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DOC Disturbo Ossessivo-Compulsivo nuove possibilità di trattamento
terapia psicologica breve di riabilitazione per il disturbo ossessivo-compulsivo pensieri ossessivi compulsioni
 

DOMANDA. Ho letto alcuni articoli del Dott. Baranello sul vostro sito che riguardavano il loop disfunzionale e il disturbo ossessivo-compulsivo. Davvero il DOC si può curare senza farmaci? Il mio psichiatra afferma che non si possa curare e che dovrò conviverci tutta la vita cercando di tenerlo sotto controllo come si fa con il diabete. Ma è possibile che la scienza sia così ferma, che non ci siano altre scoperte?  Prendo farmaci che di certo non hanno risolto il problema, anzi, a volte sembra amplificato e comunque anche se all'inizio sembravano quasi funzionare ora hanno lo stesso effetto di un sorso d'acqua. Ho visto che la psicologia emotocognitiva è un nuovo metodo che potrebbe aiutare a risolvere il DOC. Vorrei qualche informazione in più.


RISPOSTA. La psicologia emotocognitiva non è un metodo in realtà, ma un vero e proprio modello teorico. Per psicologia emotocognitiva infatti si intende l'applicazione nelle scienze psicologiche della più ampia teoria emotocognitiva, un nuovo paradigma teorico generale sul funzionamento sistemico. La psicologia emotocognitiva orienta quindi il clinico nel come usare gli strumenti psicologici a propria disposizione per renderli più tecnici e proficui nella direzione della riabilitazione psicologica funzionale, quindi senza uso di psicofarmaci e sopratutto senza psicoterapia. L'obiettivo è il recupero di abilità e funzioni che risultano compromesse (del tutto o in parte) per aprire la strada a un processo riabilitativo naturale e spontaneo.
La maggior parte dei pazienti con diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo (DOC) che si rivolge presso i nostri studi di psicologia, viene da uno storia di tentativi farmacologici e psicoterapici di anni per risolvere il disturbo e che si sono rilevati inefficaci, altrimenti non avrebbero richiesto altri interventi! E' comune quindi vivere la propria condizione come "non risolvibile". E' difficile pensare che dopo tanti anni si possa risolvere. La domanda più comune è come sia possibile risolvere qualcosa che nessuno prima d'ora è riuscito a risolvere? Se così fosse però non avrebbe senso la ricerca scientifica. Il ruolo di professionisti e scienziati è proprio quello di trovare nuove soluzioni dove un tempo non c'erano. La scienza, per nostra fortuna, e nonostante i tentativi di attacco all'innovazione alcune lobbies, va avanti e produce nuovi risultati. Il DOC, la cui manifestazione comprende ossessioni (ovvero pensieri intrusivi non desiderati dal soggetto) e compulsioni (mettere in atto di rituali e azioni che servono per ridurre lo stato di sofferenza associato all'ossessione), vengono spesso trattati con farmaci neurolettici. Quello che la maggior parte dei pazienti dichiara è la non efficacia terapeutica del farmaco. La strada del trattamento psicologico viene a volte intrapresa rivolgendosi ad uno psicologo qualsiasi, senza conoscere quale metodo e quale psicologo siano i più adatti al proprio specifico caso.
Lo psicologo a indirizzo di psicologia emotocognitiva interviene sulle ossessione e sulle compulsioni attraverso metodologie puramente psicologiche. La focalizzazione del trattamento è sui processi che sostengono e mantengono la sintomatologia e su quelle modalità di gestione del disturbo che in realtà si rivelano inefficaci. La sensazione di "essere pazzi", di "impotenza" o di "incapacità" nella gestione di un problema che sembra più forte di se stessi, può portare anche a forme di depressione reattiva che in genere vengono risolte in brevissimo tempo insieme alla remissione delle condotte compulsive. Il DOC crea enorme disagio a livello personale, sociale e lavorativo e spesso le compulsioni impegnano buona parte del tempo della persona.
Ricordiamo che il paziente è cosciente che le ossessioni e le compulsioni sono assurde o comunque eccessive. Infatti l'attenzione dello psicologo non è sul contenuto ma sui processi psicofisiologici e bio-psico-sociali che mantengono la complessa sintomatologia. Spostando il focus della terapia psicologica sui processi anziché sui contenuti siamo oggi in grado di portare a remissione la maggior parte delle forme di disturbo ossessivo-compulsivo. Gli effetti terapeutici del colloquio psicologico ad indirizzo di psicologia emotocognitiva si evidenziano già nella prime sedute. La remissione dei principali sintomi in tempi brevi offre al paziente la chiara percezione che il problema sia risolvibile. Questo porta alla remissione anche dei sintomi depressivi secondari (quando presenti). E' comunque difficile per una persona che soffre di ossessioni e compulsioni decidere di rivolgersi ad uno psicologo spesso proprio perché ritiene assurdo il proprio comportamento.
La persona si trova in quello che in psicologia emotocognitiva si definisce "loop disfunzionale" (Baranello, 2006) ovvero un circolo vizioso in cui ogni tentativo di resistere e di risolvere il sintomo sembra fallire. Alcuni pazienti raccontano che i precedenti "terapeuti" cercavano di arrivare alla cause "inconsce" del problema ma, anche dopo anni, non vedevano un miglioramento. La frase più comune è "ora ci convivo un po' meglio". La domanda che dobbiamo porci è "perché convivere con un problema che oggi si può risolvere?". In breve, siamo di fronte a nuove scoperte e ricerche nel campo della psicologia che hanno prodotto nuove opportunità d'intervento clinico davvero efficaci.

a cura del Dott. Marco Baranello
psicologo, direttore scientifico SRM Psicologia

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