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Falsa diagnosi di cancro di Emilio Moretti, echeggiano oggi le parole dell’oncologo Tullio Simoncini

molti fatti si conoscono ma chi li denuncia è spesso messo a tacere

 
Il caso di Emilio Moretti apre la strada ad importanti interrogativi di tutti noi liberi cittadini e ancor più come scienziati.
 

Il 13 maggio 2010 a Roma nella sede di quello che possiamo considerare uno storico evento per il futuro della scienza e il ripristino di una completa libertà di scelta dal titolo “scienza e moderna inquisizione”, il Dott. Tullio Simoncini, medico-oncologo, di cui il sistema politico-economico che ruota intorno al business del cancro ha cercato di censurare la cura a base di sali di bicarbonato nell’intervento medico-oncologico fondata sulla teoria dell’origine micotica del tumore proposta dallo stesso Dott. Simoncini, ha denunciato come molte forme di tumore siano false diagnosi e come la statistica sui casi di cancro risolti si basi spesso su tali errate diagnosi o su manipolazione.
 Anche Marco Baranello, psicologo del gruppo SRM Psicologia e fondatore delle teorie emotocognitive, ha spiegato come l’uso della statistica può essere facilmente assoggetta al potere e aggiunge che “mentre i medici cercano di convincerci a cure farmacologiche o addirittura a sottoporci ad interventi chirurgici irreversibili, chi si prende la responsabilità degli effetti collaterali è sempre e solo il paziente”, così sulla stessa linea di pensiero lo scienziato Michele Trimarchi, psicologo e fondatore della neuropsicofisiologia e decisamente confermato da Giorgio Vitali, chimico, scrittore ed esperto di “mercato della salute”.
 

Il caso della diagnosi di cancro sbagliata e quindi la morte civile, causata dal sistema di poteri dominanti, di Emilio Moretti costretto al calvario di cure basate su vecchie teorie come la chemioterapia (cure che richiedono una sofferenza elevata, spesso non permettono alla persona di continuare a lavorare) è un caso isolato, un errore medico? Quanto riscontro troverà sui mezzi d’informazione nazionali?
Probabilmente il sistema troverà la “piccola” testa da far saltare per trovare un compromesso con l’esigenza di giustizia di Emilio Moretti e l’esigenza di continuare a mantenere i propri poteri basati su vecchie teorie e vecchie terapie, che, come sappiamo, non hanno il riscontro che si vorrebbe.
Però ogni giorno sui nostri media e sulle piazze ci chiedono soldi per la ricerca sul cancro, ma quando uno scienziato propone nuove scoperte, che si possono applicare nell’immediato, viene censurato e radiato, fatto passare mediaticamente per un ciarlatano. Infatti a tutti è noto come sono decenni che si applicano ancora chemioterapici. Ogni anno ci propongono nuove scoperte nel campo genetico ma, guarda caso, porteranno soltanto in un prossimo futuro, non ben determinato, forse, a migliorare le nostre capacità di cura, ma bisogna sempre attendere anni, tempo nel quale ci si è dimenticati della scoperta e ne aggiungono una nuova che rimanda ancora di altri anni l’atteso miracolo!
Questo processo mediatico illude le persone che i propri soldi versati presso le strutture pubbliche o le fondazioni che si occupano di ricerca sul cancro producano qualcosa ma noi non ne vedremo quasi mai effetti chiari in termini di cura reale (remissione completa) del cancro. I casi guariti sono pochissimi ma ci parlano soltanto di quei pochi e non dei milioni di casi negativi l’anno che sono la maggioranza. Così l’illusione aumenta, aumenta la nostra fiducia nelle classiche cure e iniziamo quindi a temere chi invece propone cure più efficaci ma estreaneo ai giochi di potere accademici perché il luminare ci informa che soltanto ciò che è accademico funziona, solo quello che viene sovvenzionato dal sistema, da una parte politico e dall’altra delle case farmaceutiche.
 

Interroghiamoci sul fatto che scienziati che cercano di far emergere la verità vengono denunciati, censurati, radiati da chi detiene il potere accademico ed ordinistico spesso con l’inconsapevole complicità della magistratura che è chiamata a prendere decisioni su fatti di cui non può conoscere i contenuti scientifici e quindi si affida proprio agli accademici che vogliono eliminare l’innovazione dal sistema.
 

Oggi, con la notizia emersa su qualche media del caso di falso cancro di Emilio Moretti, echeggiano, lapidarie, le parole dello scienziato medico e oncologo Tullio Simoncini che nel seminario su “scienza e moderna inquisizione” del 13 maggio 2010 ha detto con semplicità e chiarezza tipiche degli scienziati pragmatici, parlando di statistiche e della medicina istituzionalizzata:
 

[…] è tutto congeniato in maniera di non far ragionare la gente […] se non si trova il sistema di smascherare tutto questo bell’altarino […] qual è il prezzo che paga la società […] è che la gente continua a morire come le cavallette e a soffrire […]. Perché per i tumori, quelli seri, no alcuni tumori che in qualche maniera o sono manipolati o sono falsi […] guardate caso non c’è mai nessun tipo di guarigione […]. Qual è quelli che guariscono? guariscono il seno, che spesso sono false diagnosi

 

 
il video completo può essere richiesto contattando
www.68scientifico.org

 

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