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RISPOSTA. La separazione dei genitori
comporta numerosi e importanti cambiamenti sia nella vita
dei figli che degli adulti con la necessità di nuovi
adattamenti.
La separazione ed il divorzio non rappresentano
necessariamente un evento catastrofico, ma è inevitabile che
questo evento sia fonte di ansia e di disagio, sia per i
genitori che per i figli.
Le conseguenze di una separazione sono determinate da
diversi fattori quali il contesto globale in cui questa è
avvenuta, gli avvenimenti che l'hanno preceduta e le
reazioni ed i cambiamenti che hanno coinvolto il sistema
familiare nelle fasi successive.
Oltre al diverso tipo di rapporto con il padre e con la
madre i figli dovrebbero imparare a comprendere (il termine
comprensione non è limitato al capire cognitivamente, ma al
percepire dal punto di vista emotocognitivo) le diverse
situazioni in cui verranno a trovarsi. Dalla convivenza con
un solo genitore, alla frequentazione saltuaria con uno di
essi, alla conoscenza dei nuovi partner dei genitori. La
presenza di nuovi partner comporta un notevole sforzo di
adattamento, si tratta di riuscire ad instaurare un rapporto
nuovo non sovrapponibile a quello che si ha con i propri
genitori.
In questo nuovo contesto i figli sono più vulnerabili ai
cambiamenti ed il problema non si risolve pensando che con
il tempo i figli si abitueranno alla nuova presenza. La
nuova rete di relazioni affettive può essere fonte di
disagio e questo tipo di problematiche possono generare
relazioni familiari ed extra-familiari potenzialmente
patogenetiche.
A volte i figli possono manifestare il loro disagio
psicologico con comportamenti aggressivi, irritabilità,
iperattività, opposività, difficoltà di concentrazione,
mancanza di interessi, disturbi somatici, ecc.
Spesso i tentativi di risolvere il problema falliscono, le
diverse soluzioni adottate dalla comprensione alla
spiegazione all'autoritarismo inaspriscono il conflitto e
cronicizzano il problema stesso.La reiterazione di soluzioni non funzionali genera un
processo ridondante che la psicologia emotocognitiva
definisce loop disfunzionale (Baranello, 2006).
Quando il problema causa disagio significativo è necessario
l'intervento di uno psicologo professionista esperto nel
settore. La psicologia emotocognitiva focalizza l'attenzione
sui processi che in questo momento stanno mantenendo la
sintomatologia e che, se perpetuati, potrebbero aggravare
sia il problema che essere causa di altri sintomi e
disturbi. L'intervento non si focalizza sulle problematiche
della ex-coppia coniugale, ma sull'attuale situazione, sul
problema che ha generato e sulle soluzioni che sono state
adottate e che si sono rivelate inefficaci mantenendo il
problema stesso. Lo psicologo ad
indirizzo di psicologia emotocognitiva valuterà, infatti,
quali sono i meccanismi che stanno mantenendo il problema,
indicando delle strategie di comunicazione e di
comportamento che permettono di sbloccare la situazione. I
nuovi metodi della psicologia emotocognitiva prevedono in
questi casi un trattamento psicologico di tipo indiretto.
L'intervento non prevede necessariamente la presenza di
entrambi i genitori o dei figli, ma è rivolto agli adulti
che sono coinvolti nella relazione affettiva con il minore
che percepiscono e vivono il problema ed individuano una
difficoltà a gestire e risolvere la situazione. Il nucleo
del problema nel caso specifico delle relazioni fra genitori
separati e nuovi partner è quello di riuscire a sviluppare
una relazione armonica con i figli del proprio compagno (o
compagna), non interferendo in modo significativo nella
funzione educativa dei genitori e raggiungendo un accordo su
tale distinzione di ruoli. L'obiettivo è di ristabilire
una situazione funzionale del nuovo sistema familiare,
ripristinando una sensazione di benessere sia per gli adulti
che per i minori favorendo l'instaurarsi di relazioni
soddisfacenti e armonizzate. |