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DOMANDE ALLO PSICOLOGO
servizio gratuito del Progetto "Psicologia: Una Risorsa
per la Salute" |
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MILANO, 6 OTTOBRE 2010
PSICOLOGIA DELLE RELAZIONI
AFFETTIVE: LA COPPIA
incontro di discussione psicologica.
INFORMAZIONI ED ISCRIZIONI
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Da diversi anni convivo con un
fastidioso nodo alla gola. Mi hanno detto che si chiama
"bolo isterico" e che si tratta di una sindrome di
conversione. All'inizio del problema avevo molta difficoltà
a deglutire sia cibi solidi che quelli liquidi mentre oggi
mi è rimasta un po' di difficoltà nell'ingoiare cibi solidi
più duri da masticare. Mangio quindi molto lentamente a
volte può essere davvero imbarazzante soprattutto quelle
poche volte che mi trovo a cena con persone che non conosco
e che non sanno del problema. Vorrei proprio risolverlo. Per questo ho fatto uso di farmaci ma senza
risolvere il problema realmente. Ci sono stati momenti in cui
lo sento meno ed altri invece in cui si aggrava soprattutto
sotto stress.
Le cure che ho fatto fino ad ora non hanno funzionato e sono
state escluse tutte le cause organiche. Si può risolvere o
devo conviverci tutta la vita? Ci sono speranze? Grazie in anticipo per la
risposta.
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risposta (Dott.
Marco Baranello) |
Nella maggior parte dei casi il
problema del nodo alla gola (una volta noto proprio come
bolo isterico) può essere risolto in tempi piuttosto brevi e
senza uso di farmaci grazie ai nuovi metodi di terapia
psicologica ad indirizzo di psicologia emotocognitiva. In
realtà tutti i disturbi di conversione hanno oggi
un'altissima possibilità di essere risolti con tali nuovi
metodologie cliniche di tipo psicologico.
Il trattamento ha una durata mediamente bassa con una
frequenza delle sedute variabile. Inoltre va detto che la
situazione va valutata nello specifico in quanto lo
psicologo ad indirizzo di psicologia emotocognitiva non
valuta soltanto la presenza dei sintomi di conversione ma
associa alla valutazione diagnostica fenomenologica una
valutazione del funzionamento contesto-specifico.
La psicologia emotocognitiva focalizza l'attenzione infatti
sui processi che in questo momento stanno mantenendo la
sintomatologia e che, se perpetuati, potrebbero aggravare
sia il problema che portare alla nascita di altri sintomi e
disturbi.
L'obiettivo del trattamento è lo sblocco dei processi
ridondanti che mantengono il disturbo e il ripristino di un
normale processo di funzionamento dell'organismo e, lo
ricordo, senza uso di farmaci.
Ormai in psicologia emotocognitiva ripetiamo sempre la
stessa cosa, che sta diventando una specie di slogan:
"perché convivere con un problema quando oggi esistono
metodi per risolverlo?". Un cordiale saluto.
a cura del
Dott.
Marco Baranello
psicologo fondatore della psicologia emotocognitiva
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