Tra i disturbi dell'umore il
più noto è sicuramente la depressione maggiore anche se tra
i più frequenti ci sono i disturbi misti
ansioso-depressivi.
La
depressione è un'alterazione caratterizzata da umore
abbattuto (appunto depresso), perdita di interesse, mancanza
di volontà, affaticamento, visione negativa, diminuzione
delle attività, aumento di sonno o diminuzione di sonno,
aumento o diminuzione di peso senza essere a dieta, pensieri
di morte ed ideazione al suicidio, ecc.
Tra i disturbi della categoria fanno parte il disturbo
distimico (una forma depressiva costante, cronica ma che non
arriva ai livelli fenomenologici apparentemente più gravi di depressione maggiore) ed i
disturbi bipolari I e II (alterazioni caratterizzate da
oscillazioni del tono dell'umore tra euforico, maniacale o
ipomaniacale a stati depressivi o crepuscolari). Tra i
disturbi bipolari troviamo il disturbo bipolare I, il
disturbo bipolare II ed il disturbo ciclotimico. Altre
alterazioni dell'umore sono classificate come NAS (non
altrimenti specificate) di cui fa parte anche il già citato disturbo
misto ansioso-depressivo che, come accennato, è tra le diagnosi di
disturbi dell'umore più frequentemente attribuite.
Il trattamento delle alterazioni dell'umore di tipo
depressivo è oggi, adottando la visione proposta dalla
teoria emotocognitiva, piuttosto breve in numero
complessivo di sedute, mentre è più
complesso e lungo (in termini temporali) il trattamento dei disturbi bipolari
soprattutto perché occorre valutazione
loingitudinalmente il processo di alterazione. La stessa
diagnosi di disturbo bipolare necessità di tempi più
lunghi. Questo non significa che il numero di sedute sia
necessariamente più elevato.
Spesso sintomi bipolari, soprattutto in alcuni contesti
medici, possono essere confusi con tratti disturbi
di personalità, soprattutto con il disturbo borderline. In
genere un'alterazione dell'umore è l'alterazione del
tono da euforico/maniacale a depresso. Come suggerisce
il Dott. Baranello, fondatore della teoria
emotocognitiva, una visione pessimistica della vita non
va confusa necessariamente con un tono dell'umore
depresso così come la rabbia non va confusa con
l'euforia o la mania. Spesso alla base di errate
diagnosi e quindi errate cure, soprattutto in ambito
psicofarmacologico, nascono da errate convinzioni del
clinico circa il racconto del paziente.
La psicologia emotocognitiva, l'orientamento teorico
applicato nei nostri centri di trattamento psicologico,
basa l'intervento non più sui contenuti simbolici ma sui
processi psicofisiologici attuali alla base del
mantenimento del sintomo nel qui-e-ora orientando, in
modo pratico, l'intervento psicologico riabilitativo
sullo sblocco di tali processi disfunzionali e riducendo
così, ogni fenomeno depressivo o di alterazione
dell'umore, a un circuito di funzionamento noto in
psicologia emotocognitiva come "loop disfunzionale".
Questo ha permesso di trattare disturbi che, in altri
contesti vengono visti come gravi o addirittura cronici,
con interventi psicologici puri, senza uso di
psicofarmaci e soprattutto senza psicoterapia. Non più
quindi una focalizzazione sul passato, sul simbolismo,
su presunte cause inconsce o relazioni o su
pesudo-traumi, ma finalmente un trattamento di
riabilitazione funzionale pragmatico rivolto al
qui-e-ora ed orientato al futuro della remissione
sintomatologica spontanea.