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RISPOSTA. Un problema di erezione è, nella maggior
parte dei casi, un problema di origine
cosiddetta "psicologica" ovvero, in termini
che crediamo più corretti, un problema di
organizzazione psicofisiologica. Vanno
comunque prima escluse condizioni mediche
che possano giustifica la presenza del
problema e per questo motivo è sempre
opportuno rivolgersi a un medico esperto nel
settore andrologico. Escluse le eventuali
cause mediche o gli effetti di una qualche
sostanza, potremmo più facilmente dichiarare
di essere di fronte a un problema
psicologico (o meglio psicofisiologico).
Un problema psicologico non significa avere
un problema "esistenziale" o aver subito
"traumi" o chissà quale altro misterioso
problema nella propria infanzia, né per
"psicologico" s'intendono problemi affettivi
o relazionali. La psiche in realtà non
esiste di per sé, non è un oggetto o una
struttura, la psiche è il nome che viene
attribuito a un complesso di modificazione
fisiologiche. Ciò che esiste è l'organismo
umano, il suo ambiente, il suo sistema
nervoso centrale e periferico (cervello,
ghiandole, muscoli, tessuti, ecc.) e
l'organismo ha un suo processo organizzativo
"psicofisiologico".
Quindi il problema di erezione, per tornare
a quanto abbiamo detto, è un problema di
organizzazione psicofisiologica
dell'organismo che viene mantenuto da
pensieri, comportamenti e atteggiamenti che,
nel tentativo di risolvere l'ansia, spesso
anticipatoria, legata alla prestazione,
stanno in realtà peggiorando la situazione.
In poche parole viene mantenuto dal modo nel
quale l'organismo si organizza a livello
biopsicoambientale.
Lo psicologo a orientamento di psicologia
emotocognitiva interviene scardinando quel
circolo vizioso nel quale l'organismo si trova
(Loop Disfunzionale, Baranello 2006),
ripristinando, in tempi generalmente molto
brevi, un normale funzionamento del
soggetto. Tutto questo utilizzando le stesse
risorse dell'organismo, senza uso di farmaci
e senza psicoterapia. E' quindi una
riabilitazione spontanea.
Per capire come funziona l'intervento psicologico si
può proprio fare l'esempio della sessualità
"sana".
Infatti non serve un'iniezione di "sostanze"
per eccitarsi ma è
sufficiente uno stimolo erogeno (es.
trovarsi in una situazione erotica, vedere
un film erotico o pornografico, produrre
fantasie erotiche oppure le parole sensuali
di un partner, ecc.). Tale stimolo che
tradizionalmente viene chiamato
"psicologico" è in grado di produrre una
evidente modificazione fisiologica del corpo
(produzione di ormoni, vasodilatazione,
erezione, ecc.). Si tratta di stimolazioni
che in realtà, seguendo le indicazioni
psicofisiologiche proposte dalla teoria
emotocognitiva, sono prettamente "fisiche"
e creano altrettante
modificazioni fisiche. Lo psicologo quindi
utilizza lo strumento sanitario del
colloquio psicologico per produrre quei cambiamenti
psicofisiologici che possono ripristinare il
normale funzionamento del nostro organismo.
Ecco che non si andrà a toccare il passato
della persona e non si parlerà di chissà
quali problemi affettivi o relazionali. Non
rientrano nei nostri interessi clinici. Lo
psicologo a orientamento di psicologia
emotocognitiva focalizza l'attenzione sui
processi che stanno mantenendo il problema
nel qui-e-ora, suggerendo strategie per lo
sblocco della situazione in tempi brevi con
metodi psicoeducativi.
Il consiglio di rivolgersi ad uno psicologo
in assenza di condizioni mediche è
corretto, in quanto oggi l'intervento
psicologico per i disturbi dell'erezione è
il trattamento tra i più efficaci esistenti
e con effetti collaterali praticamente
nulli. |