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DOMANDE ALLO PSICOLOGO
servizio gratuito del Progetto "Psicologia: Una Risorsa
per la Salute" |
| Formicolio, Nausea e Mal di
Testa |
Gentile dottore,
soffro da qualche mese di continui mal di testa accompagnati
anche da nausea, a volte dei veri e propri capogiri e
sbandamenti. Ultimamente sento anche dei formicolii sul
braccio sinistro che però vanno e vengono. Ho consultato il
medico che mi ha indirizzato da un neurologo. Dagli
accertamenti non risulta nulla e mi hanno dato un
ansiolitico che però non sta producendo effetti positivi
anzi. La terapia farmacologica è iniziata da 20 giorni ma
senza risultati anche se mi hanno detto che deve durare per
40 giorni. Ho letto sul sito degli attacchi di panico ma non
ho tachicardia anche se a volte sento più forte il cuore ma
non più accelerato. Potrebbe trattarsi di un disturbo di
conversione così come ha descritto sul suo sito? Sono
disperata. Ho paura anche di andare a lavoro. Cosa si può
fare?
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Risponde il Dott.
Marco Baranello |
Avendo escluso condizioni
mediche generali in grado da sole di giustificare la
presenza dei sintomi descritti, le consiglio di procedere
con un trattamento di tipo psicologico seguendo le
metodologie cliniche applicate in psicologia emotocognitiva.
L'intervento secondo tale approccio è orientato alla
remissione sintomatologica intervenendo sui processi
psicofisiologici che sostengono il disturbo. Il trattamento
psicologico proposto non focalizza l'attenzione su
arbitrarie cause simboliche e si configura come un
trattamento specifico per disturbi a base ansiosa come i
disturbi cosiddetti "psicosomatici". Può trattarsi di un
disturbo di conversione ma occorre ovviamente un'attenta
valutazione clinica non solo di tipo diagnostico attraverso
la valutazione dei sintomi ma anche di una valutazione dei
processi di funzionamento dell'organismo.
Ricordiamo che oggi la psicologia emotocognitiva propone un
tipo di trattamento focalizzato sui processi che attualmente
stanno mantenendo il disturbo senza orientare il trattamento
al "passato" ma verso il "futuro", ovvero su cosa si può
concretamente fare per portare il problema a remissione.
L'intero intervento è di tipo psicologico puro ovvero senza
uso di farmaci e senza neanche l'azione combinata tra
trattamento psicologico e farmacoterapia.
Infatti secondo la psicologia emotocognitiva l'uso di
sostanze (come i farmaci ad azione ansiolotica) tende in
realtà a mantenere il sintomo a lungo termine anziché
risolverlo definitivamente. Infatti spesso il farmaco ha una
efficacia limitata nel tempo ma potrebbe, longitudinalmente,
provocare una tendenza alla cronicizzazione del problema.
Lo psicologo ad indirizzo di psicologia emotocognitiva
valuterà le variabili che intervengono nel qui-e-ora e che
stanno producendo i sintomi scardinando quei processi
circolari (definiti loop disfunzionale) che anziché
risolvere il problema lo stanno mantenendo. Sbloccato il
loop disfunzionale, l'organismo sarà in grado di portare a
remissione la sintomatologia.
Il trattamento con tale metodologia clinica è generalmente
di breve durata (in termini di sedute) e, come abbiamo già
indicato, senza uso di farmaci.
a cura del
Dott.
Marco Baranello
psicologo fondatore della psicologia emotocognitiva
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