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411 anni dal rogo di Giordano Bruno

era il 17 febbraio 1600 quando l’inquisizione romana uccise Giordano Bruno
 

Oggi, 17 febbraio 2011 a 411 anni dal rogo di Giordano Bruno a Roma in Campo dei Fiori per mano dell’Inquisizione Romana, la SRM Psicologia e i propri associati ricordano il drammatico evento con rinnovata tristezza per l’accaduto e con la consapevolezza che ancora oggi, i liberi pensatori, gli scienziati  liberi, coloro che operano al di fuori delle classiche sfere di potere accademico, ordinistico e politico-economico,  sono oggetto di censura, colpiti alla mano della “mentalità” inquisitoria di coloro che, rivestendo cariche di potere istituzionalizzato ed aventi potere sanzonatorio, non si esimono dal condannare, sotto la falsa maschera della tutela, chi contrasta le posizioni ideologiche di chi ha basato il proprio potere su vecchi assiomi.

All’interno delle università, negli ordini professionali, nei tribunali, nella politica ci sono gruppi organizzati che operano per limitare l’emergere dell’innovazione. Se tutto fosse già noto non ci sarebbe più sviluppo. La scienza ha quindi una costituzionale necessità di essere libera. Ma quando l’innovazione, il libero pensiero, contrasta con le false convinzioni del potere dominante, le corporazioni scientifiche, le accademie si avvalgono di ordini e tribunali per limitare l’esercizio del libero pensiero, per intimorire chi propone o accoglie l’innovazione attraverso censura e sanzioni che possono determinare la “morte civile” degli scienziati. Quello che pochi sanno, e di cui pochi si interessano, è che in Italia ci sono molti scienziati “condannati” dalle nuove forme d’inquisizione. Tutto avviene sotto i nostri occhi ma non raggiunge quasi mai l’onore dei mass-media oggi più interessati al “gossip” che alla scienza. Quando però un cittadino avrà necessità dell’innovazione come nel campo della salute, dovrà sapere che non è libero di scegliere la cura che ritiene più utile o la cura realmente più efficace, perché molte cure efficaci sono state censurate (quindi non saranno conosciute al pubblico) oppure, per quelle più note, sarà quasi impossibile trovare un professionista in grado di applicarle perché spesso sospesi o radiati oppure perché costretti dal sistema inquisitorio a migrare verso paesi più democratici per poter continuare a vivere in modo tranquillo e continuare a fare scienzia.
Pensate al Prof. Luigi Di Bella o al Dott. Tullio Simoncini per le cure sul cancro, pensate al nostro Direttore Scientifico Dott. Marco Baranello, fondatore della innovativa teoria emotocognitiva applicata con successo su centinaia di casi clinici di tipo psicologico. L’innovazione fa paura, il libero pensiero fa paura, perché la conoscenza è la prima forma di libertà, ed il sistema accademico basato su vecchi assiomi, vuole soltanto che noi ci crediamo liberi di scegliere, mentre, come un mago, nasconde la verità.
L’inquisizione agisce ogni volta che il libero pensiero minaccia quelle poche persone legate al potere costuitito. All’inquisizione non interessa la verità, non interessa la libertà di scelta e l’autodeterminazione di ognuno di n0i, all’inquisizione interessa soltanto il proprio potere, un potere oscurantista che si fa vanto dell’ignoranza e condanna l’intelligenza e la libertà.
Il nostro pensiero oggi va tutti i “Giordano Bruno” della storia, del presente e del futuro. Grazie, Giordano Bruno, per non aver abiurato, grazie per aver difeso la libertà di pensiero, la libertà di fare scienza, la libertà di cui per diritto universale dovrebbe godere ogni essere umano. Perché siamo consci che la competenza ed il merito siano sempre superiori ad ogni titolo o posizione sociale. Gli esseri umani devono potere nascere e vivere liberi, ma ogni volta che un altro essere umano si riveste di titoli e posizioni e vuole dominare su un altro essere umano o si fa giudice di un altro essere umano ecco che la libertà è minacciata… la libertà di tutti.

SRM PSICOLOGIA, 17 febbraio 2011

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