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Curare Attacchi di Panico senza Farmaci e senza Psicoterapia

articolo del Dott. Marco Baranello, fondatore delle teorie emotocognitive e della psicologia emotocognitiva, sulle cure di riabilitazione psicologica del paziente con disturbo da attacchi di panico, senza psicofarmaci e senza psicoterapia.
 

Articolo Full-Text: www.psyreview.org/2010/09/25/cura-attacchi-di-panico
 

In questo articolo il Dott. Baranello, psicologo e scienziato italiano, fondatore delle teorie emotocognitive, fornisce una descrizione di nuove possibilità di trattamento psicologico puro per la terapia di riabilitazione in caso di disturbo da attacchi di panico, basata sulle teorie emotocognitive applicate alla clinica psicologica. Baranello spiega che l’attacco di panico non va considerato una malattia in quanto rappresenta una funzione fisiologica dell’organismo che, se inibita, porta alla genesi del disturbo.
I dati sulle evidenze cliniche basate sulle prove di efficacia raccolte durante gli anni di attività clinica dei centri di psicologia emotocognitiva sembrano dimostrare l’efficacia in termini predittivi delle cure di riabilitazione psicologica ad orientamento emotocognitivo per la remissione dei sintomi del panico, senza ricorso a psicofarmaci e senza psicoterapia. Per Baranello è fondamentale che lo psicologo possa utilizzare in primis un’educazione scientifica basata su scoperte ed intuizioni scientifiche moderne e che si riferiscano ad una nuova psicologia scientifica e che, allo stesso tempo, siano sempre più distanti da un’ormai anacronistica psicologia filosofica che ancora basa l’intervento su concetti simbolico-astratti, sul soggettivismo e sull’interpretazione. Oggi le scienze psicologiche applicate hanno necessità di dimostrare efficacia in termini scientifici quindi in termini di predittività e riproducibilità dei risultati basandosi sull’evidenza razionale della remissione sintomatologica che sia ben visibile al paziente. I concetti emotocognitivi applicati in psicologia sotto il nome di “psicologia emotocognitiva” sono il perno di tutto l’articolo che cerca di spiegare, a chi non l’avesse ancora capito, che oggi esistono metodi riabilitativi che non riconoscono più la validità delle cure psicofarmacologiche e che si differenziano nettamente dalla psicoterapia. In questo contesto storico, avverte Baranello, il rischio di censura dell’innovazione è alto in quanto si vanno a scardinare convinzioni secolarizzate che spesso sono alla base del potere istituzionale dominante; per l’autore l’unica forma reale di tutela è la possibilità che sia sempre garantito il diritto alla libertà di scelta della cura da parte di ogni cittadino ed il diritto di applicare, in scienza e coscienza, le cure che il professionista della salute come lo psicologo (ricordiamo che lo psicologo elargisce prestazioni riconosciute come sanitarie quindi ascrivibili a diagnosi, cura e riabilitazione in ambito psicologico) considera più utili e proficue per gli obiettivi di tutela della salute e della cura della persona. 
 

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