|
DOMANDE ALLO PSICOLOGO
servizio gratuito del Progetto "Psicologia: Una Risorsa
per la Salute" |
| Relazione tra Figli e
Genitori Separati |
Sono un padre
separato da due anni, ho due figli una bambina di sette anni
ed un ragazzo di dodici anni. Attualmente convivo da circa
sei mesi con la mia nuova compagna. Abbiamo serie difficoltà
ogni volta che i miei figli devono passare dei giorni con
me. Mia figlia non vuole rimanere a dormire con noi, vuole
stare con me ma solo durante il giorno la sera vuole tornare
dalla madre. Mio figlio ha dei grandi problemi a comunicare
ed avere un rapporto con la mia compagna. Cosa posso fare?
Abbiamo provato ad assecondare le loro richieste, ad avere
un atteggiamento autoritario imponendo la nostra volontà, a
spiegare la nuova situazione, a chiedere loro di comprendere
che io e la mia compagna gli vogliamo bene, ma la situazione
sta degenerando. Non voglio che ogni nostro incontro si
trasformi in una situazione di profondo disagio. Io e la mia
compagna cerchiamo di fare di tutto per farli stare bene, ma
spesso i nostri tentativi vengono fraintesi sia dai miei
figli che dalla mia ex-moglie, che non gradisce la presenza
della mia compagna in casa con i figli.
|
Risposta (a cura
della Dott.ssa Letizia Maduli) |
La separazione
dei genitori comporta numerosi e importanti cambiamenti sia
nella vita dei figli che degli adulti con la necessità di
nuovi adattamenti.
La separazione ed il divorzio non rappresentano
necessariamente un evento catastrofico, ma è inevitabile che
questo evento sia fonte di ansia e di disagio, sia per i
genitori che per i figli.
Le conseguenze di una separazione sono determinate da
diversi fattori quali il contesto globale in cui questa è
avvenuta, gli avvenimenti che l'hanno preceduta e le
reazioni ed i cambiamenti che hanno coinvolto il sistema
familiare nelle fasi successive.
Oltre al diverso tipo di rapporto con il padre e con la
madre i figli dovrebbero imparare a comprendere (il termine
comprensione non è limitato al capire cognitivamente, ma al
percepire dal punto di vista emotocognitivo) le diverse
situazioni in cui verranno a trovarsi. Dalla convivenza con
un solo genitore, alla frequentazione saltuaria con uno di
essi, alla conoscenza dei nuovi partner dei genitori. La
presenza di nuovi partner comporta un notevole sforzo di
adattamento, si tratta di riuscire ad instaurare un rapporto
nuovo non sovrapponibile a quello che si ha con i propri
genitori.
In questo nuovo contesto i figli sono più vulnerabili ai
cambiamenti ed il problema non si risolve pensando che con
il tempo i figli si abitueranno alla nuova presenza. La
nuova rete di relazioni affettive può essere fonte di
disagio e questo tipo di problematiche possono generare
relazioni familiari ed extra-familiari potenzialmente
patogenetiche.
A volte i figli possono manifestare il loro disagio
psicologico con comportamenti aggressivi, irritabilità,
iperattività, opposività, difficoltà di concentrazione,
mancanza di interessi, disturbi somatici, ecc.
Spesso i tentativi di risolvere il problema falliscono, le
diverse soluzioni adottate dalla comprensione alla
spiegazione all'autoritarismo inaspriscono il conflitto e
cronicizzano il problema stesso.
La reiterazione di soluzioni non funzionali genera un
processo ridondante che la psicologia emotocognitiva
definisce loop disfunzionale..
Quando il problema causa disagio significativo è necessario
l'intervento di uno psicologo professionista esperto nel
settore. La psicologia emotocognitiva focalizza l'attenzione
sui processi che in questo momento stanno mantenendo la
sintomatologia e che, se perpetuati, potrebbero aggravare
sia il problema che essere causa di altri sintomi e
disturbi.
L'intervento non si focalizza sulle problematiche della
ex-coppia coniugale, ma sull'attuale situazione, sul
problema che ha generato e sulle soluzioni che sono state
adottate e che si sono rivelate inefficaci mantenendo il
problema stesso.
Lo psicologo ad indirizzo di psicologia emotocognitiva
valuterà, infatti, quali sono i meccanismi che stanno
mantenendo il problema, indicando delle strategie di
comunicazione e di comportamento che permettono di sbloccare
la situazione.
I nuovi metodi della psicologia emotocognitiva prevedono in
questi casi un trattamento psicologico di tipo indiretto.
L'intervento non prevede necessariamente la presenza di
entrambi i genitori o dei figli, ma è rivolto agli adulti
che sono coinvolti nella relazione affettiva con il minore
che percepiscono e vivono il problema ed individuano una
difficoltà a gestire e risolvere la situazione.
Il nucleo del problema nel caso specifico delle relazioni
fra genitori separati e nuovi partner è quello di riuscire a
sviluppare una relazione armonica con i figli del proprio
compagno (o compagna), non interferendo in modo
significativo nella funzione educativa dei genitori e
raggiungendo un accordo su tale distinzione di ruoli.
L'obiettivo è di ristabilire una situazione funzionale del
nuovo sistema familiare, ripristinando una sensazione di
benessere sia per gli adulti che per i minori favorendo
l'instaurarsi di relazioni soddisfacenti ed armonizzate.
a cura della
Dott.ssa
Letizia Maduli
Indice
Domande e Risposte
Inviare
una Domanda allo Psicologo
|