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Disturbo da Attacchi di
Panico, Crisi d'Ansia ed Agorafobia
Un'iniziativa del progetto
"Psicologia: Una Risorsa per la Salute" del gruppo SRM.
a cura del
Dott.
Marco Baranello
Introduzione al Disturbo da
Attacchi di Panico
Il disturbo da attacchi di panico è un disturbo clinico tra
i più frequenti e rappresenta una forma psicopatologica che
può arrivare ad essere estremamente invalidante
compromettendo la vita di una persona dal punto di vista
relazionale, sociale, lavorativo (o scolastico), ecc.
Va subito detto che un episodio di panico è molto comune
nella popolazione generale e non rappresenta di per sé un
disturbo. L'episodio, che verrà descritto nella sezione
dedicata alla diagnosi, è una
reazione spontanea involontaria dell'organismo ad un
incremento di tensione psicofisiologica che, in psicologia
emotocognitiva, definiamo a-specifica, ovvero senza oggetto.
Quando l'episodio di panico è successivo all'esposizione a
specifiche situazioni è molto più probabile che ci si trovi
davanti ad una fobia anziché ad un disturbo da attacchi di
panico. Ad esempio sintomi di panico dovuti all'esposizione
ad un cane tanto che la persona tende ad evitare la presenza
o soltanto la vista di un cane, rappresentano una reazione
ad uno stimolo che consideriamo fobigeno. In questo caso la
diagnosi è di fobia specifica.
Il disturbo da attacchi di panico, invece, non si presenta
con l'esposizione ad una situazione temuta, ma
improvvisamente, diremo come un fulmine a ciel sereno, senza
cioè un oggetto specifico od una chiara situazione in grado
di provocarlo. Può quindi capitare teoricamente ovunque.
La maggior parte delle persone che soffre di disturbo da
attacchi di panico si trova nella condizione in cui
preferisce evitare la maggior parte dei luoghi e delle
situazioni in cui ritiene sarebbe difficile trovarsi in caso
si sviluppasse una crisi d'ansia. Così ad esempio le prime
cose che generalmente vengono evitate sono i mezzi di
trasporto, in particolare metropolitane ed aerei,
spostamenti in solitario, luoghi affollati fino ad attività
di svago come cinema, teatro, ecc. Tutti quei luoghi in cui
potrebbe essere imbarazzante trovarsi oppure dai quali
sarebbe difficile uscire o trovare un aiuto in caso di
episodi di panico ed ansia.
Ben presto però l'evitamento delle situazioni a rischio
porta allo sviluppo di una condizione reattiva allo stato
d'ansia che può presentarsi come un'alterazione dell'umore
in senso depressivo.
Ci sono persone che evitano soltanto alcune situazioni, c'è
chi si fa accompagnare, chi cerca aiuto e rassicurazione,
c'è anche chi evita di uscire dal proprio quartiere o
addirittura chi smette del tutto di uscire di casa. Queste
persone però non risolvono l'attacco di panico ma cercano
volontariamente di controllarne l'insorgenza senza un reale
successo terapeutico.
La maggior parte delle persone che soffre di disturbo da
attacchi di panico ha preso farmaci con azione ansiolitica
molto spesso somministrati direttamente dal medico di base.
Altri pazienti abbinano farmaci ansiolitici con
antidepressivi, altri ancora, soprattutto chi rifiuta il
farmaco, cerca soluzione nelle cure omeopatiche o in
tecniche di rilassamento od altre cure "alternative" come i
fiori di Bach, la cromoterapia, ecc. e chi più ne ha...
Anche queste forme di trattamento, nella maggior parte dei
casi, falliscono nel loro complesso, in quanto rappresentano
metodi palliativi e non curativi.
Infatti l'effetto prodotto da questi metodi in genere è
temporaneo e non a lungo termine. Possono, a volte,
rappresentare un attimo di tranquillità, ma, nel complesso,
il disturbo c'è ancora e la persona sostanzialmente finisce
per pensare che dovrà conviverci per tutta la vita. Per
fortuna, oggi, non è così.
In psicologia emotocognitiva preferiamo dire che è meglio
risolvere un problema anziché conviverci. Inoltre va
ricordato che un problema che ancora non è stato risolto non
è detto che sia irrisolvibile ma che forse non è stata
utilizzata la cura appropriata.
L'intervento d'elezione per la terapia degli attacchi di
panico con o senza diagnosi di agorafobia è il trattamento
psicologico, senza uso di farmaci (quindi senza gli effetti
collaterali degli stessi) utilizzando le nuove metodologie
cliniche oggi disponibili.
Occorre informare che le vecchie forme di terapia
psicologica, soprattutto quelle orientate a ricercare le
cause del problema o che focalizzano l'attenzione sul
conoscere se stessi, sono quelle che hanno dimostrano minore
efficacia nella terapia degli attacchi di panico e dei
disturbi d'ansia in generale.
Gli attacchi di panico, le crisi d'ansia ed i disturbi
d'ansia in genere oggi trovano soluzione, nella maggior
parte dei casi, in tempi davvero molto brevi e ricordiamo
senza uso di alcun farmaco. Le nuove forme di terapia
attraverso il colloquio psicologico, come quelle proposte
dalla psicologia emotocognitiva, permettono uno sblocco
evidente della sintomatologia ed una remissione del
disturbo, entro breve tempo con un'altissima aspettativa di
efficacia.
Rivolgersi ad uno psicologo esperto in grado di utilizzare i
nuovi approcci del colloquio psicologico permette, quando il
disturbo non è giustificato da condizioni mediche generali
come gravi forme di ipertiroidismo, di risolvere finalmente
un disturbo che fino a poco tempo era ancora trattato con
farmaci ansiolitici. Ancora oggi, nonostante le possibilità
di terapia messe a disposizione dalle nuove forme di
trattamento psicologico, moltissime persone ancora
utilizzano cure palliative.
Questo progetto mira ad informare circa le nuove possibilità
di terapia del panico attraverso lo strumento sanitario del
colloquio psicologico in modo da rendere accessibile una
risorsa per la salute tra le più efficaci e nei tempi più
brevi oggi finalmente disponibili.
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