Disturbo Evitante di Personalità
paura del giudizio, evitare situazioni sociali o lavorativa nella quali si è soggetti a critica degli altri
timore di essere svalutati o ridicolizzati, scelta di lavori e svago di tipo solitario, ansia sociale
diagnosi clinica e terapia psicologica breve riabilitativa senza farmaci e senza psicoterapia

 

 

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Trattamento Psicologico del disturbo evitante di personalità
trattamenti educativi e terapia psicologica riabilitativa della personalità evitante nuove soluzioni emotocognitive
 
Terapia psicologica breve di riabilitazione del disturbo evitante

Il disturbo evitante di personalità viene trattato, in psicologia emotocognitiva, alla stregua di una forma pervasiva di ansia sociale pur presentando caratteristiche diverse dal punto di vista fenomenologico, per la teoria emotocognitiva è simile a ogni disturbo fobico-ossessivo nei suoi processi di funzionamento. Lo psicologo non interviene direttamente sui criteri diagnostici in sé ma sui processi di organizzazione messi in atto dal soggetto e/o dal suo ambiente e che risultano patogenetici.

La risoluzione di ciò che provoca disagio e interferenza con il normale e auspicabile svolgimento della vita del soggetto oggi è possibile in tempi piuttosto brevi con interventi come la psicologia emotocognitiva che sfruttano metodologia prettamente psicoeducative, quindi senza uso di farmaci e senza psicoterapia.

Grazie a questo intervento mira si tenta di scardinare le errate convinzioni circa i processi di funzionamento sistemico che sono alla base del mantenimento del loop disfunzionale (Baranello, 2006). Si agisce cioè su quelle che la teoria emotocognitiva ritiene le vere cause del processo patogenetico e che agirebbero nel qui-e-ora della manifestazione sintomatologica. Modificare un'errata convinzione significa far crollare i processi che tendono a mantenere e aggravare il sintomo e quindi a fornire buone prassi organizzative quindi portare a remissione spontanea (parziale o completa) il disturbo aprendo la strada alla riabilitazione funzionale. Come reazione a catena si evidenzia un miglioramento generale delle condizioni di vita del paziente e una modificazione anche dei principali sintomi che sostengo la diagnosi di disturbo evitante di personalità. Lo psicologo utilizza le stesse risorse del paziente, compresa la tendenza all'evitamento, spostando l'uso dello stile di evitamento da "contro se stesso" a "in favore del paziente". Il trattamento è di media durata e con alte aspettative di efficacia.

Nell'ottica della teoria emotocognitiva, che ricordiamo è un paradigma teorico generale di tipo sistemico-relativista, esistono due possibilità di trattamento in relazione a diversi casi:

1) il trattamento individuale diretto sul paziente. Applicato nei casi per i quali sia il paziente stesso a richiedere aiuto in quanto "si rende conto" dell'eccessività del problema o del fatto che il problema stia causando un significativo disagio a livello personale, relazionale, sociale e lavorativo (o scolastico).

2) il trattamento indiretto su un familiare. Questo tipo d'intervento psicologico (o anche educativo) prevede l'assenza del portatore del sintomo. Infatti lo psicologo interviene su almeno un familiare significativo o un partner, ovvero su una persona che abbia maggiori contatti con il paziente. In questo modo si interviene a livello sistemico modificando i processi di comunicazione e comportamento di chi vorrebbe aiutare il paziente. Lo psicologo suggerirà, dopo attenta valutazione, specifiche strategie di comunicazione finalizzate allo sblocco del loop disfunzionale e al ripristino di un normale processo di funzionamento.

Attualmente il trattamento in psicologia emotocognitiva è di breve-media durata. In genere uno sblocco iniziale della situazione per questo tipo di disturbi di personalità a base ansiosa si ha entro le 5-7 sedute. Le prime 4-5 sedute si svolgono a cadenza fissa (una volta a settimana o, in alcuni casi, una volta ogni due settimane) per poi essere sempre più dilazionate nel tempo. Sbloccata la situazione si procede con aggiustamenti in caso di ricadute e quindi con il mantenimento e follow-up. Complessivamente il numero di sedute per i disturbi della personalità come il disturbo evitante si aggirano intorno alle 12-15 complessive.

a cura di
Dott.ssa Emanuela Sabatini

testo revisionato dal Dott. Marco Baranello
ultimo aggiornamento, 4 settembre 2016

come citare questa fonte

Sabatini, E., Baranello, M.
(2016)
Disturbo evitante. Comprensione funzionale in psicologia emotocognitiva.

in Sabatini, E., Baranello, M. (2016)
Disturbo evitante di personalità. Diagnosi con il DSM-5, comprensione e trattamento.
SRM Psicologia, Progetto PRS, settembre 2016


Riferimenti Bibliografici

  • Baranello, M. (2006) psicologia emotocognitiva: il loop disfunzionale. Psyreview.org, Roma 10 marzo 2006.

Versioni Precedenti

  • Sabatini, E. (2007) Disturbo evitante di personalità. Diagnosi con il DSM-IV-TR, comprensione e trattamento psicologico. SRM Psicologia, Progetto PRS, marzo 2007.

 
 
 

 

Il materiale pubblicato ha scopo informativo generale. Per questioni di natura sanitaria riferirsi direttamente presso uno studio di psicologia.
Campagna Informativa sul Disturbo Evitante di Personalità: Diagnosi, Comprensione e Trattamento in Psicologia Emotocognitiva
sezione "Psicopatologia della Personalità" del progetto d'informazione e orientamento "Psicologia: Una Risorsa per la Salute" (PRS).
a cura di SRM Psicologia - Centri di Psicologia Emotocognitiva - Istituto di Studi Emotocognitivi

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