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RISPOSTA. Innanzitutto il suo
psicoterapeuta è stato davvero onesto
interrompendo il trattamento nel momento che
emergeva una difficoltà nel proseguire con
le cure e non si sarebbe potuto ottenere un
ulteriore beneficio. Questa è
professionalità. Per tornare al discorso
sulla dipendenza affettiva, ogni essere umano sano può
essere considerato in parte dipendente dagli altri. Quando
però le ricerca di rassicurazione, il timore del giudizio e
la dipendenza diventano
centrali nella vita della persona fino a compromettere un
sano funzionamento a livello relazionale, sociale,
lavorativo, ecc. allora ci troviamo di fronte a un problema
che necessita di essere affrontato e risolto. Sono problematiche in
genere pervasive ovvero non limitate a una situazione
specifica e spesso risultano ridondanti. Ci si trova in una
sorta di circolo vizioso che la psicologia emotocognitiva ci
ha insegnato a definire "loop disfunzionale"
(Baranello, 2006), un circuito chiuso in cui
ogni sforzo di risolverlo in realtà sembra
produrre l'effetto opposto. Si possono
quindi facilmente evidenziarsi sintomi
reattivi secondari come episodi depressivi e
alterazioni dell'umore, nonché tutta una
serie di problematiche di natura somatica
tipiche di personalità che consideriamo a
base ansiosa. Queste considerazioni
ovviamente generali e puramente informative.
La psicologia emotocognitiva, a differenza dei classici
modelli psicologici e a differenza della psicoterapia non focalizza l'attenzione su
"presunte cause" inconsce simboliche, né utilizza lunghe forme
di trattamento basate sul tentativo di capire "l'origine
filosofica" dei
propri mali. L'intervento utilizza la prestazione sanitaria
del colloquio psicologico senza uso di farmaci e, come ha
ben intuito il suo psicoterapeuta, senza psicoterapia. Il
trattamento è prettamente psicoeducativo orientato prima alla valutazione dei processi che sostengono
attualmente (qui-e-ora) il problema, che secondo a teoria
emotocognitiva sono la vera causa del
disturbo, scardinando il loop disfunzionale e
tentando di ripristinare, in tempi brevi, un normale
processo di funzionamento psicofisiologico e
biopsicoambientale. Il processo è di tipo
riabilitativo ovvero teso a ripristinare
funzioni e abilità che attualmente risultano
compromesse (del tutto o in parte). In caso
di interesse e per fissare appuntamenti con
uno psicologo a orientamento di psicologia
emotocognitiva è stato istituito un unico
numero ufficiale. In questo modo può avere
la garanzia che lo psicologo indicato sia
formato e aggiornato nell'applicazione della
teoria emotocognitiva nella clinica
psicologica. |