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DOMANDE ALLO PSICOLOGO
servizio gratuito del Progetto "Psicologia: Una Risorsa
per la Salute" |
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MILANO, 6 OTTOBRE 2010
PSICOLOGIA DELLE RELAZIONI
AFFETTIVE: LA COPPIA
incontro di discussione psicologica.
INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI
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Sono una donna di 34 anni e
soffro da tempo di una forma di dipendenza affettiva
(disturbo dipendente di personalità?). Mi lego alle persone
e non riesco a staccarmi e spesso sono trattata come uno
zerbino. Chiedo continue rassicurazioni e credo di temere il
giudizio negativo degli altri, chiunque essi siano. Cosa
posso fare?
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Risposta (a cura del
Dott. Marco Baranello) |
Ogni essere umano sano può
essere considerato in parte dipendente dagli altri. Quando
però le ricerca di rassicurazione, il timore del giudizio e
la dipendenza diventano
centrali nella vita della persona fino a compromettere un
sano funzionamento a livello relazionale, sociale,
lavorativo, ecc. allora ci troviamo di fronte ad un problema
che necessita di essere risolto. Sono problematiche in
genere pervasive ovvero non limitate ad una situazione
specifica e spesso risultano ridondanti. Ci si trova in una
sorta di circolo vizioso che la psicologia emotocognitiva ci
ha insegnato a definire "loop disfunzionale", un circuito
chiuso in cui ogni sforzo di risolverlo in realtà sembra
produrre l'effetto opposto. Si possono quindi facilmente
evidenziarsi sintomi reattivi secondari come episodi
depressivi ed alterazioni dell'umore, nonché tutta una serie
di problematiche di natura somatica tipiche di
personalità che consideriamo a base ansiosa. Ovviamente non
si tratta di una diagnosi ma soltanto di dati relativi alla
nostra casistica clinica.
Se il problema causa disagio significativo allora è
necessario l'intervento di uno psicologo professionista
esperto nel settore. Infatti i rischi
per la propria salute possono essere alti. Spesso questo
tipo di problematiche viene sottovalutato dalla persona che
crede che il problema sia esclusivamente di natura affettivo-relazionale. In realtà, come accennato, è
possibile che si sviluppino sintomatologie di origine
psicosomatica a volte anche molti gravi. Fortunatamente
l'intervento psicologico, soprattutto grazie ai nuovi
sviluppi di modelli come la psicologia emotocognitiva,
permette una remissione del problema in tempi generalmente
molto brevi in termine di sedute. Occorre ovviamente
valutare ogni specifico caso e definire un piano di
trattamento.
A differenza dei vecchi modelli psicologici il trattamento
in psicologia emotocognitiva non focalizza l'attenzione su
presunte cause inconsce simboliche, né utilizza lunghe forme
di terapia basata sul tentativo di capire l'origine dei
propri mali. L'intervento utilizza la prestazione sanitaria
del colloquio psicologico senza uso di farmaci ed orienta il
trattamento alla valutazione dei processi che sostengono
attualmente il problema scardinando il loop disfunzionale e
tentando di ripristinare, in tempi brevi, un normale
processo di funzionamento bio-psico-sociale.
Occorre ovviamente rivolgersi a psicologi esperti garantiti
in grado di utilizzare i nuovi metodi derivati dalla
psicologia emotocognitiva e dai più recenti modelli
psicologici
a cura del
Dott.
Marco Baranello
psicologo fondatore della psicologia emotocognitiva
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