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Italia: a rischio la libertà di scelta della cura

Libertà e Autonomia Scientifica e Professionale degli Psicologi e Tutela del Diritto alla Libertà di Scelta della Cura di tutti i Cittadini Italiani
 
“la democrazia è il governo di tutti. Il principio democratico per eccellenza è il diritto all’autodeterminazione, alla libertà di scelta. Quando questo principio viene meno, quando l’unico diritto sembra quello di poter scegliere chi sceglie per te, finché ci sarà un altro essere umano uguale a te che riveste una posizione dominante rispetto a te in grado di decidere per te e al quale non puoi opporti nel tuo diritto di scelta, allora viene meno la democrazia così come è concepita e si passa all’oligarchia, il governo di pochi eletti. Nessun essere umano può essere superiore ad un suo simile, nessun essere umano può essere giudice supremo dell’opera di un altro essere umano. Il libero pensiero prevede l’opposizione ideologica ma non ammette la censura, non ammette la privazione del diritto alla libertà di scelta” (Marco Baranello, 2011)
 

Continua l’incessante battaglia per la tutela del diritto alla libertà di scelta della cura e per la tutela delle autonomie scientifico-professionali in ambito psicologico promossa dalla SRM PSICOLOGIA che vede l’associazione tra i protagonisti, anche con ricorsi in Tribunale, contro il tentativo dell’Ordine degli Psicologi del Lazio di impedire a tutti gli psicologi italiani di elargire forme di cura psicologica diverse dalla vecchia psicoterapia. Le prestaizoni dello psicologo sono riconosciute dalla legge (DM del 1994 e del 2002) come prestazioni sanitarie ovvero di diagnosi, cura e riabilitazione in ambito psicologico. Nonostante questo però Ordine e Accademici sembrano interessati a favorire esclusivamente la vecchia impostazione della psicoterapia, riducendo lo psicologo ad un semplice counsellor (per cui non è richiesta né laurea né abilitazione) ed impedendo di fatto a tutti i cittadini italiani di poter scegliere, per disturbi di natura psicologica, cure diverse dalla sola psicoterapia. Questo atteggiamento dell’Ordine degli psicologi del Lazio non solo sembra contrario alla libertà costituzionale della scienza in quanto impedirebbe di sviluppare cure diverse da quelle sostenute dall’ordine, ma sembrebbe contrario anche al diritto di libertà di scelta della cura in quanto eliminando alla radice nuove opportunità di cura diverse dalla psicoterapia impedirebbe di fatto la possibilità di ognuno di accadere alle risorse che ritiene più utili per se stesso. L’ordine sembra voler decidere al posto di ogni cittadino libero quale sia l’unica ed assoluta, quindi immodificabile, forma di cura per i problemi psicologici. Ordine degli Psicologi del Lazio e Accademici vorrebbero infatti limitare qualsiasi attività di cura da parte degli psicologi soltanto a chi segue una certa formazione che, guarda caso, è sempre sostenuta da docenti universitari, gli accademici. Lo psicologo che vuole occuparsi di clinica, nonostante la lunga formazione clinica universitaria, tirocinio pratico e abilitazione professionale viene “obbligato” mediaticamente già dall’università a scegliere una formazione privata post-universitaria in psicoterapia sostenuta dai docenti universitari. Gli psicologi che invece vogliono seguire altre tipologie di formazione in ambito clinico, più variegate, a volte anche all’estero, gli psicologi che vogliono scegliere liberamente la propria supervisione e quindi si rivolgono a settori di formazione più liberi, non gestititi dai soliti accademici, vengono “avvertiti” dall’ordine sul fatto che potranno subire sanzioni disciplinari (censura, sospensione, radiazione), come sta accadendo per i neuropsicologi che sono stati avvertiti dall’ordine del Lazio (qualcuno direbbe “minacciati”) di sanzione se elargissero prestazioni neuropsicologiche (che sono in buona sostanza attività diagnostiche) se non hanno seguito l’unica formazione appoggiata dall’ordine degli psicoloi del Lazio e dall’Università. Sembra palese che l’interesse di Accademici e Ordine è quello di impedire l’emergere di una formazione libera non controllata da loro. La libertà fa paura perché al di fuori delle Accademie classiche ci sono migliaia di studiosi e ricercatori che stanno contribuendo al superamento di molti vecchi concetti che anc0ra dominano la sanità in ambito psicologico, permettendo oggi a molte persone di usufruire di prestazioni cliniche avanzate, brevi, non più rivolte al passato, non più caratterizzate dalla focalizzazione su interpretazioni astratte. C’è oggi una psicologia scientifica pratica che sfugge però al controllo degli accademici e delle classiche scuole di psicoterapia e per questo viene temuta dalle solite sfere di potere.
In pratica Chi non segue le scuole indicate dall’ordine o dagli accademici rischia di non poter lavorare e tutti i cittadini italiani rischiano di non poter più scegliere liberamente la cura in caso di disturbi mentali. L’ordine degli psicologi del Lazio sta tentando così di impedire agli psicologi di poter elargire qualsiasi forma di cura in ambito psicologico. Il rischio di INGERENZA nelle autonomie scientifiche è reale e molto elevato. Abbiamo una sconcertante prova di questo che coinvolge noti docenti universitari dell’università La Sapienza di Roma e l’ordine degli psicologi del Lazio.
La SRM Psicologia è oggi l’unica associazione impegnata di fronte alla Giustizia per far valere il principio dell’autoderminazione in ambito scientifico-psicologico, per tutelare sia il diritto di elargire cure psicologiche da parte degli psicologi italiani, sia e soprattutto per tutelare il diritto all’esercizio della libertà di scelta della cura di ogni cittadino italiano.
Chi continua a dire che è necessario finanziare la ricerca universitaria dimentica troppo spesso di indicare “QUALE RICERCA FINANZIARE”! Investire sullo sviluppo e l’innovazione è prima di tutto scegliere cosa sia realmente innovazione.

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