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servizio gratuito del Progetto "Psicologia: Una Risorsa per la Salute"


Pensieri Ossessivi

Ho 40 anni, sono sposata da 10 e ho due figli. Da molti anni ho pensieri ricorrenti che mi provocano profonda angoscia; per diversi anni i pensieri nascevano e si mantenevano per qualche periodo e poi sparivano spontaneamente ritornando a distanza di tempo sempre per periodi più o meno brevi. Non mi sono mai rivolta ad uno psicologo perché ho sempre pensato di poter controllare la mia mente da sola. Ultimamente però mi rendo conto che non ci riesco, questi pensieri ormai mi torturano per tutto il giorno e a volte mi sveglio anche di notte! I pensieri sono ben definiti e riguardano principalmente la sfera sessuale e religiosa...sono disperata, mi vergogno molto per quello che penso e provo dei profondi sensi di colpa! Tutto questo é assurdo, ho la sensazione di impazzire...non vorrei pensare queste cose ma è come se la mia mente non mi ascoltasse e andasse contro la mia volontà nonostante i miei disperati tentativi di controllarla! Cerco conforto nella chiesa, prego, mi sono anche confidata con un sacerdote ma nulla di tutto questo è servito a neutralizzare queste ossessioni. Tutta questa situazione é diventata insostenibile sia per me che per la mia famiglia che nel tentativo di aiutarmi é costretta a subire tutto questo! Mi vergogno a dirlo ma forse può aiutare a comprendere il mio stato d'animo...ho pensato anche di farla finita, l'unica cosa che mi trattiene sono i miei principi morali e religiosi. Sono disperata... ho letto sul vostro sito che da questo disturbo si può guarire...potrei avere anch'io delle speranze o devo considerarmi un caso incurabile dato che ne soffro ormai da tanto tempo?

risposta (a cura della Dott.ssa Emanuela Sabatini)

La percentuale di persone che soffrono di pensieri ossessivi, ossia di pensieri che la persona non vorrebbe avere, è molto più alta di quanto si possa pensare. Chi è afflitto da ossessioni tende, nella maggior parte dei casi, a nascondere il problema e soprattutto la natura dei pensieri proprio perché ne riconosce l'assurdità e ne prova vergogna. I pensieri ossessivi possono diventare particolarmente insidiosi nelle persone con rigorose convinzioni religiose e a volte le azioni compulsive prendono forme molto simili a rituali religiosi. Ad esempio nel tentativo di “neutralizzare” un pensiero ossessivo percepito come "peccaminoso" la persona potrebbe iniziare a pregare ripetutamente oppure, come ad esempio nel caso dei cattolici, utilizzare confessione e comunione in modo eccessivo rispetto a quanto richiesto dal proprio credo. Questo disturbo è oggi trattabile e risolvibile in tempi brevi e soprattutto senza uso di farmaci. Oggi, grazie alla psicologia emotocognitiva é possibile intervenire in modo efficace nella risoluzione del problema. Questo indirizzo metodologico non va a “scavare nell'inconscio” della persona alla ricerca di arbitrarie cause esistenziali, né va ad interpretare contenuti simbolici, la psicologia emotocognitiva interviene sul loop disfunzionale che è alla base del problema stesso, ossia su quel processo psicofisiologico ridondante di azioni che tende a mantenere ed aggravare il problema nel tempo. Si lavora sui processi psicofisiologici di funzionamento dell'organismo e si vanno ad individuare le modalità disfunzionali messe in atto dalla persona e dal suo ambiente nel tentativo di risolvere il problema o alleviare la sofferenza causata dai pensieri. Questi tentativi "fai da te" potrebbero essere in realtà patogenetici ossia favorire il mantenimento e l'aggravamento del problema stesso. Inoltre occorre sfatare il mito per cui con il DOC bisogna “imparare a conviverci”, come sentiamo dire spesso da pazienti che provengono da anni di terapie fallite. Infatti non è sufficiente rivolgersi ad uno psicologo ma è necessario conoscere quale metodologia sia in grado di risolvere e migliorare la situazione specifica.
Oggi il DOC è trattabile in tempi brevi, senza uso di farmaci e con altissime aspettative di efficacia grazie alle nuove scoperte in psicologia emotocognitiva ed è importante sottolineare che la remissione dei sintomi non dipende da quanto tempo sia presente il disturbo. Lo psicologo interviene sui processi ridondanti che attualmente stanno mantenendo il sintomo e che se perpetuati potrebbero aggravarlo. Di fatto nella maggior parte dei casi i sintomi sono risolvibili.

a cura della
Dott.ssa Emanuela Sabatini


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