Articolo. Il Potere dell’Ignoranza al Potere. Quando il falso condiviso vince sulla verità di fatto. a Cura del Dott. Marco Baranello, psicologo ed educatore.


9 novembre 2017. Pubblicato su scuolapsicologia.com dal gruppo SRM Psicologia, l’articolo del Dott. Marco Baranello, lo psicologo fondatore della psicologia emotocognitiva, un articolo dal titolo “il Potere dell’Ignoranza al Potere”. L’autore vuole evidenziare l’alto rischio d’ingerenza di chi riveste cariche di potere decisionale, nelle autonomie scientifiche e professionali, quindi per estensione, nell’esercizio della libertà di scelta di ognuno di noi. Baranello, partendo dalla logica utilizzata dall’inquisizione cerca di dimostrare come, pur cambiando i contenuti, il processo logico, di fronte all’abuso di posizione dominante, rimane lo stesso. Questo viene sintetizzato nell’espressione “la Formula dell’Inquisizione”. Nell’articolo viene inoltre accennata alla distinzione concettuale tra “ignoranza primaria”, la non conoscenza di un fatto, dall’”ignoranza secondaria” che l’autore indica come forma quasi patologica e che corrisponde alla volontà di non conoscere, di negare i fatti.
Un articolo che vuole mostrare come anche le nostre più ferme convinzioni possano e debbano essere messe in discussione e come un atteggiamento scientifico sia in grado di rendere liberi, mentre l’imposizione di un potere impedisce a ognuno di noi quella libertà di essere artefici della nostra specifica esperienza che, nelle società contemporanee, dovrebbe rappresentare il più alto livello di democrazia. Il diritto al dissenso pacifico spesso si scontra con un “terrorismo” psicologico di chi detiene potere decisionale sulla nostra vita. Non mancano esempi reali, situazioni subite dello stesso autore che parla con cognizione di causa per aver vissuto la negazione del suo diritto al dissenso rispetto alle posizioni ideologiche dominanti in alcuni contesti politico-professionali.

Articolo Disponibile Integralmente
http://www.scuolapsicologia.com/?p=1282

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l’Artista contemporanea Cristina Sodano pubblicata su artingout. Biografia opere d’arte quotazione ufficiale

L’arte di Cristina Sodano ottiene il coefficiente artingout. L’opera d’arte contemporanea “in Viaggio” del 2008, un dipinto in tecnica mista su tela 70x100cm dell’artista Cristina Sodano è stata pubblicata nel catalogo d’arte permanente Artingout ottenendo una quotazione con coefficiente pari a 2.2 (quotazione 2017).
Dalla nota critica della Redazione Artingout leggiamo “Un dipinto di forte suggestione, intenso e vissuto. Un pezzo pregiato per un’artista capace d’infondere all’opera un senso di divenire, attraverso forme “non forme” sulle quali ogni osservatore può proiettare se stesso e il proprio universo esperienziale. Un’opera d’arte di enorme interesse artistico che conferma la Sodano tra le più interessanti proposte dell’arte contemporanea italiana.”

Cristina Sodano è un creativo dell’arte visiva, architetto e diplomata all’accademia di belle arti, ha dedicato la vita all’arte consolidando negli anni il suo ruolo nel panorama artistico italiano. Dal 2004 a oggi sono oltre 110 le mostre che vedono esposte le opere della Sodano. Ora ottiene il coefficiente artingout che conferma l’intensa attività dell’artista e la proietta all’interno di un nuovo “collezionismo d’arte” attento e raffinato capace di cogliere nel presente dell’arte contemporanea quella sensazione di eternità e di futuro che definiamo “storia dell’arte”.

La biografia di Cristina Sodano e la quotazione artingout sono disponibili, ad accesso libero, sul sito ufficiale del catalogo permanente:

https://www.artingout.com/artisti/sodano-cristina/

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Roma Eventi. Quando l’amore non è abbastanza. Psicologia di Coppia. Seminario di psicologia 18 ottobre 2017. Non sempre l’amore basta in una relazione di coppia

Roma, mercoledì 18 ottobre 2017 ore 18.30-20.00 – Evento di Psicologia.
“Quando l’Amore non è Abbastanza”
a cura del Dott. Marco Baranello (psicologo, fondatore della psicologia emotocognitiva)
numerosi interventi in media nazionali come Rai, La7, Sky, Focus, La Repubblica,…

possiamo innamorarci delle persone sbagliate, di chi ci maltratta, di chi non sa ascoltarci, di chi si dimentica chi siamo, di chi svaluta o mortifica le nostre iniziative, i nostri pensieri e le nostre idee, di chi, in poche parole, si dimentica di noi! Ecco perché l’affermazione che l’amore non basta, che l’amore non è abbastanza per tenere in piedi una relazione! Ma come funziona in realtà il nostro cervello nelle relazioni di coppia? Cercheremo di capirlo insieme!

Sede dell’Evento di Psicologia di Coppia a Roma
presso Studio Polimedico – Anthos Medical Services
via Monte delle Gioie, 13 – 00199 Roma
(zona piazza Vescovio, quartiere Trieste)

Ingresso: €10,00
Data: mercoledì 18 ottobre 2017
Orario: 18.30-20.00
Info e Prenotazioni: TEL +39 3937304700
Sito Ufficiale: www.psicoeventi.com
Instagram: www.instagram.com/risorsasalute
Incontro Aperto a Tutti

Attestati: si rilasciano su richiesta attestati di partecipazioni, riconosciuti validi come CFU dalla maggior parte delle Università

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Il vero supplì di Riso romano. Il supplì al telefono, il fritto dell’eccellenza di Roma e del Lazio. Ricetta classica del supplì su Friggitalia video ricetta semplice e gustosa

Roma. Ecco come si prepara in modo semplice e veloce il vero supplì di riso della tradizione di Roma e del Lazio. Dalla scelta del riso più adatto per preparare gustosi supplì al condimento (nella ricetta base utilizziamo il ragout di carne). Poi la mozzarella, fiordilatte. La mozzarella riveste un ruolo davvero importante per realizzare il caratteristico supplì al telefono. La mozzarella deve filare, quando si apre il supplì appena fritto, e deve collegare, come il filo di un vecchio telefono appunto, un capo e l’altro del nostro appetitoso supplì di riso. Come va inserita la mozzarella all’interno? I cultori del supplì lo ricordano sempre, la mozzarella non va messa come un dadino ma deve coprire l’intera lunghezza del nostro supplì.
Poi c’è la scuola della panatura. C’è chi utilizza la farina e poi il pangrattato utilizzando bagnando ogni volta il supplì nell’uovo. La vecchia scuola, però, la più tradizionale vede l’uovo mescolato già nel riso al ragout una volta raffreddato e poi l’uso soltanto del pangrattato. Si usa il parmigiano o il pecorino? Beh, la tradizione romana ama il pecorino ovviamente!

La ricetta completa, con l’elenco degli ingredienti e la video ricetta sono disponibili GRATUITAMENTE e ad accesso libero, senza alcuna registrazione sul portale dedicato all’eccellenza del fritto italiano FRIGGITALIA.IT

visita la pagina del supplì di riso al telofono,
ricetta semplice e gustosa: http://www.friggitalia.it/suppli-di-riso-con-ragu/

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Incontri di Psicologia a Pavia, Roma e Monterotondo Ottobre 2017. Eventi per il pubblico su psicologia terapia psicologica disturbi mentali. Sapere come funziona per sapere come fare

Dal 18 ottobre 2017 tornano, per il diciassettesimo anno, gli incontri di psicologia organizzati dalla SRM Psicologia. Le sedi attive sono Roma, Pavia e Monterotondo (RM). Un viaggio nell’affascinante mondo della “psiche” umana e sociale. Diretti dallo psicologo italiano Marco Baranello, fondatore della psicologia emotocognitiva, gli eventi di psicologia sono aperti al pubblico per poter offrire a tutti l’opportunità di conoscere, con un contatto diretto con professionisti del settore, le nuove frontiere della psicologia scientifica. Dai sintomi ai disturbi psicologici alle nuove possibilità di terapia psicologica breve senza farmaci e senza psicoterapia.

Ecco il Programma degli Incontri di Psicologia

Regione Lazio

RELAZIONE DI COPPIA IN CRISI. COSA FARE?
quando una coppia amorosa è in crisi, si attivano processi di organizzazione che determineranno l’esito della relazione. Si affronterà il tema della comunicazione nella coppia in momenti di crisi.

A ROMA mercoledì 18 ottobre 2017 ore 18.30-20.00
presso Studi Medici Anthos – via Monte delle Gioie, 13 (zona piazza Vescovio) – 00199 Roma – ingresso: €10,00

A MONTEROTONDO RM venerdì 20 ottobre 2017 ore 20.00-22.00
presso Serendipity 6A – via San Matteo 6A – 00015 Monterotondo
ingresso ore 20.00 con aperitivo di benvenuto – inizio evento ore 20.30 – ingresso: €10,00

Regione Lombardia

PSICOLOGIA DI COPPIA. CAPIRE LE RELAZIONI
la coppia vista come un unico organismo, dalla sua costituzione, al suo sviluppo fino alla sua eventuale conclusione. Vedremo alcuni stili di comunicazione per capire come intervenire nella prevenzione e gestione delle crisi di coppia. La coppia non è un “io + te” ma è l’organizzazione del “noi”

A PAVIA, martedì 24 ottobre 2017 ore 18.30-20.00
corso Garibaldi, 8 – 27100 Pavia (centro storico – presso Papi’s Bar)
Ingresso: Gratuito

Prenotazioni: TEL +39 3937304700
segreteria@srmpsicologia.com

Attestati di partecipazione riconosciuti validi come CFU dalla maggior parte delle università

Tutte le informazioni sul sito ufficiale
www.psicoeventi.com

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ADHD terapia psicologica breve dell’iperattività curare l’ADHD senza farmaci e senza la presenza del minore attraverso nuovi percorsi educativi per genitori


ADHD. Disturbo da deficit di attenzione e iperattività nei bambini. Nuove forme di terapia psicologica breve di tipo riabilitativo senza uso di farmaci e senza ricorso a psicoterapia. I nuovi interventi psicologici, adottando nuovi strumenti conoscitivi in ambito psicologico prodotti dalla teoria emotocognitiva, sono di tipo prettamente psicoeducativo, non prevedono inoltre la presenza del bambino e si rivolgono esclusivamente ai genitori (uno o entrambi se presenti). L’obiettivo è permettere al genitori di utilizzare nuove strategie di comunicazione e comportamento tali da sbloccare il “loop disfunzionale” (Baranello, 2006) che si è innescato all’interno dell’ambiente familiare nel tentativo di gestire il bambino. Lo psicologo a indirizzo di psicologia emotocognitiva interviene attraverso colloquio psicologico per offrire al genitori il “come fare”, pratico e concreto per tentare di portare a remissione i sintomi dell’ADHD in modo spontaneo, come detto senza farmaci e senza psicoterapia. Il bambino iperattivo non è malato. Il disturbo da deficit di attenzione e iperattività non è una malattia, non va curato in senso classico ma va corretto. I genitori di un bambino con iperattività possono arrivare davvero a sentirsi completamente non capiti e a volte non aiutati nel modo adeguato. Troppo spesso in alcuni contesti è il bambino che viene seguito. Secondo la psicologia emotocognitiva al bambino, ove possibile, si dovrebbe evitare l’inserimento in contesti di cura al fine di non farlo sentire malato o diverso. Per curare l’ADHD senza farmaci e senza psicoterapia preferiamo adottare una terapia psicologica indiretta di tipo riabilitativo. Il bambino rimarrà nel proprio contesto e saranno i genitori a modificare, sotto dettagliato suggerimento dello psicologo, le proprie strategie di comunicazione. Questa modalità d’intervento viene applicata con successo già da 14 anni.
In alcuni casi non serve neanche l’intervento clinico-sanitario di tipo psicologico ma sono sufficienti percorsi, sempre rivolti ai genitori, di tipo prettamente educativo.
Per maggiori informazioni, il progetto “Psicologia: Una Risorsa per la Salute” (gruppo SRM Psicologia in collaborazione con Centri di Psicologia Emotocognitiva) ha realizzato un sito informativo con introduzione all’ADHD, sintomi e diagnosi del disturbo da deficit di attenzione e iperattività e nuove possibilità di trattamento psicologico per curare l’ADHD senza farmaci e senza psicoterapia. Il sito informativo è ad accesso libero e gratuito per tutti grazie al sostegno di diverse attività commerciali e professionisti che hanno deciso di offrire il proprio contributo per rendere possibile tutto questo.
Le attività che hanno sostenuto il progetto sono visibili sul sito www.siamoaperti.it.

Per maggiori informazioni sul progetto informativo sull’ADHD è disponibile il sito ufficiale: www.iperattivita.info

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Lune opere d’arte di Paola Romano accompagnano la Roma esoterica e segreta di Dan Brown in un servizio del TG2 Rai del 3 agosto 2017

Roma, 3 agosto 2017. Quattro spettacolari opere d’arte della serie Lune dell’artista contemporanea Paola Romano associate alla Roma segreta ed esoterica raccontata dallo scrittore Dan Brown (Codice da Vinci, Inferno,…). Quattro Lune a rappresentare i quattro elementi Terra, Aria, Fuoco e Acqua. L’artista Paola Romano è in costante crescita artistica e  la sua suggestiva arte con le sue Lune così intense e seducenti si accompagna perfettamente con la grande bellezza italiana. Paola Romano è una delle più interessanti artiste anche nel panorama degli investimenti in arte, rappresenta oggi il fiore all’occhiello dell’arte italiana nel mondo. Le sue opere sono state esposte in prestigiosissime mostre, dalla Biennale di Venezia, ai Dioscuri al Qurinale, dal Museo del Mare di Genova al complesso monumentale del Vittoriano in Roma, dall’Istituto Portoghese di Sant’Antonio in Roma e Villa Pisa nella provincia di Venezia fino alle Sale Urbaniane in Città del Vaticano e al sito archeologico dello Stadio di Domiziano nella Roma sotterranea. Anche il cinema è rimasto stregato dalla freschezza dell’arte di Paola Romano. Le opere dell’artista sono inserite in diverse fiction televisive e sul grande schermo nel film di Pupi Avati “La Cena per Farli Conoscere” e nel film di Carlo Verdone “Sotto una Buona Stella”.

Artingout.com, uno dei principali referenti per l’attribuzione dei coefficienti per la valutazione delle opere d’arte di artisti contemporanei, ha già annunciato per settembre un’importante rivalutazione in positivo del coefficiente di quotazione di Paola Romano. Una notizia importante per tutti i collezionisti d’arte che hanno acquistato opere d’arte della Romano in questi anni che vedranno un balzo in avanti del valore delle opere in loro possesso. Una crescita che porta l’artista Paola Romano verso l’olimpo dell’arte.

Riferimenti Ufficiali per l’Artista Paola Romano

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La Terapia del Disturbo Ossessivo-Compulsivo con la Psicologia Emotocognitiva


Il disturbo ossessivo-compulsivo, noto con l’acronimo DOC, è un disturbo piuttosto complesso e può apparire in moltissime forme se dovessimo analizzare i contenuti di pensieri e compulsioni. Una persona può soffrire sia di “piccole” manie più o meno gestibili fino a grandi forme disfunzionali altamente e gravemente invalidanti. Il disturbo ossessivo-compulsivo si manifesta con la presenza di ossessioni e/o compulsioni. Per questo al fine di capire il disturbo è necessario prima definire questi due concetti. Cosa sono quindi le ossessioni e cosa sono le compulsioni?

Cos’è un’Ossessione in Psicologia

Per ossessioni s’intendono pensieri, impulsi o immagini ricorrenti e persistenti, vissuti come intrusivi e indesiderati che, nella maggior parte delle persone, causano ansia o disagio marcati e verso i quali la persona mette in atto tentativi di ignorarli, di sopprimerli o di neutralizzarli con altri pensieri o azioni (v. compulsione). Il contenuto di un’ossessione può essere sia “logico” sia “assurdo”, il pensiero intrusivo può assumere cioè qualsiasi “forma”. Un pensiero ossessivo può riguardare davvero qualsiasi cosa. Le ossessioni sono pressoché infinite e sarebbe impossibile da elencare. C’è chi pensa in modo ossessivo a bestemmie, c’è a chi viene in mente di poter fare del male a se stessi o altri, c’è chi ha l’ossessione essere sporco o contaminato, chi è ossessionati da idee di controllo. L’ossessione sicuramente più comune è legata al dubbio. Ogni sorta di dubbio. Il dubbio di aver chiuso il gas, chiuso la porta di casa, il dubbio di aver dimenticato qualcosa, di aver dimenticato chiavi dell’auto o il cellulare e così via. Davvero sono innumerevoli. La psicologia emotocognitiva ha ben spiegato quanto non sia importante il contenuto del pensiero ma il processo disfunzionale che si innesca e che viene definito dalla teoria emotocogntiva “Loop Disfunzionale” (Baranello, 2006). Comunque l’ossessione per poter essere definita tale deve necessariamente essere seguita da ansia o disagio.

Cos’è una Compulsione in Psicologia 

per compulsioni s’intendono comportamenti ripetitivi che prendono in genere forma rituale (es. lavarsi le mani, riordinare, controllare eccessivamente, ecc.) o azioni mentali (es. pregare, contare, ripetere parole mentalmente,…) che la persona si sente obbligata a mettere in atto in risposta a un’ossessione o secondo regole che devono essere applicate rigidamente. Capendo che l’ossessione è seguita da disagio ancora una volta la psicologia emotocognitiva ci aiuta a capire che sia proprio la sensazione di disagio e sofferenza che si cerca di annullare o ridurre e non in sé l’ossessione. Va ricordato che tali azioni ripetitive, note come rituali o manie, non sono sempre collegate in modo realistico con ciò che esse sono designate a neutralizzare oppure sono chiaramente eccessive e fanno consumare tempo alla persona creando ulteriore disagio e portando a compromissione una o più aree importanti della vita del soggetto a livello personale, relazionale, sociale, lavorativo (o scolastico).

Diagnosi di Disturbo Ossessivo-Compulsivo

Per la diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo è necessario rivolgersi necessariamente a un professionista della salute davvero esperto in materia. Molto spesso infatti la diagnosi clinica permette esclusivamente di ottenere “un’etichetta” diagnostica ma non di risolvere il problema. Per questo motivo gli psicologi a indirizzo di psicologia emotocognitiva suggeriscono che accanto a una diagnosi clinica sia sempre necessaria una diagnosi funzionale. Capire infatti come la persona si è organizzata per cercare di risolvere in modo autonomo il problema permette di valutare non soltanto il livello di compromissione ma soprattutto di capire quali sono i processi psicofisiologici e biopsicoambientali che sono alla base del mantenimento del disturbo. Per la diagnosi di disturbo ossessivo-compulsivo la prima regola che deve seguire lo psicologo è tenere in forte considerazione i criteri di esclusione. E’ importante che il disturbo non sia confuso con un altra patologia e che non sia direttamente dovuto agli effetti fisiologici di sostanze o legato a specifiche condizioni mediche. La diagnosi differenziale e la valutazione di eventuali disturbi in comorbidità è quindi fondamentale. Valutati gli aspetti clinici e funzionali questi si integrano nel processo di terapia psicologica.

Terapia psicologica breve del disturbo ossessivo-compulsivo

Essendo il disturbo ossessivo-compulsivo legato a contenuti di pensiero, a convinzioni personali a volte anche di tipo morale, affrontare direttamente il contenuto non è di certo la strada adeguata per il trattamento. La vecchia psicologia filosofica, soprattutto la psicoanalisi, ha praticamente fallito il suo mandato di tentativo di cura per quanto riguarda i disturbi ossessivo-compulsivi in quanto l’eccessiva focalizzazione sul contenuto del pensiero, sulle libere associazioni, sul passato, sull’interpretazione simbolica in realtà sembra alimentare la patologia ossessiva anziché risolverla.
In questo articolo parleremo invece della terapia psicologica del disturbo ossessivo-compulsivo con la psicologia emotocognitiva. Quella emotocognitiva è una teoria non è un metodo. Il metodo applicato è infatti di tipo psicoeducativo e la finalità dell’intervento sanitario in ambito psicologico è la riabilitazione funzionale, mentre lo strumento sanitario d’elezione utilizzato è il colloquio psicologico, quindi senza uso di farmaci e senza psicoterapia. La teoria emotocognitiva è l’indirizzo teorico, la base teorica in grado di spiegare come indirizzare le metodologie cliniche utilizzate dallo psicologo professionista adeguatamente formato.
La psicologia emotocognitiva suggerisce di focalizzare l’attenzione sul presente della manifestazione sintomatologica in particolare su quelli che vengono definiti i processi di organizzazione della persona nel proprio ambiente ed agenti nel qui-e-ora. Si agisce quindi sul “loop disfunzionale”, sul circolo vizioso che si innesca quando la persona tenta di risolvere in modo autonomo il problema cercando di agire sul pensiero credendolo la causa del proprio disagio. Quello che infatti accade è che i tentativi di ridurre l’ansia in realtà tendono a fallire ma, nonostante questo, la persona li reputa l’unico modo per cercare di controllare pensieri, ansia e sofferenza. Ben presto però tale modalità di comportamento innesca appunto il “LOOP DISFUNZIONALE” e trasforma un sintomo in un vero e proprio disturbo distruggendo a mano a mano la vita della persona.
Questa errata convinzione e tale comportamento sono proprio alla base del mantenimento del disturbo. Anziché agire sul contenuto del pensiero quindi, la psicologia emotocognitiva agisce sul processo che lega il pensiero ossessivo al comportamento rituale. In questo modo si procede con una rieducazione funzionale che porta verso una ridefinizione autonoma delle modalità adeguate di azione e quindi verso una riabilitazione funzionale. I tempi di trattamento possono variare da persona a persone. In genere sono piuttosto brevi rispetto alle vecchie forme di trattamento. La media di circa 15-18 sedute più il mantenimento con sedute dilazionate nel tempo. Le prime 4-6 sedute si svolgono una volta a settimana per poi essere spostate dopo 2 settimane, 3 settimane, un mese e così via. E’ molto importante l’adesione del paziente al trattamento perché nelle prime sedute non si avrà la sensazione immediata di soluzione. La fatica del trattamento comunque è davvero poca cosa rispetto alla fatica che la persona vive ogni giorno quando si è affetti da un disturbo ossessivo-compulsivo. Considerando che la maggior parte dei vecchi trattamenti ha un’efficacia piuttosto bassa e una durata piuttosto lunga, poter intervenire in circa 15-18 sedute fino a pochi anni fa risultava impensabile. Anche il costo dei trattamenti risulta nettamente più basso rispetto alle vecchie forme di terapia basate su impostazioni filosofiche. Ad esempio la classica psicoanalisi ha una durata a tempo indeterminato, ovvero si sa quando si inizia e non si sa quando si finisce e pochissime prospettive di soluzione reale visto che l’obiettivo dell’intervento psicoanalitico non è tanto la soluzione del disturbo quando una conoscenza psicoanalitica di sé. La psicoterapia psicoanalitica spesso consiglia addirittura sedute che possono arrivare anche fino a 4 incontri a settimana per diversi anni. Insomma anche soltanto un incontro a settimana di vecchi trattamenti per un anno equivale alla fine a ben 52 sedute.
Quello che propone la psicologia emotocognitiva è esattamente l’opposto. Un numero di sedute chiaro e definito, un percorso di trattamento basato sul processo di organizzazione della persona, un’attenzione al qui-e-ora e un obiettivo di remissione sintomatologia spontanea. Questo non significa garanzia al 100% di successo terapeutico sia ben chiaro. Ogni caso va valutato nello specifico e serve sempre sia l’impegno dello psicologo che quello del paziente che deve aderire al trattamento. I risultati sono altamente confortanti in quanto si arriva a oltre il 75% di casi in remissione e quasi tutti i casi migliorati (remissione parziale o miglioramento). Sono rari i casi rimasti invariati e nessun caso è peggiorato. Questi dati spingono la ricerca scientifica in ambito psicologico in una nuova direzione, ormai tracciata da oltre 14 anni d’intervento in psicologia emotocognitiva.

Studi di Psicologia emotocognitiva in Italia si trovano attualmente nelle città di Roma e Milano. E’ possibile richiedere un trattamento con uno psicologo a indirizzo emotocognitivo contattando la SRM Psicologia: www.srmpsicologia.com/centro

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Nuovo sito sulla terapia psicologica breve degli attacchi di panico, ansia, fobie, agorafobia e disturbi correlati

Roma. Legato al Progetto PRS “Psicologia: Una Risorsa per la Salute”, nasce il nuovo sito dedicato completamente a diagnosi, terapia psicologica breve riabilitativa e comprensione dei disturbi d’ansia con particolare attenzione alla terapia psicologica breve degli attacchi di panico per conoscere come guarire dal panico e come curare gli attacchi di panico senza farmaci portando in modo naturale l’organismo verso una spontanea remissione del disturbo. In realtà il disturbo di panico non è una malattia, quindi non va curato in senso classico, ma va corretto. Si tratta appunto di un disturbo! Per correggere un disturbo esistono diverse tipologie di intervento. La terapia psicologica e gli interventi educativi. L’uno ovviamente non esclude l’altro. Oggi anche la terapia psicologica breve degli attacchi di panico, in particolare se pensiamo alla moderna psicologia emotocognitiva, è un trattamento che potremmo definire psicoeducativo. La differenza tra i trattamenti clinico-sanitari di tipo psicologico e gli interventi puramente educativi è sostanzialmente nella diagnosi mentre dal punto di vista pratico potremmo dire che l’obiettivo è comunque portare la persona verso una rieducazione funzionale. Ovviamente i tentativi di cura degli attacchi di panico sono numerosi: terapia farmacologica, terapia psicologica, terapie alternative, yoga, massaggi, training autogeno, ipnosi, psicoanalisi, psicoterapia, naturopatia, e chi più ne ha… Il vero problema di fronte a una così vasta scelta di trattamenti (sia sanitari che non sanitari) è l’orientamento. Infatti per capire quale sia la metodologia più adatta a ogni specifica esigenza spesso si ricorre a numerosi tentativi. La cosa che oggi sappiamo è che raramente i farmaci hanno un effetto realmente terapeutico e vengono più comunemente utilizzati come palliativi. Anche le vecchie forme di trattamento psicologico non hanno sortito grande effetto terapeutico, in particolar modo le terapie basate sulla ricerca di ipotetiche cause inconsce e quei trattamenti che focalizzano l’attenzione sul passato sembrano essere tra quelli con minore efficacia.
Appaiono più efficaci, dal punto di vista statistico, nuovi trattamenti psicologici come la psicologia emotocognitiva che mira a una riorganizzazione funzionale del soggetto in modo razionale, senza ricorso a farmaci e senza psicoterapia e che rientra tra gli approcci più brevi e più moderni della psicologia scientifica. Una buona efficacia con alcuni soggetti suggestionabili sembra essere la terapia strategica che invece ricorre a ipnosi senza trance e a forme di inganno terapeutico.

I disturbi d’ansia sono la categorie di disturbi mentali più comuni e diffusi nella popolazione generale. Un attacco di panico, o crisi d’ansia, rappresenta in genere un complesso di sintomi che si sviluppa improvvisamente, come un fulmine a ciel sereno, e che ha il picco entro circa dieci minuti. L’attacco di panico, di per sé, non è un disturbo ma un episodio comune ad altri disturbi legati all’ansia. Ad esempio quando una crisi d’ansia è associata a uno specifico “oggetto” o “situazione” è molto più probabile che ci si trovi di fronte a quel disturbo d’ansia noto come FOBIA. Quando invece parliamo di un vero e proprio attacco di panico ci riferiamo a un episodio che non è associato con uno specifico oggetto, animale, situazione, ecc. L’attacco di panico può presentarsi, in chi soffre di disturbo di panico, in qualsiasi momento o luogo senza che la persona lo possa prevedere.
In genere chi soffre di attacchi di panico non sviluppa spesso veri e propri episodi di panico ma soffre in particolare di ansia anticipatoria, ovvero di un’ansia che in qualche misura è associata all’idea che si possa ripresentare l’attacco di panico in alcuni o più contesti e situazioni. E’ proprio l’ansia anticipatoria il vero problema da scardinare.

Il sito PANICO.INFO nasce così per informare su diagnosi, comprensione funzionale e soprattutto sulle nuove possibilità di cura degli attacchi di panico. Particolare attenzione è posta proprio sull’innovazione scientifica in psicologia. Perché obiettivo delle scienze della salute come la psicologia è quello di poter offrire sempre nuove e proficue forme di cura.

Su panico.info si potranno trovare articoli di psicologia scientifica, terapia psicologia breve degli attacchi di panico, del disturbo d’ansia generalizzata, dell’ansia da separazione, del mutismo selettivo, dell’agorafobia, della fobia sociale (oggi nota come ansia sociale), delle fobie specifiche e di disturbi d’ansia correlati.

Per approfondimento e conoscere gli ultimi articoli pubblicati su diagnosi e terapia psicologica breve degli attacchi di panico è possibile visitare il sito ufficiale:

www.panico.info

 

 

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Come bloccare la rotazione automatica dello schermo del telefono smartphone con sistema operativo android


Quando acquistiamo uno smartphone android nella maggior parte dei casi la rotazione automatica dello schermo è già impostata. In pratica lo schermo del nostro telefono android ruota in automatico quando lo giri. La rotazione dello schermo sui celluari android, come anche su altri sistemi operativi come IOS e windows,  è di due tipi, orizzontale o verticale. Gli sviluppatori dei sistemi per cellulari non hanno ancora pensato a una rotazione obliqua, tipo 45° ma ovviamente sarebbe alquanto inutile… forse!
A parte gli schermi, la rotazione automatica dello schermo del telefono android impostata di fabbrica (default) alcune volte può essere fastidiosa. La rotazione automatica è valida per tutte le applicazioni che la consentono come ad esempio la rotazione della fotocamere, la rotazione per i video, la rotazione dello schermo per le immagini e così via. Ad esempio per un video su youtube la rotazione orizzontale dello schermo è l’unica modalità consentita per poter vedere il video youtube a schermo interno.

Ora vediamo come sia possibile bloccare la rotazione automatica dello schermo per telefoni android. L’operazione è davvero molto semplice. Basta seguire le istruzioni indicate.

  • andate su IMPOSTAZIONI del vostro telefono android
  • cliccate su DISPLAY
  • cliccate su ROTAZIONE AUTOMATICA per spegnerla
  • se trovate la scritta “QUANDO LO SCHERMO VIENE RUOTATO” cliccate sopra e scegliete l’opzione “RIMANI IN VISUALIZZAZIONE VERTICALE”

in questo modo la visualizzazione dei contenuti sullo schermo rimarrà in posizione verticale. Però non è possibile bloccare lo schermo in posizione orizzontale quindi suggeriamo agli sviluppatori del sistema android di permettere agli utenti di poter bloccare la rotazione automatica dello schermo del telefono in posizione orizzontale come già avviene per molti tablet ma non in tutti gli smartphone.

 

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