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Diagnosi e
Comprensione delle Personalità Borderline |
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Ossessioni e compulsioni. Lavarsi le mani in
continuazione |
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lavarsi le mani in modo
ossessivo mania / compulsione di lavarsi le
mani in modo eccessivo |
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DOMANDA. Da quando avevo 15 anni, oggi ne ho 30, sono
ossessionato da diversi pensieri che mi
spingono a lavarmi le mani. Lo faccio
continuamente, ogni volta che mi vengono in
mente questi pensieri assurdi. Ho provato a
resistere perché capisco che il mio
comportamento è irrazionale e assurdo ma è
più forte di me. Quando cerco di trattenermi
non riesco a fare altre attività, non riesco
a concentrarmi su niente e inizio a provare
una fortissima angoscia che sembra
risolversi soltanto quando riesco a lavarmi
le mani. Ci sono anche altri rituali e nel
corso del tempo la situazione peggiora. Sono
esausto!
E' sempre stato un problema e mi vergogno
molto quando mi trovo in presenza di altre
persone. Mi accorgo che nonostante cerchi di
nascondere il problema il più possibile a
volte c'è chi se ne accorge. Tutto ciò non
mi permette più di vivere serenamente e, nel
corso del tempo, ho dovuto rinunciare a
relazioni sentimentali. Sono proprio stanco,
mi sembra che sia un tunnel da cui sia
impossibile uscire. Ho preso diversi farmaci
ma mi rendo conto che la situazione non è
migliorata negli anni, anzi è sicuramente
peggiorata. Ho seguito anni di psicoterapia,
senza successo salvo un periodo di
pochissimi mesi all'inizio. Anche il mio
psicoterapeuta ha detto, come lo psichiatra,
che il problema si può gestire ma non
risolvere e che devo imparare a conviverci.
Però, sinceramente, il problema è peggiorato
e non gestito!
Ho letto sul vostro sito che è possibile
curarsi grazie a nuovi metodi psicologici.
E' davvero possibile, soprattutto dopo tanti
anni e tanti tentativi di cura? |
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RISPOSTA. I pensieri ossessivi, ovvero quei pensieri
che la persona non vorrebbe avere ma che si
presentano continuamente in modo spontaneo e
invasivo, e che portano come conseguenza una
compulsione, ossia un comportamento rituale
come il lavarsi continuamente le mani, sono
crediamo siano trattabili anche in tempi
generalmente brevi e, soprattutto senza uso
di farmaci e senza psicoterapia, grazie a
una variazione teorica.
Non si tratta di un metodo diverso, ma di
una teoria diversa, ovvero una spiegazione
nuova circa il funzionamento
psicofisiologico. Secondo l'ottica della
teoria emotocognitiva del Dott. Baranello,
ogni organismo sano (vanno quindi escluse
specifiche condizioni mediche) si organizza
partendo da proprie (o sociali) convinzioni.
Se tali convinzioni sono errate, ovvero
fanno capo a teorie non adeguate, la
conseguenza sarebbe una forma di
organizzazione disfunzionale. Baranello ha
dimostrato come i problemi psicologici siano
derivati da una tendenza volontaria al
controllo che investe tanto il sistema
nervoso centrale quanto la periferia del
corpo (muscoli, ghiandole, ecc.). Quando
tale tendenza volontaria è in contrasto con
le funzioni fisiologiche dell'organismo si
innesca un processo circolare che Baranello
ha definito "loop disfunzionale"
(Baranello, 2006). Una
modalità di organizzazione basata su
pensiero e azioni che messe in atto nel
tentativo di risolvere il problema, in
realtà lo mantengono o lo aggravano.
Il fatto che il problema sia presente da
tanti anni non significa che siano
necessarie lunghi e interminabili
trattamenti, questo perché il nostro
organismo è sano, non si tratta di una
malattia, ma è incastrato nel "loop
disfunzionale". L'obiettivo del trattamento
attraverso il colloquio psicologico
adottando la visione emotocognitiva, è una
correzione funzionale attraverso metodi
psicoeducativi.
Ossessioni e compulsioni non sono virus
provenienti dall'esterno ma processi che
l'organismo produce autonomamente. Lo
psicologo utilizza le stesse risorse
dell'organismo non più contro se stesso ma a
proprio favore. Scardinare un processo che
permette la riorganizzazione funzionale in
tempi davvero molto brevi rispetto al
passato e l'effetto prodotto nella maggior
parte dei casi è una remissione spontanea. I
tempi medi di trattamento, attenendosi
scrupolosamentre alle indicazioni dello
psicologo, variano dalle 10 alle 15 sedute
complessive. Le sedute sono inoltre
distribuite nel tempo, le prime 3-5 a
cadenza fissa (es. una volta ogni 14 giorni)
per poi essere spostate a 21 giorni
dall'ultima, a un mese dall'ultima e così
via. Questo per prevenire forme di
dipendenza e per valutare il mantenimento e
correggere in caso di ricadute.
Ovviamente la situazione personale va
valutata in un contesto clinico di tipo
psicologico prima di definire i tempi e le
modalità del trattamento specifici e vanno
comunque escluse condizioni mediche
generali.
Per nostra fortuna la scienza è in continua
evoluzione e oggi la teoria emotocognitiva
del Dott. Baranello è un modello teorico in
grado di fornire nuove spiegazioni sul
funzionamento sistemico in grado di
orientare i mezzi a disposizione dello
psicologo verso una loro applicazione più
efficace.
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a cura della Dott.ssa Emanuela Sabatini
psicologo gruppo SRM Psicologia
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