I migliori corsi ed eventi di psicologia a Roma organizzati da oltre 15 anni dai centri di psicologia emotocognitiva. Roma Trieste-Salario-Parioli


Eventi di PsicologiaAnche per l’anno 2018 tornano gli incontri di psicologia anche a Roma. Da oltre 15 anni la SRM Psicologia attraverso il progetto PRS “Psicologia: Una Risorsa per la Salute” propone gli ormai storici “incontri del mercoledì”, seminari di divulgazione scientifica e psicoeducazione su scienze psicologiche e salute mentale. Gli incontri di psicologia, tenuti dai professionisti dei centri di psicologia emotocognitiva sono seminari aperti a tutti per offrire l’opportunità di conoscere i principali disturbi mentali, i problemi di natura psicologica e psico-sociale, le reazioni psicofisiologiche a situazione di stress, problemi e disturbi in età evolutiva e adolescenza, problematiche a livello affettivo e relazionali nonché nuovi modelli teorici e nuove forme di cura e terapia psicologica in tempi brevi. Le scienze della salute sono in costante sviluppo e aggiornamento. La ricerca scientifica è incessante e molto spesso nuove forme di cura dei disturbi mentali potrebbero essere già disponibili nonostante nei classici contesti, spesso anche accademici, ancora si utilizzano vecchi concetti. Chi soffre di un problema psicologico o comunque di un problema organizzativo in questo momento ha necessità immediata di conoscere quali nuove forme di terapia psicologica o più in generale di trattamento sono realmente disponibili per trovare soluzione a sintomi e disturbi. Attacchi di panico, ansia generalizzata, agorafobia e fobie, disturbi alimentari, insonnia, disfunzioni sessuali e problemi di coppia, depressione e alterazioni dell’umore, disturbi di personalità, nonché schizofrenia e psicosi sono disturbi e problemi che vanno necessariamente conosciuti perché potrebbero colpire, nell’arco della vita, ognuno di noi o un nostro familiare. La conoscenza diviene così la prima forma di tutela della nostra libertà di scelta. Per questo i seminari di psicologia del mercoledì organizzati dal gruppo SRM da oltre 15 anni sono una vera e propria “Scuola di Psicologia” per tutti. Un progetto permanente, centinaia di eventi svolti che hanno oggi favorito la diffusione di nuove conoscenze in psicologia ed educazione.
Oggi è infatti possibile intervenire su disturbi psicologici e problemi della vita quotidiana a essi correlati con diversi strumenti. Da una parte l’intervento clinico-sanitario in ambito psicologico, con nuove cure e forme di terapia psicologica breve senza farmaci e senza psicoterapia e dall’altra interventi di consulenza educativa, corsi di educazione scientifica e altri strumenti non sanitari, meno invasivi e basati sulla correzione delle errate convinzioni che sono alla base di molti problemi.

I prossimi seminari di psicologia del mercoledì che si terranno a Roma iniziano il 7 marzo 2018. Si svolgeranno presso l’Anthos Medical Service quartiere Trieste-Parioli dalle ore 18.30-20.00 secondo il programma pubblicato dall’associazione. Il costo di ogni seminario è accessibile ed è di €8,00 (salvo diversamente specificato) e l’ultimo seminario del mese è sempre gratuito.

Per ogni evento vengono inoltre rilasciati attestati di partecipazione riconosciuti validi come CFU per attività esterne dalla maggior parte delle Università.

Ecco i prossimi incontri del mercoledì in programma.
(per dettagli, variazioni, informazioni e prenotazioni controllare il sito ufficiale dell’associazione)

ROMA, mercoledì 7 marzo 2018 ore 18.30-20.00
Ansia e Attacchi di Panico. Il Loop che mantiene il Disturbo [€8,00]
il concetto di loop disfunzionale oggi molto utilizzato in quasi tutta la psicologia è stato proposto dall’autore Marco Baranello. In questo seminario sarà possibile acquisire l’informazione sul concetto applicato al disturbo di panico direttamente dal fondatore.

ROMA, mercoledì 14 marzo 2018 ore 18.30-20.00
Il Loop Disfunzionale nelle Relazioni Affettive [€8,00]
come applicare il concetto del loop disfunzionale nelle relazioni di coppia. Spesso le nostre relazioni possono entrare in crisi per questioni di comunicazione non adeguate dovute a errori nelle nostre convizioni. Un rapporto di coppia per definizione interessa su soggetti agenti è importante quindi creare un equilibrio, un’armonizzazione. Conoscere come funziona può prevenire molti nei nostri problemi di comunicazione all’interno della coppia affettiva.

ROMA, mercoledì 21 marzo 2018 ore 18.30-20.00 [€8,00]
Comunicazione Efficace in Età Evolutiva e Adolescenza
siamo sicuri di sapere comunicare con un figlio, un bambino o un adolescente in modo realmente adeugato? La maggior parte di noi crede di si ma i dati e le evidenze dimostrano che spesso non riusciamo a ottenere il risultato sperato. A volte i problemi sono banali e sembra soltanto che bambini e adolescenti non rispettino quanto detto, altre volte ci troviamo davvero impotenti rispetto a sintomi, problemi e disturbi come ADHD, DSA, problemi scolastici, ansia, timidezza eccessiva, fobie fino a questioni più gravi come schizofrenia o disturbi psicotici. Conoscere la base della comunicazione può fornire almeno un primo supporto per la gestione di situazioni difficili.

ROMA, mercoledì 28 marzo 2018 ore 18.30-20.00 [gratuito]
Psicologia dell’Immaginario Erotico Femminile e Maschile
le fantasie erotiche di donne e uomini analizzate in una importante ricerca sulla sessualità condotta dal centro studi e ricerche in psicologia emotocogntiva e diretto dagli psicologi Marco Baranello ed Emanuela Sabatini. Verranno presentati i nuovi dati del sondaggio e saranno discusse e interpretate le principali fantasie sessuali femminili e maschili. La ricerca è stata già citata nel corso degli anni da media nazionali come Cosmopolitan, Style, Affari Italian, Focus, ecc. Un viaggio nella psicologia dell’erotismo.

Per Informazioni e Prenotazioni
TEL +39 3937304700
sito ufficiale: www.psicoeventi.com

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Terapia psicologica breve degli attacchi di panico e crisi d’ansia senza farmaci e senza psicoterapia


C’è chi pensa che la paura determini l’ansia spostando così l’attenzione su un concetto piuttosto superficiale e banale definito “paura della paura” sul quale potremmo anche essere in accordo in linee generali. C’è chi al contrario pensa che sia l’ansia a produrre paura. Come al solito sembra che tra queste due posizioni estreme in realtà non abbia ragione né l’uno né l’altro ovvero abbiamo ragione entrambi in momenti diversi. Infatti l’errore cognitivo è tutto nella premessa e nella definizione esatta dei termini e di ciò che avviene realmente dal punto di vista organizzativo. Interviene in questo dibattito la psicologia emotocognitiva che sposta il focus dell’attenzione non tanto su aspetti filosofici e astratti ma sui processi di organizzazione psicofisiologica dell’organismo. Così per la psicologia emotocognitiva dello psicologo italiano Marco Baranello, la paura è da una parte secondaria alla manifestazione del sintomo, quindi la paura è la percezione del soggetto condizionata dalla manifestazione ansiosa inaspettata dell’attacco di panico (o crisi d’ansia) per poi rimanere sotto forma di ansia anticipatoria in un secondo momento, in questo caso la paura non determina di per sé l’ansia ovviamente ma determina il processo organizzativo. Cambiare ottica può permette una cura definitiva del disturbo di panico senza farmaci e senza psicoterapia. Quindi dapprima l’attacco di panico, che di per sé è inaspettato, determina la paura stessa dell’attacco successivo e, a sua volta, aumenta l’arousal dell’organismo e quindi la probabilità di sviluppare quello che prenderà il nome di disturbo di panico. Quello che si genera, secondo la nuova psicologia emotocognitiva è, con le parole di Baranello, un “loop disfunzionale” (Baranello, 2006), cioè un processo circolare fatto di azioni di pensiero e di comportamento che anziché risolvere il problema lo mantiene e lo può peggiorare. Se il sintomo ansia è del tutto normale, il disturbo è la vera e propria patologia psicologica. Non si tratta comunque di una malattia quindi per la cura definitiva degli attacchi di panico si può iniziare a pensare più che a “cura” in senso classico più a una cura correttiva. Va comunque distinto un episodio di attacco di panico dal disturbo di panico. L’episodio è infatti comune a molti disturbi e inoltre le cause possono essere di diversa natura. Qualora gli attacchi di panico fossero determinati da condizioni mediche come problemi cardio-polmonari o ipertiroidismo ciò che andrebbe curato non sarebbe le crisi d’ansia ma il problema medico a monte, quindi non servirebbero né psicologi né psichiatri ma medici specialisti nelle problematiche indicate.
Escluse cause medico-generali il problema rimane di tipo psicologico o, meglio, psicofisiologico. In questo caso la cura sarà quindi una terapia psicologica o un intervento più direttamente educativo sia individuale sia attraverso gruppo o corsi di autosoluzione.
Di questo si parla proprio in un articolo pubblicato sul sito SCUOLAPSICOLOGIA.COM a cura della redazione SRM Psicologia al quale rimandiamo per approfondimenti.

ARTICOLO SU terapia psicologica breve degli attacchi di panico senza farmaci e senza psicoterapia sul sito ufficiale: https://www.scuolapsicologia.com/?p=29

A Chi Rivolgersi per la cura di ansia e attacchi di panico senza farmaci e senza psicoterapia? sito dei centri di psicologia emotocognitiva: www.ctpsi.it

Corsi Esperienziali e Gruppi di Autosoluzione di problemi correlati ad attacchi di panico e ansia. https://www.srmpsicologia.com/eventi/gruppi-psicologia.htm

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Luca Traini è un pazzo o un criminale? Il raid di Macerata dovuto a malattia mentale o un atto di terrorismo fascista? Il punto di vista della psicologia emotocognitiva


Il caso del Raid di Macerata. Questione Psico-Sociale e di Definizioni

Luca Traini Raid di Macerata PsicologiaLa questione “Luca Traini” e il raid razzista, fascista, nazista, terrorista o come la cronache di questi giorni si ingegnano a chiamarlo, offre comunque uno spunto di riflessione molto importante a livello psico-sociale. Il legame tra il caso di Pamela Mastropietro con la vicenda del raid è soltanto marginale, è la giustificazione morale che Luca Traini ha trovato per ottenere un certo sostegno sociale. Pensiamo semplicemente anche al fatto che nonostante in Italia ci siano moltissimi “Cristiani” ancora la maggior parte ragiona con la legge del taglione “occhio per occhio, dente per dente!” anziché con l’introduzione del concetto di perdono più propriamente legato al cristianesimo. Così come gli antifascisti hanno comportamenti palesemente fascisti e gli Antirazzisti sembrano invece i primi razzisti!
Il vero problema sembra proprio di definizione. Troppo spesso si parla senza sapere di cosa si stia parlando. Il linguaggio è estremamente impressionistico ma assolutamente povero di contenuti. Così un Salvini è stato in grado di dire “chi non vuole il crocifisso nelle scuole se ne torni nel proprio paese” dimenticando forse che l’Italia è uno Stato Laico in primis, che nessun vieta il crocifisso ad esempio nelle chiese cattoliche e soprattutto che non tutti gli italiani sono Cattolici. I testimoni di Geova non credono nel simbolo del crocifisso e sono Cristiani, inoltre ci sono atei, agnostici, musulmani, ebrei, animisti, induisti e chi più ne ha…. assolutamente italiani non immigrati. Insomma la non conoscenza e la scarsa educazione sociale porta ovviamente a facili fraintendimenti!
Non è un caso che la maggior parte delle persone legga soltanto i titoli di una notizia per poi credere di aver compreso pienamente i contenuti. Non esiste “destra” o “sinistra” nei comportamenti disfunzionali. Patologia e sanità, il bene e il male, il bello e il  brutto, ecc. possono esserci in ogni luogo, in ogni posizione ideologica, in ogni credo, in ogni razza. Come da anni abbiamo suggerito in seno alla psicologia emotocognitiva, si rende necessaria una nuova visione sociale e politica che punti l’attenzione sul concetto ampio di “persona”. In questa vicenda, dall’omicidio efferato della giovane Pamela Mastropietro al raid di Luca Traini contro alcuni immigrati, possiamo così inquadrare alcuni personaggi: una giovane persona con problemi di tossicodipendenza, alcune persone che ruotano intorno al mondo dello spaccio, persone che hanno commesso un omicidio e una persona che obnubilata dal concetto di vendetta ha commesso un atto criminale come il tentativo di omicidio sparando su altre persone. Insomma sostituiamo il concetto di persona e tutto potrebbe apparire più chiaro!
Lo scenario fatto di persone appare così diverso rispetto allo scenario fatto di superflue definizioni, di stigmi cuciti ad hoc. In questo nuovo scenario, che poi è quello reale, non ci può essere odio razziale, non c’è antagonismo tra fascisti e antifascisti, non ci sarebbero manifestazioni faziose. Ci sarebbe anzi una maggiore unione tra chi denuncia il crimine ed è contro il crimine e chi invece ne fosse a favore. Appare palese che con tale piccola variazione la stragrande maggioranza delle persone sarebbe unita contro il crimine!!! Se la politica puntasse più l’attenzione sul concetto di persona probabilmente non ci sarebbe stato neanche un Luca Traini.
La nostra posizione sviluppata anche all’interno della teoria emotocognitiva apre un mondo di osservazioni completamente diverse, non alimenterebbe odio e anzi punterebbe l’attenzione sul cercare soluzioni e su una maggiore unità etica tra persone, alimentando i comportamenti funzionali rispetto a quelli disfunzionali.
Lo stesso vale per il discorso sulla psicopatologia. Oggi sui media si legge la frase “non chiamate Luca Traini pazzo” per indicare che la sua capacità di intendere e di volere deve essere considerata intatta ai fini del giudizio e quindi dell’eventuale attribuzione della pena da parte del magistrato. Anche in questo caso c’è un errore concettuale. Infatti i problemi di condotta sociale sono sempre legati a un disturbo o meglio, se non ci fosse un problema di comportamento di quel tipo non ci sarebbe neanche un disturbo. Di fatto lo stesso manuale diagnostico e statistico dei disturbi mentali avverte che le diagnosi non vanno utilizzate per questioni “giuridiche”. Infatti il disturbo mentale, che non è una malattia, c’è quando esiste una certa compromissione del funzionamento a livello personale, relazionale o sociale. Quindi in assenza di tale compromissione non ci troveremmo di fronte a un disturbo. Anche la vecchia impostazione della psicologia filosofica che tende a creare falsi legami causa-effetto tra eventi del passato e condotte nel presente è fuorviante. Che una persona abbia vissuto una sofferenza sociale in infanzia o adolescenza non giustifica azioni criminali nel presente, non ne attenua l’entità. Sarebbe facile per tutti rifugiarsi in simili associazioni che, peraltro, non trovano sostegno scientifico alcuno.
Troppo spesso le nostre false convinzioni sono talmente diffuse e radicate da compromettere il nostro giudizio critico e scientifico. La stessa scienza, in particolare quella accademica così esaltata oggi, ha in realtà commesso errori gravissimi e addiritttura generato problemi più gravi di quelli che cercava di risolvere. La maggior parte delle innovazioni teoriche non sono avvenute all’interno delle accademie anzi, è spesso l’accademia che va contro i liberi pensatori. Il determinismo ancora condiziona la nostra visione, i nostri comportamenti e purtroppo anche la maggior parte delle terapie in ambito psicologico. Il legame Causa Traumatica ed Effetto è assolutamente falso, anche se può apparire relativamente vero, e questa associazione crea enormi errori sia al livello del giudizio critico che a livello di eventuali cure.
L’azione criminale di Luca Traini nel raid personale di Macerata è comunque un atto antisociale, una violazione delle norme di un soggetto perfettamente in grado di intendere e di volere. Proprio in virtù anche di tale condotta voluta, si potrebbe pensare alla possibilità di attribuzione di una diagnosi di disturbo antisociale di personalità (più che di disturbo borderline di personalità come alcuni affermano) anche se è ovviamente non possibile azzardare diagnosi a distanza senza ulteriori dati. Qui siamo nel campo del “pensiero ad alta voce”! Quindi non ci troviamo di fronte a un pazzo, questo è chiaro, ma di fronte a una persona non malata che potrebbe essere diagnosticata a livello statistico come “antisociale”. I disturbi mentali non sono malattie, non sono responsabili delle azioni disfunzionali della persona, è invece vero il contrario. Non è la diagnosi a giustificare l’azione, ma è l’azione a giustificare la diagnosi! (Baranello, 2005).
E’ la persona che sceglie le proprie azioni e tali azioni possono rappresentare un disturbo. Ad esempio un attacco di panico è un disturbo mentale, l’insonnia è un disturbo mentale, la sindrome disforica premestruale è un disturbo mentale. Le persone affette da disturbi mentali non sono dei malati, sia ben chiaro una volta per tutte!
Saranno quasi 20 anni che la SRM Psicologia e il sottoscritto hanno suggerito, attraverso articoli e lettere aperte, di cambiare la definizione di “disturbo mentale” in “disturbi dell’organizzazione psicofisiologica”. Il concetto di “disturbo mentale” risente di pregiudizi che sono molto lontani dalla loro reale comprensione. La maggior parte dei disturbi mentali, non dovuti a condizioni mediche generali, sono infatti risolvibili e in tempi davvero molto brevi utilizzando nuove ottiche e nuove procedure. La malattia mentale in quanto tale non esiste. Qualora la stessa manifestazione fosse dovuta a malattia, non sarebbe mentale la malattia ma soltanto la manifestazione! Questi cambiamenti di ottica proposti da quasi venti anni dalla psicologia emotocognitiva garantirebbero una  variazione anche nell’educazione primaria. Educare a tali nuove teorie significherebbe iniziare a creare la basi per un nuovo modo di organizzarsi, prevenendo molte forme di disagio psicologico e debellando molti disturbi mentali su larga scala. Invece ancora oggi continuiamo ad applicare concetti che altro non stanno facendo altro che aumentare il disagio psicologico e psico-sociale, ed è sotto gli occhi di tutti. Il problema delle tossicodipendente nonostante migliaia di programmi di prevenzione adottando vecchie teorie è in costante aumento e si abbassa anche l’età di accesso alla droga. Gli atti criminali non diminuiscono realmente, cambiano e aumentano gli atti impulsivi. Le diagnosi di disturbo mentale sono sempre più frequenti e troppo spesso sulle cronache appaiono casi di omicidi, femminicidi, violenze e abusi da parte di persone in “cura” psichiatrica o in psicoterapia. Questo dato potrebbe in realtà dimostrare il fallimento di queste vecchie cure ancora basate sulla somministrazione di psicofarmaci e sulla vecchia psicoterapia. Grazie ai dati delle nostre ricerche-intervento, ai risultati ottenuti nel campo della remissione sintomatologica, possiamo affermare che oggi esistono già nuovi strumenti conoscitivi che andrebbero conosciuti su larga scala e applicati. Mentre troppo volte la solita accademia e soliti piccoli gruppi di potere preferiscono non aggiornarsi e continuare a utilizzare e soprattutto a finanziare le solite vecchie teorie! Secondo noi Educare è molto meglio che Curare! L’educazione basata su nuove teorie potrebbe risolvere e prevenire molti problemi che oggi ancora dominano le cronache italiane e internazionali.
Luca Traini quindi non è un pazzo, di questo siamo certi, almeno non lo è secondo l’ottica popolare. Potrebbe evidenziarsi un disturbo di personalità antisociale che comunque non comprometterebbe la sua capacità di intendere e di volere. Luca Traini è figlio di una disfunzionale educazione sociale, è figlio del pensiero dicotomico che impera nel nostro quotidiano. Questo non giustifica le sue azioni e non influenza la sua capacità di intendere e di volere. Semplicemente la sua “morale” è legata a un proprio pensiero che trova purtroppo ancora aderenti. Luca Traini non è solo e non è il solo ed ha agito in modo palesemente consapevole. Ricordiamo che se fossimo di fronte a un disturbo antisociale, gradualmente, assisteremmo a un tentativo di giustificazione o addirittura a una simulazione di sensi di colpa!

a cura di Marco Baranello
psicologo, educatore

Progetto d’Informazione
“Psicologia: Una Risorsa per la Salute”

www.risorssasalute.it

Come Citare Questo Riferimento Bibliografico

Baranello, M. (2018)
Il caso del raid di Macerata. Questione psico-sociale e di definizioni.
SRM Psicologia Rivista – Psyreview, Roma 14 febbraio 2018

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Raid razzista a Macerata. Questione socio-politica o disturbo antisociale di personalità? Il caso di Luca Traini ci aiuta a riflettere su patologia psicologica e sociale


Disturbo Antisociale di PersonalitàMacerata. In questi giorni, nel pieno della campagna elettorale per le politiche italiane, un caso di cronaca impera nei nostri media. E’ il caso del RAID contro immigrati extracomunitari a Macerata ad opera di Luca Traini. In questa sede non affronteremo il discorso dal punto di vista politico ma da un’ottica psicologica e psico-sociale nelle quali la politica fa soltanto da sfondo, è soltanto un pretesto per giustificare condizioni di disagio verosimilmente molto più personali. La maggior parte delle persone ha bisogno di una sorta di “capro espiatorio” quale motivazione di una sofferenza, in fondo il detto “piove governo ladro” la dice lunga sulla questione.
Il caso di Luca Traini e il suo personale RAID anti immigrato e alcuni aspetti del suo comportamento emersi dalla cronache ci offre lo spunto per parlare di uno specifico disturbo di personalità, il disturbo antisociale, del quale spesso soffrono coloro che commettono azioni di questo tipo. Ci teniamo a specificare che questo non è un tentativo di diagnosi a distanza e non vogliamo certo affermare che Luca soffra di questa psicopatologia senza avere dati sufficiente al riguardo. Il caso in questione ci offre però la possibilità di parlare di quelle situazioni nelle quali si evidenzia un vero e proprio disturbo.
Iniziamo subito con lo specificare che essere affetti da un disturbo antisociale di personalità non significa “non essere in grado di intendere e di volere” tutt’altro. E’ una condizione di personalità disturbata ma che non intacca il piano di realtà. Non si tratta di psicosi o schizofrenia per le quali la persona invece non ha alcuna aderenza a quello che abbiamo già indicato come “piano di realtà”. Nel disturbo antisociale si ha una visione chiara delle cose pur condizionata da una propria visione personale. L’adesione di un soggetto antisociale ad alcuni gruppi ideologici ci fa capire come il soggetto non abbia difficoltà a intrattenere relazioni. Le sue pianificazioni sono in genere dettate dall’impulsività e solo apparentemente appare disorganizzato. Quello che manca è una capacità di “introiettare la norma”. Il soggetto antisociale rende la propria posizione ideologica superiore alla norma sociale, il concetto di “GIUSTO PER ME” diviene assoluto.
Da un punto di vista psico-sociale accade che tale posizione, comunicata attraverso i media, troverà accordo in alcune persone o gruppi che si potrebbero percepire meno isolati. Questo può esitare in un un “movimento” di sostegno di tale posizione creando gradualmente una vera e propria “patologia sociale”, un’emergenza sul territorio. In realtà persone isolate o gruppi isolati si uniscono soltanto dal punto di vista ideologico e non organizzativo. A differenza delle organizzazioni criminali dove c’è una struttura identica a quelle aziendali, in questi casi l’iniziativa è strettamente personale (o di piccoli gruppi). Dal punto di vista psicosociale avviene che tali fatti di per sé isolati vengano collocati, soprattutto dai media, all’interno di uno stesso nomenclatore dando vita a un fenomeno che sembra sempre più esteso di quello che è in realtà. Dalla patologia individuale si passa così a una patologia sociale.

Vediamo ora come i manuali diagnostici e statistici dei disturbi mentali descrivono il disturbo antisociale di personalità.

per il DSM-5 (APA, 2013) il disturbo antisociale si presenta come “un pattern pervasivo di inosservanza e di violazione dei diritti degli altri che si manifesta fin dall’età di 15 anni associato a un disturbo della condotta con esordio prima dei 15 anni di età, come indicato da almeno tre dei seguenti elementi: 1) incapacità di conformarsi alle norme sociali per quanto riguarda comportamento legale, come indicato da atti passibili di arresto; 2) disonestà, come mentire ripetutamente, usare falsi nomi o truffare gli altri, per profitto o per piacere personale; 3) impulsività o incapacità di pianificare; 4) irritabilità e aggressività, come ripetuti scontri o aggressioni fisiche; 5) noncuranza sconsiderata della sicurezza propria e degli altri; 6) irresponsabilità abituale, come ripetuta incapacità di sostenere un’attività lavorativa continuativa o di far fronte a obblighi finanziari; 7) mancanza di rimorso, come indicato dall’essere indifferenti o dal razionalizzare dopo aver danneggiato, maltrattato o derubato un altro.”

Anche se nella valutazione diagnostica si ha necessità che ci sia in anamnesi un disturbo della condotta prima dei 15 anni di età questo non significa che tutti i ragazzi con “disturbo della condotta” sviluppino un disturbo antisociale.

Non è comunque sufficiente un solo criterio tra quelli elencati per definire un disturbo grave come il disturbo antisociale di personalità. E’ necessario che siano presenti contemporaneamente almeno tre dei criteri indicati e che siano escluse altre condizioni patologiche in grado da sole di giustificare il fenomeno.

Il disturbo antisociale è ovviamente tra i più frequenti nella popolazione “carceraria” ma questo non significa che chi subisca una condanna penale sia necessariamente antisociale. Tolti i casi di malagiustizia per i quali innocenti vengono condannati, siamo di fronte con maggiore probabilità a un disturbo antisociale quando si presentano casi ripetuti di grave violazione delle norme sociali, insieme a una forte carenza di empatia (mancanza di rimorso o senso di colpa).

Il soggetto antisociale (quello che un tempo veniva definito psicopatico o sociopatico) può però simulare emozioni e sentimenti. Capita sovente che alcune manifestazioni di “rimorso” siano in realtà non genuine, utilizzate esclusivamente per ottenere un beneficio come una riduzione della pena o altri vantaggi. Lo si vede soprattutto quando c’è una forte incoerenza tra momenti diversi dei colloqui con il soggetto antisociale. Possono cambiare versione dei fatti più volte o versione della loro posizione “morale”. Inizialmente potrebbero non manifestare rimorso, poi potrebbero simulare il pentimento affermando di non essere stati in sé oppure addirittura simulare una doppia personalità o ancora una pseudo-schizofrenia. In altri casi invece, soprattutto quando è presente un forte tratto narcisistico, potrebbe invece vantarsi dalla posizione quando ottengono comunque un certo riscontro sociale e quindi immolarsi alla causa!

Occuparsi di disturbi gravi della personalità come il disturbo antisociale (che non va confuso con il tratto impulsivo del disturbo borderline di personalità) non è cosa semplice. Occorre avere una grande esperienza nel settore e non è sufficiente mettere insieme qualche criterio diagnostico. Quando parliamo con un soggetto con disturbo antisociale di personalità non è così semplice rendersi conto di stare di fronte a un soggetto disturbato. Appare invece in genere lucido, con proprie idee espresse con sicurezza e anche con una certa logica. I disturbi di personalità non sono un marchio sulla fronte, non emergono in modo evidente. Molto spesso dietro un comportamento antisociale c’è anche una giustificazione sul piano “morale” personale. Cosa che, come abbiamo detto, manca invece nei disturbi psicotici come la schizofrenia.

a cura di
Dott. Marco Baranello
psicologo, direttore risorsasalute

Dott.ssa Emanuela Sabatini
psicologo dei centri di trattamento psicologico di Roma e Milano

progetto
www.risorsasalute.it 

 

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Pavia sempre più città di arte cultura e gusto! Nasce la collaborazione tra Papi’s Bistrot e Ideagono Communication|

Pavia. La cultura è da sempre fiore all’occhiello della città. Oggi grazie a iniziative private Pavia sta ritrovando una nuova luce tra arte, cultura, spettacolo e gusto! Nasce proprio nel Pavese un progetto di collaborazione tra il Papi’s Bistrot ed Ideagono con i suoi marchi in diversi settori come cultura, scienza, salute arte e enogastronomia. Il Papi’s è oggi più che un Bistrot, è un punto d’incontro unico dove emerge un grande fervore culturale. Finalmente è tornato ciò che mancava da tantissimi anni, quel luogo dove parlare, scambiare opinioni, vivere eventi. Da novembre ha iniziato a ospitare eventi di psicologia con il gruppo SRM diretti dal Dott. Marco Baranello, lo psicologo fondatore della teoria emotocognitiva. E’ possibile assistere gratuitamente agli eventi una volta al mese. L’ultimo seminario di psicologia a Pavia, presso il Papi’s ha visto un bagno di folla assistere all’incontro di psicologia emotocognitiva su diagnosi e nuova terapia psicologica di ansia e attacchi di panico (info sui prossimi eventi su www.psicoeventi.com). Da febbraio nascerà il primo progetto di Swing con serate di musica dal vivo e possibilità di ballare al ritmo suggestivo dei ritmi Swing, e i venerdì insieme al marchio Choice of Taste saranno presentati eventi enogastronomici. Un viaggio, un’esperienza tra i profumi, i colori, i suoni e i sapori di città e culture, rimanendo nello stesso luogo! Tra gli eventi di cucina già organizzati con Choice of Taste ricordiamo “Paris Gourmet” serata di piatti francesci accompagnata dalla musica dal vivo degli Swing Travel Trio, “Metti una Sera a Roma” con supplì e cacio e pepe… E non finisce qui. Pavia si rilancia anche grazie a quest’angolo suggestivo di Corso Garibaldi, 8 – centro storico di Pavia nei pressi della Basilica Medievale di San Michele Maggiore.
IDEAGONO, SRM Psicologia, Choice of Taste e il Papi’s Bar per illuminare la cultura Pavese! Il luogo che c’è ma che non ti aspetti di trovare!

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Arte: un bene tra estetica e investimento. Una ripresa dell’arte contemporanea grazie a nuovi collezionisti d’arte. Quotazioni opere d’arte e coefficiente artisti


L’Arte Contemporanea sta vivendo un momento altamente proficuo in termini di ripresa. Da qualche anno sta emergendo un nuovo collezionismo d’arte che ha affiancato quello precedente. Oggi i nuovi collezionisti, coloro che dimostrano vera passione per l’arte e i quali hanno intuito, prima di altri, che è arrivato il momento per guardare al futuro dell’arte puntando su artisti oggi emergenti, sono sempre più professionalizzati e stanno determinando la grande ripresa degli investimenti in arte. E’ un momento davvero importante per chi vuole entrare in questo affascinante mondo. Il mondo che ha permesso a molti non soltanto di riuscire a cogliere grandi opportunità ma anche di essere elemento attivo nella creazione di tale possibilità di crescita. L’arte è un bene rifugio che può crescere più di altri beni sapendo cogliere le occasioni che il mercato attuale offre.
Pensiamo all’oro o ai diamanti. La possibilità di alta crescita di tali materia è nettamente inferiore a quelle di un’opera d’arte. Pensiamo a chi ha acquistato invece una “merda d’artista” di Piero Manzoni. Concettualmente il valore che Manzoni ha attribuito alla sua merda d’artista fu quello dell’equivalente del potere di acquisto di 30 grammi d’oro. Diremo quindi che il valore della sua scatoletta di “merda d’arista” oggi dovrebbe teoricamente essere intorno a €1.000. Invece mentre 30 grammi d’oro si aggirano intorno a quella cifra la “scatoletta” di merda d’artista di Piero Manzoni è arrivata a valere fino a €275.000,00!!! Insomma chi avesse acquistato la scatoletta negli anni ’60 a poche migliaia di lire oggi avrebbe avuto un bene non indifferente. Questa è l’arte, questa è l’intelligente del nuovo collezionismo d’arte, questa è la capacità di vedere il futuro!

L’artista emergente, sia ben chiaro, non è il “dilettante” di turno o l’ultimo arrivato, bensì è un l’artista che sta iniziando ad “emergere” nel mercato dell’arte, solitamente dopo anni di studio, preparazione, gavetta!
Sono gli artisti che offrono maggiori opportunità d’investimento in arte contemporanea perché le loro opere d’arte sono generalmente acquistabili a prezzi accessibili (per l’arte un prezzo accessibile per un emergente è mediamente entro €5.000,00).
Essere tra i primi a vedere il futuro dell’arte significa usufruire di un vantaggio non indifferente. Entra in gioco necessariamente la capacità di scelta. Non è sufficiente “indovinare” è davvero necessario sapersi muovere, sapere a chi rivolgersi.
Esistono infatti due grandi categorie di “promotori d’arte”: i venditori e in veri e propri consulenti. I venditori d’arte devono sostanzialmente “fare cassa”, far entrare denaro attraverso la vendita di un’opera. I consulenti invece orientano, offrono consigli per un investimento che possa offrire maggiori opportunità di crescita. Non guadagnano infatti direttamente nella vendita dell’opera ma traggono vantaggio dalla loro capacità di individuare un “mercato” d’interesse!
Questa dicotomia è ovviamente un estremo e serve soltanto a rendere l’idea di come è diviso il mondo dei “promotori d’arte”, tra un estremo e l’altro esistono “infinite” sfumature.
Come orientarsi per acquistare un’opera d’arte contemporanea che possa essere un buon investimento e come determinare se il prezzo di acquisto sia adeguato?
In questo caso il ruolo del consulente in arte è davvero prezioso.

Il valore di un’opera d’arte può sembrare quasi soggettivo e non è semplice trasformare elementi qualitativi in dati quantitativi. Allo stesso tempo è necessario per chi acquista opere d’arte contemporanea per poter investire avere dei parametri di riferimento per una maggiore tutela.

Spesso è l’artista stesso che determina la propria quotazione e in questo caso è davvero difficile “fidarsi” e affidarsi. Poi ci sono le gallerie d’arte che però potrebbero avere esclusivamente interesse per la vendita. C’è poi la “perizia” di qualche critico che offre un orientamento ma anche qui è spesso legato alla richiesta dell’artista o della galleria. Da sempre le grandi aste internazionali sono i maggiori referenti. C’è comunque l’esigenza di poter quotare gli emergenti! Quelli che ancora non sono finiti in grandi aste. Infatti le piccole aste locali o nazionali spesso non valorizzano l’artista in quanto, ancora una volta, sembrano troppo spesso interessate a “fare cassa”.

E’ in questa cornice e da questa richiesta del mercato dell’arte e dei nuovi collezionisti in arte contemporanea che nasce un servizio indipendente per la quotazione di opere d’arte di artisti anche emergenti. Non si tratta di un servizio che attribuisce valori in modo arbitrario ma, per la prima volta sul mercato, nasce un servizio che basa la valutazione su una serie di parametri obiettivi. Stiamo parlando del “Coefficiente Artingout” (https://www.artingout.com/servizi/quotazioni-arte/), un parametro di riferimento basato sull’analisi di 15 altri parametri obiettivi (da mostre  a pubblicazioni, da critiche a interviste, ecc.) ognuno dei quali è valutato su una scala a 5 passi in relazione al livello di prestigio. Questo modello permette una valutazione superpartes indipendente dal giudizio soggettivo di artisti o galleristi.
Per questo motivo il coefficiente artignout per la quotazione di opere d’arte e di artisti sta diventando sempre più un punto di riferimento per chi vuole acquistare opere d’arte per investimento, permettendo di integrare il valore estetico di un’opera d’arte contemporanea al suo valore come investimento.

Referente: https://www.artingout.com/servizi/quotazioni-arte/

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Armodio, Roberta Bissoli e Cristina Sodano. Nuove opere d’arte pubblicate nel catalogo Artingout con quotazione artisti e dipinti coefficiente artingout. Investire in arte


Artingout. Pubblicate tre nuove opere di altrettanti artisti italiani contemporanei. Opere d’arte di Armodio, Roberta Bissoli e Cristina Sodano. Tre nomi dell’arte contemporanea italiana sui quali è ancora possibile investire entro cifre accessibili. Armodio, classe 1938, ha già raggiunto una quotazione elevata con un coefficiente artingout pari a 13.0 in particolare per le opere datate dal 1995 in poi. Roberta Bissoli è un’artista in crescita con una quotazione di 2.0 ed è un investimento interessante e poi c’è Cristina Sodano, coefficiente artingout 2.2, è un nome da ricordare assolutamente, una giovane artista con alle spalle già più di cento esposizioni che hanno visto partecipare le sue opere e con la sua ultima produzione si sta proiettando pesantemente nel nuovo panorama dell’arte italiana contemporanea in grado di attirare un raffinato collezionismo. Artingout ha già dimostrato la capacità di intercettare quei nomi dell’arte che oggi sono diventati un punto di riferimento per il collezionismo come ad esempio Paola Romano, ora il nuovo nome sul quale puntare, quel nome da ricordare è proprio Cristina Sodano.

Opere Pubblicate su Artingout

ARMODIO – “Rischio” (2015)
Tempera su Tavola 24x34cm
per vedere opera e quotazione: https://www.artingout.com/?p=6260
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ROBERTA BISSOLI – INTEGRATION RED&WHITE (2017)
Polimaterico su Tela 50x100cm
per vedere opera e quotazione: https://www.artingout.com/?p=6281
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CRISTINA SODANO – PROTOUMANO 1 (2017)
Olio su Tela 30x30cm
per vedere opera e quotazione: https://www.artingout.com/?p=6272

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Terapia psicologica breve riabilitativa a Roma e Milano consulenze per ansia, attacchi di panico, fobie, disturbo ossessivo-compulsivo senza farmaci e senza psicoterapia


Quali sono i principali sintomi, disturbi mentali, problemi psicologici e altre condizioni sulle quali oggi possibile intervenire con trattamenti di terapia psicologica breve riabilitativa senza uso di psicofarmaci e senza psicoterapia?

La scienza è in continua evoluzione e sono ormai 15 anni che nei centri di psicologia emotocognitiva di Roma e Milano si applicano nuovi strumenti conoscitivi applicati agli strumenti d’intervento in ambito puramente psicologico per portare sintomi  e disagio verso una loro naturale e spontanea soluzione, senza utilizzare farmaci e soprattutto senza psicoterapia. Non più trattamenti focalizzati sul passato, con sedute interminabili di anni, non più attenzione ad arbitrarie cause ma attenzione alle reali cause agenti nel qui-e-ora alla base del mantenimento di un problema psicologico.

L’attenzione della psicologia emocognitiva è sui processi psicofisiologici che agiscono simultaneamente all’effetto “patologico”. I cosiddetti “disturbi mentali” che la moderna psicologia emotocognitiva ha definito “disturbi dell’organizzazione psicofisiologica”, quando non dovuti a specifiche condizioni mediche non sono malattie, non vanno quindi curati in senso medico ma vanno corretti.

Per correggere l’organizzazione disfunzionale messa in atto dalla persona che soffre di sintomi psicologici lo psicologo formato in psicologia emotocognitiva interviene attraverso lo strumento sanitario del colloquio psicologico con metodologie psicoeducative e per obiettivi terapeutico-riabilitativi, quindi senza uso di psicofarmaci e senza psicoterapia.

Ecco l’elenco dei principali sintomi e disturbi che possono essere corretti con una terapia psicologica breve di riabilitazione, rivolgendosi a psicologi adeguatamente formati in psicologia emotocognitiva.

Principali Sintomi e Disturbi per i Quali si Richiede Attenzione Clinica

  • ansia generalizzata, attacchi di panico, agorafobia, ansia sociale, fobia specifica
  • disturbi post-traumatici e correlati a stress
  • alterazioni dell’umore, depressione, disturbo bipolare, ciclotimia, distimia
  • disturbo del sonno, insonnia, alterazioni del ciclo sonno-veglia
  • disturbo ossessivo-compulsivo e dismorfismo corporeo
  • tic motori e/o vocali
  • disturbi nella nutrizione e dell’alimentazione, anoressia, bulimia, abbuffate compulsive
  • disturbi e problemi sessuali, disturbi eccitazione, desiderio, orgasmo, erezione, dolore nel coito
  • disturbi da sintomi somatici, nodo alla gola, altri disturbi psicosomatici
  • disturbi della personalità, disturbo borderline, personalità dipendente ed evitante e altri sintomi
  • altre condizioni psicoloogiche e psicosociali  che creano disagio psicologico
  • problematiche relazione, affettive, di coppia, familiari, problemi di rapporto tra genitori e figli
  • problemi scolastici e di rendimento, mobbing, problemi lavorativi
  • disturbi in età evolutiva: deficit di attenzione, iperattività, dsa, tic, enuresi, encopresi
  • disturbi della condotta nei bambini e negli adolescenti

Le prestazioni che possono essere richieste rivolgendosi a uno psicologo formato in psicologia emotocognitiva presso il centro di terapia psicologica breve riabilitativa di Roma o presso il centro di Milano sono le seguenti:

Prestazioni degli Psicologi degli Studi di Psicologia di Roma e Milano

  • terapia psicologica breve riabilitativa per sintomi e disturbi psicologici
  • terapia psicologica indiretta riablitativa per infanzia e adolescenza
  • cure psicologiche primarie di prevenzione, sostegno e riabilitazione
  • diagnosi clinica di tipo psicologico per età adulta
  • diagnosi clinica di tipo psicologico per età evolutiva
  • consulenza psicologica per disturbi clinici, disturbi di personalità e sessualità
  • consulenza psicologica per età evolutiva adolescenza e famiglia
  • consulenze tecniche per valutazione clinica

Per maggiori informazioni, per conoscere le tariffe sanitarie applicate dai centri di terapia psicologica breve riabilitativa dai nostri psicologi di Roma e Milano è possibile visitare il sito ufficiale: www.ctpsi.it

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Delitto di Luzzara. Madre uccide i suoi due figli e tenta il suicidio. Era in cura psichiatrica per disturbi psichici. Perché la cura non ha funzionato?

ARTICOLO DI PSICOLOGIA. “Fin troppo spesso sentiamo parlare di madri che uccidono i figli. Ultimo in ordine cronologico il delitto di Luzzara, il caso di Antonella Barbieri la madre di Luzzara che ha ucciso i suoi due figli, una bambina di appena due anni per soffocamento e un bambino di cinque anni per accoltellamento. Si legge nella cronaca nera dei quotidiani che la donna era affetta da problemi psichici e da tempo in cura psichiatrica. Chiunque, psicologicamente “sano”, prova una sensazione di terrore, di angoscia profonda nel solo pensiero di due piccole vite spezzate per mano della stessa madre, una madre affetta da psicopatologia. Siamo costretti a parlare chiaro quando si tratta di questioni di tale importanza. Conoscere, lo sosteniamo da sempre, è la prima forma di tutela della nostra libertà di scelta. Questo articolo nasce dall’esigenza di provare a guardare a casi simili valutando diverse variabili e cercando di valutare con molta attenzione quello che viene trasmesso dai media. Troppe volte leggiamo soltanto i titoli di un giornale senza approfondire e in altrettante occasioni le nostre opinioni personali non tengono in considerazione le numerose questione che il caso richiederebbe.” [CONTINUA A LEGGERE

l’articolo a cura del Dott. Marco Baranello ci invita a riflettere sull’applicazione di cure che non riescono a produrre reali effetti terapeutici e soprattutto non sembra esistere davvero un programma di educazione di tipo preventivo.

Articolo di psicologia ad accesso libero e gratuito pubblicato sul portale www.scuolapsicologia.com

 

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Pavia Eventi di Psicologia. Dinamiche delle relazioni interpersonali martedì 5 dicembre 2017 ore 18.30 a cura del Dott. Marco Baranello


PAVIA, martedì 5 dicembre 2017 ore 18.30-20.00
presso PAPI’S sala eventi – centro storico di Pavia (corso Garibaldi, 8)

Presentazione. nasciamo da una relazione e cresciamo in relazione con gli altri. Da chi si prendeva cura di noi all’inizio fino alle relazioni “liberamente” scelte, la nostra vita è un continuo scambio con gli altri. Tant’è vero che il modo di relazionarci può essere indice di uno sviluppo sano o patologico. Ecco perché conoscere le dinamiche relazionali può essere utile per prevenire incomprensioni e rendere proficue le nostre interazioni

Indirizzo, Data, Orari sull’Evento di Psicologia a Pavia

  • Dinamiche delle Relazioni Interpersonali
  • Pavia, martedì 5 dicembre 2017 ore 18.30-20.00
  • ingresso gratuito
  • presso Papi’s – Sala Eventi
  • corso Garibaldi, 8 – 27100 Pavia (centro storico)
  • Rivolto a tutti gli interessati
  • attestato di partecipazione (su richiesta in sede)
  • info: TEL +39 3937304700

gli attestati sono riconosciuti anche come CFU per attività esterne dalla maggior parte delle Università (chiedi presso la segreteria della tua facoltà)

Tutte le info sul sito ufficiale:
http://www.scuolapsicologia.com/20171205-psicologia-dinamiche-relazionali/

 

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