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Psicologia: Una Risorsa per la Salute
progetto SRM Psicologia per l'informazione scientifica in psicologia per la tutela della salute in ambito psicologico

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DOMANDE ALLO PSICOLOGO

Progetto "Psicologia: Una Risorsa per la Salute" Servizio d'Informazione Generale

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Ciò che Cura è la Personalità del Terapeuta? Lo Psicologo non può Curare? AIUTO.

Sono uno studente di psicologia della Sapienza. Quando mi sono iscritto a psicologia avevo l'idea che lo psicologo curasse con la psicologia e che una volta laureato e abilitato potevo quindi usare delle tecniche e degli strumenti che avrei potuto imparare studiando per aiutare le persone a risolvere problemi ma anche capire come funziona la mente umana. Ma poi mi hanno detto che ciò che cura è la mia personalità! Ora ho un dubbio.

Sono rimasto deluso dal fatto che tutto mi hanno spiegato tranne che come funziona. Infatti ci sono docenti che ho addirittura scoperto non hanno neanche la laurea in psicologia che ci inculcano l'idea che ciò che cura non è la tecnica ma la personalità del terapeuta! A me sembra poco serio e poco scientifico e mi spiego anche perché siamo sempre derisi da tutti. Quante volte dopo che spiegavo ai miei amici che studiano ingegneria o medicina quello che avevo imparato mi sentivo molto ignorante rispetto invece ai loro discorsi, più chiari, concreti. Io sembro un venditore di fumo, senza sostanza, che parla come un filosofo anziché come uno scienziato. Un mio amico mi ha chiesto come si "quantifica la personalità". Quando gli ho parlato dei testi di personalità mi ha risposto in modo molto sicuro dicendomi "e chi lo ha detto?". Io parlavo di statistiche, di validità e lui mi ha spiegato perfettamente che la validità di quello che io dicevo era dovuta soltanto al fatto che chi propone questi test poi li applica secondo la propria teoria e quindi è facile che siano validi, ma soltanto per il gruppo di persone che usa quella teoria. In poche parole, possono dire tutto ed il contrario di tutto con la statistica.

Insomma io studio per apprendere tecniche e poi mi dicono che ciò che tutto dipende dalla mia personalità? I docenti riportano addirittura dati statistici, libri americani che lo dimostrerebbero. Però non ho ancora capito bene che significa. Non so che cosa sia la personalità, come si dimostra quello che dicono, come si "quantifica la personalità" come ha detto il mio amico. Anch'io posso dire con la statistica che chi ha vissuto nella mia famiglia non ha mai avuto disturbi mentali ma posso dire realmente che è stato per la personalità di mia nonna? oppure per genetica oppure per altro!
Scusate l'auto-sarcasmo ma dopo anni di psicologia ancora non trovo un dato che possa far capire come funziona la psicologia che ci insegnano. Sono inoltre davvero arrabbiato perché molti docenti sembrano orientarci a frequentare per forza le loro scuole di specializzazione in psicoterapia. Dicono che lo psicologo se non è psicoterapeuta non può avere pazienti. Ma allora che cavolo ho studiato a fare psicologia?
La SRM Psicologia sembra l'unica che spiega le cose diversamente, più tecniche e non capisco proprio perché gli altri studenti non riescono a vederlo.
Ho provato a chiedere ad un docente la differenza tra riabilitazione psicologica e psicoterapia e neanche mi ha risposto. Mi ha detto che la riabilitazione non cura mentre la psicoterapia si. E' una risposta secondo voi?
Quando ho detto di aver letto sul vostro sito che nel tariffario degli psicologi alla voce riabilitazione c'era scritto terapia e che lo psicologo usa tecniche per produrre effetti terapeutico-riabilitativi mi hanno risposto che il tariffario non è approvato.
Però perché allora ci fanno studiare il tariffario?
Voi che ne pensate?

risposta (Dott. Marco Baranello)

Che ne pensiamo?
Beh, la SRM Psicologia sta subendo numerosi attacchi proprio perché abbiamo fatto emergere quello che hai appena detto. Ci sono verità negate da molti anche da coloro che sanno perché si sentono minacciati da chi riveste cariche di potere decisionale.

Un'affermazione che l'elemento di cura principale sia la personalità del terapeuta significa davvero affermare la propria ignoranza in tema di funzionamento dell'organismo e dei principi su cui si basano le tecniche cliniche di tipo psicologico. In fondo è come dire che ci sono elementi soggettivi non riproducibili e non codificabili ai quali rimandiamo la capacità di cura di un professionista della salute in ambito psicologico. Significa dire che non so codificarlo altrimenti.
E' ovviamente un dato orientato teoricamente e probabilmente il docente che lo ha affermato ha una formazione psicoanalitica più vicina alle impostazioni della psicologia filosofica che della psicologia scientifica che, invece, segue il metodo scientifico.
Le statistiche possono dire quello che vogliono. Ovviamente se le statistiche sono state prodotte all'interno di un modello teorico specifico di riferimento possono avere solo validità interna. Se poi si mettono in relazione ad esempio "i maestri" con "gli allievi" di una specifica scuola di pensiero e si vede che i maestri hanno più efficacia degli allievi e questo sarebbe indice che sia la personalità del clinico ad essere curativa sfiorerebbe realmente il ridicolo. Spesso però noi diamo retta alla "posizione sociale" di chi propone tali affermazioni, al suo ruolo, non tanto a ciò che dice o come può dimostrarlo.
Mentre spesso attacchiamo quelli che dicono altro ma non rivestono ruoli di potere sociale. Insomma, è storia ed è anche ben studiato dalla psicologia sperimentale.
Come scienziato mi distanzio ovviamente da queste affermazioni, non le possono riconoscere come valide scientificamente perché basate sull'opinione e l'interpretazione e non seguono i criteri del metodo scientifico.
Ribadisco il concetto, chi afferma cose del genere è perché basa le statistiche su terapie che non hanno un alto grado di affidabilità e quindi se 100 clinici usano lo stesso modello basato su un'impostazione filosofica ovvero basato su questo concetto che la cura sia dovuta alla personalità del soggetto altro non faranno che confermare con il loro atteggiamento clinico tale ipotesi di partenza.

Il pericolo di tutto questo è quando queste persone rivestono cariche di potere decisionale e basino le proprie decisioni sul proprio sistema di convinzioni.
Questo è quello che sta accadendo proprio al nostro gruppo che, cercando di scardinare scientificamente tali presupposti, sta subendo attacchi proprio da chi vuole conservare il vecchio potere basato su vecchie teorie o comunque su proprie teorie. Insomma è come se dicessero che "dato che il sole gira intorno alla terra e questo è scritto su un libro sacro chiunque affermasse il contrario sarebbe un eretico".
In altre parole è ciò che affermano coloro che dicono dato che su questi libri c'è scritto questo e questo per me è scientifico allora ogni altra teoria che dissenta da tale premessa va censurata, condannata o comunque non ritenuta valida. Il contenuto può essere diverso ma la formula dell'inquisizione rimane valida.

Ricordiamo che esiste quel fenomeno chiamato "imprinting" che porta coloro che accedono per la prima volta ad un'informazione a considerare quello che viene detto dopo in relazione al primo dato ricevuto (dominanza emisferica sinistra). Quindi è molto difficile far uscire fuori dal contesto di tali assiomi chi ha avuto accesso ad una anacronistica informazione per la prima volta e soprattutto quando l'ha sentita e letta da figure in posizione di prestigio, come gli accademici. Ma sappiamo che se la scienza fosse stata solo quella "accademica" oggi non avremmo avuto l'energia elettrica (sarebbero forse passati altri secoli!).

Altro discorso è la differenza tra riabilitazione psicologica e psicoterapia.
Spesso chi non è della materia chiede più banalmente la "differenza tra psicologo e psicoterapeuta" o tra "psicologo e psichiatra" o tra "psicologo e psicoanalista" e ogni altra combinazione possibile. Il quesito sulla differenza tra psicologia e psicoterapia è posto proprio da chi non ha competenze in materia.

Mentre la domanda sul tipo di prestazione sarebbe quella più adeguata.
Ad esempio la differenza tra "psicologia clinica e psicoterapia", tra "psicologia della salute e psicoterapia" o, come da domanda, tra "riabilitazione psicologica e psicoterapia".
Chi chiede la differenza tra "psicologo e psicoterapeuta" è come se chiedesse la differenza tra "medico e neurologo". Sono entrambi medici, ovviamente, il secondo è specializzato in neurologia ma la specializzazione in neurologia non impedisce al medico di elargire prestazioni mediche di cura e terapia medica per gli stessi problemi di cui si occupa il neurologo!

La riabilitazione psicologica e la psicoterapia sono entrambe forme di cura ma solo la prima è esclusiva dello psicologo, è una forma di cura psicologica pura. Chi non vuole usare la psicoterapia può infatti rivolgersi ad uno psicologo che usa tecniche di cura psicologica ovvero cure di riabilitazione, cure di sostegno, ecc.
La riabilitazione psicologica usa strumenti conoscitivi e di intervento in ambito psicologico quindi rientra tre le cure prettamente psicologiche o terapie psicologiche (ecco perché si trova il termine terapia incluso nel nomenclatore abilitazione e riabilitazione psicologica mentre il termine terapia o cura non è specificato nel nomenclatore psicoterapia). La psicoterapia invece non è una cura prettamente psicologica, nel sistema italiano, visto che può applicarla anche un medico-psichiatra o un medico specializzato in psicoterapia e comunque la specializzazione in psicoterapia non impedisce allo psicologo di curare con la psicologia.

Spesso chi sostiene che la psicoterapia sia l'unica forma di cura psicologica dimostra soltanto di utilizzare un proprio modello teorico di riferimento a giustificazione della sua posizione ma non potrà mai sostenerlo diversamente. Ma chi impone una visione teorica e utilizza una teoria per limitare l'esercizio della libertà altrui di certo non si comporta in modo democratico e si muove da posizioni anti-scientifiche.

In Italia la psicoterapia non identifica una specifica procedura (esistono modelli teorici spesso in conflitto tra loro, alcuni brevi, altri lunghi, altri che vanno alla ricerca del simbolo inconscio, altri che rifiutano tali assiomi, altri che obbligano l'allievo a sottoporsi a trattamento, altri che non prevedono tale obbligo, ecc.) ma identifica esclusivamente un titolo di specializzazione.
Poi immaginiamo se l'unica forma di cura fosse considerata la psicoterapia allora nessuno psicologo potrà più scoprire nulla, fare ricerca clinica e proporre altre forme di cura psicologica che non siano la psicoterapia! Beh, sarebbe l'annullamento della psicologia stessa e l'annullamento della libertà della scienza.
Per fortuna ciò avverrebbe soltanto in regimi dittatoriali e non nei regimi democratici!
Se avvenisse da noi, sapremmo che non viviamo in democrazia.

Inoltre ancora c'è chi sostiene che lo psicologo faccia diagnosi (che ricordiamo non corrisponde alla somministrazione di un test) ma non possa curare. Allora come fa a fare diagnosi visto che il processo diagnostico non può essere scisso da quello dell'intervento dato che l'intervento spesso permette una migliore diagnosi differenziale anche in ambito psicologico?
I paradossi sono infiniti. Infatti durante la mia stessa formazione universitaria alcuni docenti affermavano che lo psicologo non interviene con il metodo di "diagnosi-cura" che la diagnosi e la cura non possono essere visti come momenti diversi e scindibili. Beh, erano proprio gli stessi docenti, quasi tutti di matrice psicodinamica, che però affermavano che lo psicologo può fare solo diagnosi! Allora se lo psicologo può fare, per loro, solo diagnosi però non può curare ma visto che, sempre per loro, la cura e la diagnosi non possono essere elementi scissi, allora di fatto lo psicologo non potrà mai fare neanche diagnosi se non può curare! Insomma... se diamo retta a quello che ci dicono avremmo confusione e ci sentiremo sempre uno scalino più in basso rispetto ai professionisti di materie scientifiche.
Sarebbe più utile chiedere, ai docenti, i riferimenti di legge a sostegno di quanto affermano anziché rifarsi a soli modelli teorici o, peggio, alla letteratura straniera, molto spesso americana o anglosassone, dove la legislazione in materia è molto diversa.

Insomma, proviamo a fare chiarezza non parlando di Teoria ma di DIRITTO, di Legge. Quella di psicologo è una professione le cui prestazioni sono riconosciute come sanitarie (sanitario = diagnosi, cura e riabilitazione) da Decreto Ministeriale (17/05/2002) e l'art. 1 della L. 56/89 parla chiaramente di uso di strumenti conoscitivi (quindi teorie, modelli, paradigmi, nozioni,...) e di intervento (ad esempio: colloquio psicologico, terapia vocazionale, terapia occupazionale, tecniche espressive, conduzione di gruppi, stimolazione neuropsicologica, ecc.) in ambito psicologico anche per finalità di abilitazione e riabilitazione, diagnosi, sostegno, prevenzione. E nel nomenclatore riabilitazione è incluso il concetto stesso di terapia in modo esplicito e non interpretabile.
Questo significa che lo psicologo abilitato all'esercizio della professione può utilizzare strumenti conoscitivi e di intervento in ambito psicologico per le finalità sanitarie riconosciute all'esercente la professione di psicologo di diagnosi, cura e riabilitazione in ambito psicologico. Significa che la diagnosi psicologica, il sostegno psicologico, la riabilitazione psicologica ovvero l'insieme delle cure e delle terapie psicologiche sono svolte in AMBITO PSICOLOGICO, quindi la terapia psicologica non è la terapia medica e non è neanche la psicoterapia visto che quest'ultima non è esclusiva dello psicologo.

Ed ecco che la scelta della cura da parte delle persone potrà essere più libera, ampia e variegata. Ricordiamo che lo psicologo è tenuto ad utilizzare i propri strumenti sempre per il vantaggio in termini di benessere e salute della persona e della comunità e che i diritti del paziente in ambito sanitario sono comunque sempre tutelati sia che si rivolga allo psicologo sia che si rivolga allo psicoterapeuta.
Allo stesso tempo è libera la scelta formativa dello psicologo che potrà orientarsi se vuole nelle scuole di specializzazione o nelle scuole di formazione o scegliere corsi più variegati, più modelli, più opzioni. Ricordiamo anche in questo caso che lo psicologo è tenuto a mantenere un adeguato livello di preparazione ma che tale preparazione e aggiornamento non è limitato alla sola psicoterapia.
Ecco quindi il doppio vantaggio basato sulla libertà di scelta: il vantaggio sarebbe basato sulla competenza, sul merito, sulla reale dimostrazione di efficacia.
Invitiamo, come ho già affermato, gli psicoterapeuti ad iniziare a dimostrare l'efficacia delle proprie prestazioni sul mercato anziché impedire ai pazienti di rivolgersi a cure psicologiche diverse dalla psicoterapia.
La libertà di scelta e l'informazione sono le vere forme di tutela.

Tutto questo è molto più snello, semplice e logico rispetto ai giochi "teorici" che fanno coloro che vorrebbero impedire, mediaticamente, allo psicologo l'esercizio delle attività di cura in ambito psicologico.

Usare il Diritto permette di capire che se oggi nascesse Freud sarebbe libero di poter proporre la psicoanalisi, discuterne a pari livello con la comunità scientifica, lasciare la libertà di scelta basata sull'informazione. Mentre in un sistema dittatoriale che impone la scienza dall'alto o peggio che impedisce il dissenso, Freud non potrebbe più nascere, così come non potrebbe più nascere Galileo.

Sulla formazione clinica dello Psicologo.
Il problema riguarda la comunità degli psicologi più ampia, ovvero quella dove c'è più concorrenza e quella ovviamente che può fare concorrenza alla psicoterapie e alle sue costose scuole private sostenute dagli accademici, riguarda infatti la comunità degli psicologi degli indirizzi clinici. Gli psicologi del lavoro non hanno certo questo problema... ancora...
Lo psicologo non è obbligato a formarsi in psicoterapia per operare in ambito clinico per finalità di cura psicologica. L'aggiornamento è comunque una necessità ma non esiste solo la psicoterapia come formazione e aggiornamento clinico. Altrimenti si ridurrebbe la possibilità e la libertà della scelta e della proposta formativa, si impedirebbe lo sviluppo della scienza in aree diverse della psicoterapia e si impedirebbe la libertà di scelta della cura dei pazienti diversa dalla psicoterapia. Insomma sarebbe anti-costituzionale e non vivremmo più in uno Stato di diritto ma in una specie di dittatura.
Inoltre va considerato che le scuole di psicoterapia non coprono tutta l'offerta clinica scientificamente valida sul territorio e che la scienza ha uno sviluppo più rapido della burocrazia di riconoscimento delle scuole che, comunque, se lo psicologo non può curare non potrebbe neanche eventualmente dimostrare l'efficacia dei suoi presupposti teorici. Insomma sarebbe davvero la fine per questo paese che rimarrebbe fanalino di coda nell'innovazione scientifica.

Il vice-presidente dell'Ordine degli Psicologi del Lazio, Prof. Paolo Cruciani, quando abbiamo spiegato, ad esempio, che l'intervento in psicologia emotocognitiva non si basa sulla relazione, sull'ascolto o sull'empatia, ma è un intervento quasi esclusivamente psicoeducativo (quindi più vicino alla psicopedagogia) e si basa sullo spiegare al paziente, dopo la fase di assessment, come funziona il proprio organismo e cosa sia il problema da cui è affetto secondo le teorie emotocognitive (cioè nella specificità delle nostre scoperte) e di come sia sufficiente informare su tali nuovi principi e scoperte per ottenere in tempi brevi una remissione spontanea del problema per il quale la persona si è presentata alla nostra attenzione clinica, ha dichiarato che questa sarebbe, secondo lui "psicoterapia".
Insomma se uno psicologo offre una spiegazione tecnica, ovvero informa una persona su come funziona il suo organismo, e se questo produce un effetto benefico sul paziente, questo sarebbe, per il Prof. Cruciani, psicoterapia!
Quando ho provato a dire che non ero d'accordo con la posizione del Prof. Cruciani hanno scritto testualmente, nella relazione della seduta consigliare, che "il Dott. Baranello si permette di dissentire". Beh, se questo è un atteggiamento aperto e scientifico...

Attenti quindi psicologi, perché se passa questo messaggio, potete informare ma facendo molta attenzione a non far si che il vostro paziente stia meglio! Allora perché una persona si dovrebbe rivolgere allo psicologo per sentirsi dire che deve andare dallo psicoterapeuta? Si sfiora davvero il ridicolo!

Si può scegliere se aderire al sistema che propongono, rimanere in quel "matrix" mediatico, oppure iniziare ad unirsi come psicologi e far valere le nostre posizioni, al fine di garantire a tutti, agli psicologi e ai pazienti, il diritto alla libertà di scelta.
Libertà di scelta formativa per lo psicologo, libertà di scelta della cura per le persone.

Chi vuole sostenere il gruppo SRM Psicologia a tutela delle scienze e delle professionalità psicologiche può aderire alla SRM CARD (www.srmpsicologia.com/tessera) oppure sostenere il più ampio progetto del movimento 68scientifico (www.68scientifico.org) a tutela del diritto alla libertà di scelta (la 68S-Card è aperta a tutti). 

a cura del
Dott. Marco Baranello
psicologo fondatore della psicologia emotocognitiva


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