SRM Psicologia Pubblicazioni
articoli scientifici libri e riviste di psicologia, divulgazione scientifica e didattica in psicologia
pubblicazioni gruppo SRM Psicologia & ISTEM Books, dizionario di psicologia e altre pubblicazioni
 

 

 

SRM Psicologia
Home Page
Centri di Psicologia
Pubblico e Pazienti
Sintomi e Disturbi
Eventi Corsi e Gruppi
Articoli e Pubblicazioni
Area Psicologi
Gruppo SRM
Segreteria Generale

 

Genitori di un Paziente Borderline: Cosa Fare?
come aiutare i genitori di un paziente borderline ad aiutare il proprio figlio? nuove frontiere dell'educazione
 

In tanti anni di esperienza nel campo della clinica psicologica abbiamo constatato che difficilmente una persona con una diagnosi di disturbo borderline di personalità si reca direttamente da uno psicologo per il "disturbo di personalità". La caratteristica più comune dei disturbi di personalità è l'essere "egosintonici", vale a dire che la persona che ne soffre non pensa che il proprio modo di pensare, agire, comportarsi nei confronti di sé stesso e degli altri sia indicazione di un "disturbo psicologico" ma che sia una semplice propria caratteristica. L'espressione più comune che genitori, partner, amici e ovviamente anche lo psicologo o l'educatore sentono pronunciare è "sono fatto così", spesso con l'aggiunta di "prendere o lasciare!".
Finché stiamo parlando di un tratto di personalità, quindi di una caratteristica che non influenza il normale svolgimento della vita del soggetto, ci può stare. Quando però parliamo di un disturbo vero e proprio le cose cambiano notevolmente.
Non si tratta di una questione semplice da affrontare e, ricordiamolo bene, non è neanche una condizione che la persona sceglie volontariamente. Significa che non è sufficiente dare spiegazioni o mettere la persona di fronte alla realtà, come se "rendersi conto" fosse la soluzione al problema. Spesso infatti genitori e partner pensano che la persona non si renda davvero conto del proprio comportamento. Beh, non è così. La persona con disturbo borderline di personalità è perfettamente in grado di intendere e di volere, è perfettamente conscia del proprio comportamento e più volte cerca anche di "cambiarlo" senza ovviamente riuscire. Questo perché, come ben spiega la psicologia emotocognitiva, quello che si innesca è una sorta di circuito chiuso per il quale le nostre azioni, pensieri e comportamenti tesi a risolvere il problema in realtà sembrano aggravarlo. Questo circuito chiuso prende il nome di "Loop Disfunzionale" (Baranello, 2006).
Nel caso del disturbo borderline di personalità il soggetto presenta uno "stile" disfunzionale ben radicato già dagli inizi dell'adolescenza. Questo porta a credere che si tratti di una modalità di agire non modificabile, di una caratteristica peculiare di sé stessi. Il problema per il soggetto con diagnosi "borderline" è più spesso legato "agli altri". Il soggetto tende così a "cadere in piedi" rimandando la maggior parte dei propri problemi alle persone con le quali è o viene in contatto. I familiari sono i primi a essere trasformati in "capri espiatori" di tutti i mali.
Esistono famiglie in condizioni psicologiche o sociali molto complesse e con una tendenza allo sviluppo di psicopatologia ma non è sempre così, tutt'altro. Nella maggior parte dei casi non c'è un substrato familiare patologico e la famiglia (sia composta da uno o da entrambi i genitori) risulta sana e comunque nella norma.
Un figlio con "disturbo borderline di personalità" non è il risultato di una "colpa" dei genitori nell'accudimento e non è sempre legato a fatturi traumatogeni o abusi come si pensava un tempo.
Vecchie scuole psicologiche o meglio vecchie filosofie che purtroppo ancora dominano molto del nostro panorama educativo hanno portato a credere che un problema psicologico abbia quasi invariabilmente origine da problemi legati all'ambiente familiare. L'errore non è legare l'ambiente allo sviluppo sano o patologico ma è quello di associare un "problema familiare" a un "problema del figlio". Questa è una errata convinzione.
Quello che avviene in realtà è che ad un certo punto, a una modificazione della comunicazione o del comportamento, non sempre abbiamo gli strumenti conoscitivi adeguati per rispondere in modo efficace e funzionale. E' in questa condizione che si può innescare una modalità di comunicazione non funzionale.

Quello che un genitore si trova improvvisamente a vivere quando si iniziano a sviluppare le prime caratteristiche di un comportamento "borderline" è una perdita della propria capacità di agire un certo potere. Il proprio figlio, ricordiamo che nella maggior parte dei casi si tratta di figlie essendo il disturbo borderline nettamente più frequente nelle donne, inizia a non rispondere più alle richieste familiari, è impulsivo, intollerante, incapace di gestione e organizzazione, diviene in sostanza incontrollabile.

La paura iniziale è spesso legata al rendimento scolastico, sono persone che raramente tendono a mantenere un livello adeguato di preparazione, sembrano anzi voler lasciare la scuola e comunque non si dedicano molto allo studio e alla preparazione, alcuni continuano negli studi ma senza una grandissima dedizione. Ben presto però le preoccupazioni si spostano su altro, l'uso di sostanze di abuso (alcool, cannabis, cocaina o altro), i comportamenti aggressivi a volte molto violenti, il pensiero suicidario o le condotte autolesive come procurarsi tagli sulle braccia (come se si volesse tentare il suicidio) e a volte tentativi di suicidio vero e proprio.
Impulsivi e incontrollabili su tutti i fronti. Sono frequenti anche episodi di problemi alimentari in particolare condotte impulsive come le abbuffate o sintomi di bulimia, molto più raramente anoressia.
Altra questione sono anche le condotte sessuali nonché problemi con la propria identità.

Quando parliamo del disturbo borderline di personalità non stiamo parlando quindi di pochi tratti, di qualche accenno all'aggressività o di qualche tendenza a una visione pessimistica della vita. Non è neanche un saltuario uso di qualche sostanza che deve far pensare a questo disturbo. Il disturbo borderline di personalità ha manifestazioni piuttosto importanti e gravi che possono essere diagnosticate soltanto a partire dalla prima età adulta anche se i sintomi possono evidenziarsi già all'inizio dell'adolscenza.

Visto che il paziente con diagnosi di disturbo borderline di personalità tende a non richiedere un intervento di tipo psicologico, né un intervento educativo e visto che ogni tentativo di convincerli fallirebbe, nel corso degli anni siamo riusciti a mettere a punto degli strumenti d'intervento di tipo indiretto rivolti sopratutto al genitori.

Nella maggior parte dei casi l'intervento è diretto alla madre, questo perché il rapporto tra madre e figlio è quello che presenta le maggiori opportunità di essere mantenuto. Il trattamento indiretto può essere sia di tipo psicologico che ti tipo prettamente educativo. L'obiettivo è fornire al genitore strumenti conoscitivi e strategie di comunicazione e comportamento per permettere di gestire e modificare la situazione. In pratica quello che manca al genitore è esclusivamente il "sapere come fare".
La terapia psicologica indiretta o l'intervento educativo prevedono entrambi che il proprio figlio non sappia che il genitore si stia rivolgendo a qualcuno e che ci siano tra il genitore e il figlio dei rapporti. L'ideale è che il figlio viva ancora sotto lo stesso tetto con il genitore che richiede l'intervento.

Questa modalità di intervento è quella che ha permesso di ottenere il più alto tasso di successo nella gestione e nella remissione dei comportamenti impulsivi favorendo la strada a un cambiamento nel figlio.
In pratica per ottenere un certo successo è necessario che il genitore segua le indicazioni pratiche del professionista (psicologo o educatore). Il professionista esperto in teoria emotocognitiva (il modello di riferimento per questa tipologia di interventi utilizzato nei nostri centri) mira a fornire infatti le strategie concrete di comunicazione, indicando cosa dire, come dirlo e quando dirlo. Non si tratta soltanto di indicazioni generiche saranno indicazioni molto pragmatiche e basate sullo studio della comunicazione che intercorre tra genitore e figlio. In genere un ciclo d'intervento si compone di tre momenti principali. Una prima fase di valutazione della comunicazione tra genitore e figlio, una seconda fase di educazione scientifica sul processo di funzionamento con indicazione delle strategie di comunicazione e comportamento e quindi una verifica costante delle variazioni ottenute e un'ultima fase di consolidamento e mantenimento dei risultati. Un ciclo si compone mediamente di 10-15 incontri dei quali soltanto i primi 4 o 5 si svolgono a cadenza fissa (una volta a settimana o una volta ogni due settimana a seconda dei casi) per poi aumentare la distanza tra un appuntamento e l'altro sempre di più (dopo due settimane dall'ultimo, poi dopo tre, poi dopo un mese e così via). Un protocollo ormai consolidato e applicato già dagli inizi del 2003 che ha permesso attraverso dei cambiamenti nel sistema di promuovere buone prassi e quindi un importante cambiamento, in senso funzionale, nei comportamenti del proprio figlio.

E' necessario ancora una volta essere molto chiari. Un disturbo non è una malattia, non va curato in senso classico, un disturbo va più efficacemente corretto. Correggere un disturbo come il disturbo borderline di personalità esige un certo impegno da parte del genitore, un impegno che offrirà opportunità di soluzione offrendo di nuovo potere di gestione al genitore di un figlio con diagnosi di disturbo borderline di personalità.


Marco Baranello
Roma,  24 novembre 2016

come citare questa fonte

Baranello, M. (2016)
Genitori di un Paziente Borderline: Cosa Fare?
SRM Psicologia Psyreview, Pavia, 24 novembre 2016

Articoli per Anno
 
Area Pubblicazioni

 

 

articoli, libri e pubblicazioni di psicologia emotocognitiva, psicologia clinica, psicologia età evolutiva, psicopatologia e neuroscienze
ISTEM EDIZIONI - PSYREVIEW - SRM PSICOLOGIA EDIZIONI

ALL RIGHTS RESERVED - TUTTI I DIRITTI RISERVATI -  VIETATE COPIA E RIPRODUZIONE ANCHE PARZIALI NON AUTORIZZATE - SRM PSICOLOGIA ONLINE DAL 1998

Contatore siti