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psicologia per la tutela della salute in ambito
psicologico |
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lun-gio 10-13 / 15-18 |
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| Disturbi
d'Ansia. Informazioni su Ansia, Panico,
Fobie, Ossessioni, Trauma e Stress |
I sintomi d'ansia sono i più
diffusi nella popolazione generale. L'ansia, quando è
raggiunge soglie di attivazione, ha un valore adattivo-funzionale. La
cronicizzazione di sintomi ansiosi in un disturbo (ovvero un
complesso di sintomi protratti nel tempo) non permette alla persona il normale
svolgimento di una o di più delle attività che, in assenza
di sintomi, la persona desidererebbe svolgere. Tra i
disturbi d'ansia gli attacchi di panico (o crisi d'ansia)
nonostante la loro eclatante manifestazione neurovegetativa
(tachicardia, sudorazione, tremori, sensazione di
svenimento, testa leggera, formicolii, paura di una
malattia, paura di morire o paura di impazzire, sensazioni
di torpore e sensazioni di irrealtà, ecc.) sono anche tra i
sintomi oggi più trattati presso i nostri
centri di psicologia
emotocognitivia e per i quali sia il maggiore
riscontro in termini di remissione, grazie propri ai
cambiamenti di ottica circa il funzionamento
dell'organismo proposti dalle nuove teorie
emotocognitive del Dott. Baranello. L'intervento clinico
attraverso il colloquio psicologico, applicando tale
modello teorico, è
generalmente breve in termini di sedute con un'altissima
aspettativa di efficacia.
Fanno parte dei disturbi d'ansia, oltre i già
citati attacchi di panico, anche ansia
generalizzata, agorafobia, fobia specifica, fobia sociale,
disturbo ossessivo-compulsivo (pensieri ossessivi e
compulsioni rituali) ed i disturbi acuto da stress e post-traumatico
da stress.
Anche altri disturbi e sintomi sono sostenuti da una base
ansiosa di personalità (forme depressive reattive, disturbi
psicosomatici, disfunzioni sessuali, alcune forme di
disturbi dell'alimentazione, disturbi del sonno, ecc.).
Il trattamento nei centri di psicologia emotocognitiva
prevede esclusivamente l'uso di strumenti conoscitivi e
d'intervento in ambito psicologico come il colloquio
psicologico, non vengono utilizzati né psicofarmaci né
psicoterapia. Le finalità degli interventi psicologici
in ambito clinico sono ovviamente terapeutiico-riabilitative ovvero orientate al
ripristino delle normali condizioni di salute del
paziente. Per le teorie emotocognitive del Dott.
Baranello non esiste una vera e propria "malattia
mentale" ma, in assenza di condizioni mediche tali da
giustificare, da sole, la presenza di un disturbo, il
soggetto viene considerato sano ma incastrato in un
sistema circolare di tipo disfunzionale che il Dott.
Baranello ha definito "loop disfunzionale" (Baranello,
2006). Il disturbo è quindi mantenuto longitudinalmente
da tali processi organizzativi che si svolgono sempre
nel qui-e-ora e non avrebbero nulla a che fare con
ipotetiche quando arbitrarie "cause inconsce" o
fantomatiche strutture di personalità, né sarebbero da
imputare a pseudo-traumi o a questioni relazionali. Le
cause non vanno rintracciate né nel simbolismo, né nel
passato. Quando un problema è attivo nel presente della
persona, per il Dott. Baranello, significa che è in quel
momento che le reali cause stanno agendo, nel qui-e-ora
e in nessun'altro luogo o momento. Questa dovrebbe
essere un'ovvietà dal punto di vista scientifico ma,
ancora oggi, tali teorie sono osteggiate da coloro che
adottano una visione filosofica e ancora parlano in
termini simbolici e astratti. Ma i dati sull'efficacia
parlano chiaro. Infatti le percentuali di soluzione di
disturbi come gli attacchi di panico od il disturbo
ossessivo-compulsivo, quando si adottano terapie
centrate sul passato, sul simbolismo, sulle relazioni o
sull'incoscio, sono davvero basse.
Oggi invece una visione più scientifica e pragmatica,
come quella proposta dalle teorie emotocognitive, che
eliminano del tutto l'attenzione sul contenuto simbolico
per orientare il trattamento su ciò che è alla base del
mantenimento psicofisiologico del sintomo, sul qui-e-ora
del problema con una prospettiva per il futuro della sua
soluzione, sta permettendo di riabilitare, nella maggior
parte dei casi trattati, le persone con diagnosi di
disturbi d'ansia, senza uso di farmaci e soprattutto
senza psicoterapia.
L'approccio emotocognitivo è quindi orientato al
presente dell'organizzazione psicofisioambientale e
proiettato al futuro in termini riabilitativi. Errate
convinzioni possono compromettere in modo radicale
l'organizzazione psicofisiologica della persona e
determinare lo sviluppo sano oppure patologico. In ogni
momento è possibile intervenire per cambiare tali
processi disfunzionali. Cambiare la visione del
funzionamento del proprio organismo orientandolo verso i
reali processi funzionali, quindi adottando una visione
moderna e pragmatica sul funzionamento psicofisiologico,
è possibile produrre una riabilitazione funzionale
quindi una remissione sintomatologica del tutto
spontanea nel paziente ripristinando un normale processo
di funzionamento dell'organismo. Non è sufficiente
fornire una "spiegazione" è necessario sapere QUALE
spiegazione fornire perché è necessario che le persone
vengano a conoscenza del reale funzionamento del corpo.
Ecco perché l'intervento educativo fa riferimento alle
teorie emotocognitive in quanto rappresentano un nuovo
corpus di conoscenze e acquisizioni circa il
funzionamento organizzativo sistemico umano e sociale
che scardina molte delle vecchie, ed ormai
anacronistiche, convinzioni circa i modelli di
funzionamento psicofisiologico dell'organismo.
Le metodologie utilizzate sono quindi prevalentemente di
educazione funzionale.
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