|
DOMANDE ALLO PSICOLOGO
servizio gratuito del Progetto "Psicologia: Una Risorsa
per la Salute" |
| Anni di Terapia senza
Effetti. Come Tutelarsi? |
Ho fatto anni di psicoanalisi
ma praticamente senza effetti terapeutici e non sono
l'unico. Ne conosco molte di persone nella mia condizione.
Questo ha creato una grande sfiducia nella psicologia. La mia
psicoanalista continuava a ripetere che ancora c'era molto
da capire e che io ero molto resistente perché avevo un
grande super-io. Ma che significa alla fine? E' sempre colpa
del paziente quando una terapia non funziona?
Il vostro sito mi sembra tra i più professionali che abbia
visto e mi ha dato fiducia, mi è sembrato inoltre di capire
che esistono nuove terapie. Ma come ci si può orientare e
come fare a sapere con sicurezza (certo non predendo la
certezza assoluta) ma almeno una maggiore garanzia che mi
stia rivolgendo ad uno psicologo che possa aiutarmi
realmente? Spero davvero in una risposta che mi possa
illuminare e che possa fare un po' di chiarezza.
Quando una terapia non funziona
è un diritto del paziente interrompere il trattamento ed un
dovere del professionista riconoscere i propri limiti ed i
limiti del proprio modello.
Questo è un problema davvero
serio e di non poco conto ed è ciò su cui l'associazione di
psicologi SRM Psicologia focalizza l'attenzione per la
tutela del paziente in ambito psicologico.
La spesa per una terapia di
anni, fallimentare, può essere molto elevata e non soltanto in termini
economici. Molti pazienti però non si rendono pienamente
conto della non efficacia del trattamento e frasi del tipo
"oggi convivo meglio con il mio problema" sono all'ordine
del giorno. Noi riteniamo che è meglio non avere il problema
piuttosto che conviverci ed oggi, nella maggior parte dei
casi, i problemi, i sintomi ed i disturbi si possono
risolvere in tempi brevi.
Presso i nostri studi affiliati ed i centri di terapia
psicologica arrivano moltissimi pazienti che hanno
intrapreso cure durate anni senza reale successo. La cosa
più difficile da spiegare è che la psicologia non coincide
con la psicoanalisi. Il paziente spesso si trova ad essere
stato condizionato da una teoria credendo che la cura sia
nella ricerca di cause inconsce o nasca dalla conoscenza di
se stessi.
Questo è oggi confutato dai nostri modelli teorici e metodi
di intervento che agiscono, come tutte le prestazioni
sanitarie, per la cura di un disturbo nei tempi più brevi
possibili agendo sui processi che mantengono la
sintomatologia.
L'esempio della medicina ci può
aiutare. Se ci rivolgiamo ad un medico che non riesce a
risolvere un problema non pensiamo subito che il problema
non sia risolvibile ma chiediamo un altro parare. Inoltre se
prendo un farmaco per il mal di testa ma il mal di testa non
si risolve certo non continuo a prendere un farmaco che non
funziona.
Lo stesso deve valere anche in campo psicologico.
Un racconto può ancora aiutarci
a capire cosa succede.
"un paziente si rivolge presso il nostro studio di
psicologia dichiarando che dopo tredici anni di
analisi il suo psicoanalista, con cui, dichiara il paziente,
ormai era anche diventato amico vedendolo tutte le
settimane, ha dichiarato il fallimento della terapia dicendo
che era troppo resistente". Questo con i nuovi modelli
psicologici non potrà mai accadere. Lo psicologo, qualora
non si evidenziasse una remissione sintomatologica propone
l'interruzione del trattamento già entro le dieci sedute.
Questo è oggi possibile proprio perché in percentuali
elevatissime la remissione dei sintomi avviene in tempi
brevi o brevissimi e con frequenza non necessariamente
settimanale.
Insomma un problema molto
delicato. Gli psicoanalisti delle vecchie scuole ovviamente
argomenteranno con elaborate formule retoriche le proprie
posizioni. Non dobbiamo però creare un dibattito che vede da
una parte la psicoanalisi e dall'altra la psicologia
scientifica quanto capire che non tutte le forme di terapia
disponibili sono efficaci allo stesso modo. Il punto
fondamentale è valutare ogni specifico problema e valutare
cosa si può fare per risolverlo e con quali strumenti.
Anche molti farmaci utilizzati per la cura dei disturbi
psicologici non funzionano, anzi, tendono a mantenere o
aggravare i sintomi.
Iniziamo subito dicendo che,
stando alle ricerche sulle prove di efficacia basate sulla
remissione dei sintomi, la psicoanalisi è in genere all'ultimo
posto. I tempi sono lunghi e a volte lunghissimi e molti
pazienti si lamentano di non aver risolto i sintomi per i
quali avevano chiesto l'intervento. Va anche detto che la
psicoanalisi, propriamente detta, non è una prestazione
riconosciuta come sanitaria (è sanitaria la prestazione
del colloquio clinico rilasciato da psicologi, psicoterapeuti, psichiatri, ecc.
che possono avere orientamenti anche psicoanalitici).
Comunque va ricordato che una
terapia può essere interrotta quando non si evidenziano
risultati. Il paziente è libero di scegliere di terminare il
trattamento senza il timore di offendere il professionista.
In poche parti del mondo si utilizza ancora la psicoanalisi
come metodo di cura. Oggi fortunatamente le scienze
psicologiche hanno fatto progressi enormi e ognuno di noi
riconosce alla psicoanalisi il ruolo di matrice, ma non
possiamo rimanere legati a vecchi metodi quando non
dimostrano efficacia. Quello che è importante non è un modello
teorico ma la salute delle persone.
Il nostro centro di terapia
psicologica ad esempio utilizza i metodi derivati dalle
ricerche in psicologia emotocognitiva che stanno dimostrando
un'efficacia elevata in termini di remissione
sintomatologica in tempi estremamente brevi e con risultati
a lungo termine. I nostri psicologi dichiarano già dalle
prime sedute la durata complessiva del trattamento e,
qualora non si evidenziassero cambiamenti significativi,
propongono l'interruzione del trattamento e consigliano
altri metodi o professionisti ai quali rivolgersi senza
utilizzare forme di accanimento
terapeutico. Nella maggior parte dei casi, comunque, il trattamento
produce effetti significativi.
Purtroppo l'informazione sulle
reali possibilità di terapia oggi disponibili sono carenti e
chi si vuole rivolgere ad un professionista esperto non sa
da chi andare.
I mass-media sono pieni di psicoanalisti e la psicologia
risente ancora molto di questa influenza.
La scienza per fortuna è in
continua evoluzione ed oggi, grazie anche ad internet, le
persone possono cercare informazioni più dettagliate sulle
nuove terapie psicologiche.
Per quanto riguarda il parlare
di concetti
come "resistenza" e "super-io" è un altro importante
problema che abbiamo riscontrato. I pazienti che sono stati
in terapia psicoanalitica spesso parlano con frasi come "il
mio io", "il mio super-io", "le mie difese", "la mia anima",
"la mia ombra", ecc. dimostrando di aver acquisito dei
termini forniti dal proprio psicoanalista e che diventano la
premessa per le interpretazioni successive. Ma se la
premessa fosse errata? I termini suonano spesso filosofici e
non pragmatici, vuoti e privi di un chiaro significato per
il paziente.
Quando iniziamo una cura non
dobbiamo "credere" alla cura stessa, dobbiamo ottenere
dimostrazioni della sua efficacia.
La domanda che ci dobbiamo porre, dopo che abbiamo iniziato
a seguire una terapia e sono passati dei mesi, è "Sta
funzionando?". Perché se non funziona potrebbe anche
aggravare il problema o mantenerlo. Va ovviamente valutato
ciò che lo psicologo ha dichiarato come tempi di trattamento
e come aspettative di efficacia. Lo psicologo in genere non
dovrebbe dire frasi come "ci vorrà del tempo" o "sarà una
strada lunga" o "vedremo nel corso della terapia". Anche se
ogni caso è specifico si dovrebbero avere delle statistiche
che indicano la durata media della terapia e gli effetti prodotti.
Il
progetto "psicologia: una risorsa per la salute"
del gruppo SRM nasce
proprio per informare sulle nuove possibilità di terapia
psicologica.
Dobbiamo comunque ricordare che
sono pochi ancora gli psicologi che utilizzano gli attuali
metodi e modelli di terapia psicologica per la remissione
dei sintomi in tempi brevi. Questo è anche il motivo per il
quale presso i nostri centri clinici arrivano pazienti da
ogni regione. Spesso è lo psicologo stesso, purtroppo, che
condizionato all'interno delle Università, sceglie un tipo
di formazione diversa dalla formazione specialistica in
psicologia. C'è quindi una difficoltà a reperire psicologi
formati secondo i modelli più recenti nelle diverse regioni.
Rivolgersi ad uno psicologo
professionista esperto in uno specifico disturbo o problema
e garantito per metodologie utilizzate riduce notevolmente
il rischio di rivolgersi ad uno psicologo qualunque o
utilizzare un metodo qualunque. Per questo l'associazione
mette a disposizione un servizio gratuito di intermediazione
clinica in grado di indicare il professionista psicologo
affiliato (che utilizza metodi garantiti direttamente
dall'associazione) e associato (che utilizza metodi diversi
ma riconosciuti validi dall'associazione) più
adatto ad ogni specifica richiesta.
Il nostro modello, quello
garantito direttamente dalla SRM Psicologia, è la
psicologia emotocognitiva ed è un modello teorico
sistemico-relativista ed un metodo di terapia in tempi
brevi basato sull'evidenza della remissione sintomatologica
ed è attualmente il modello teorico nella disciplina di
psicologia più recente. Esistono altri metodi di terapia
breve come le terapie strategiche, alcune terapia cognitive
e neuropsicologiche o altre forme di terapia anche ad
orientamento analitico breve, terapia sistemiche, terapia
psicofisiologiche, ecc. Il problema è sempre sapere a
quale psicologo rivolgersi. Per informazioni:
Centri di Terapia Psicologica
a cura del
Dott.
Marco Baranello
psicologo fondatore della psicologia emotocognitiva
Indice
Domande e Risposte
Inviare
una Domanda allo Psicologo
|