori di natura muscolare. Spesso non permette
un sonno riposato creando problemi correlati.
Abbiamo riscontrato che indipendentemente dalla causa del
bruxismo, che può essere sia di natura organizzativa quindi
psicofisiologica ovvero legata a tensioni muscolari sia che
sia dovuto a dei contatti irregolari tra i denti, il
trattamento psicologico, in psicologia emotocognitiva, è in
grado di ridurre le conseguenze del fenomeno.
Psicologicamente si interviene sui processi psicofisiologici che sostengono
il problema senza utilizzare tecniche di rilassamento
diretto o farmaci ad azione ansioloitica. In
genere il tentativo dell'organismo di rilassarsi produce un
effetto opposto di incremento a lungo termine delle tensioni
(stress) che generano la sindrome del bruxismo. L'uso di
farmaci con effetto ansiolitico spesso non risolve
definitivamente il problema ma semplicemente lo tampona di
volta in volta ma, sembrerebbe, che con il tempo, la loro
azione divenga sempre più blanda.
Quello che produce effetti immediati sembra non risolvere il
problema a lungo termine.
Oggi tentiamo una strada diversa grazie alle nuove
conoscenze derivate dagli studi in psicologia
emotocognitiva, che portano l'organismo ad utilizzare le
proprie tensioni anziché contrastarle.
Il trattamento psicologico è quindi un tentativo che
riteniamo necessario per ridurre la portata del bruxismo
notturno e ripristinare un sano funzionamento
dell'organismo.
a cura del
Dott.
Marco Baranello
psicologo fondatore della psicologia emotocognitiva
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