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Abolizione ordine psicologi o limitarne il potere per evitare abusi?

quali soluzioni per limitare i rischi di abuso da parte degli ordini professionali?

Che il rischio di abuso di posizione dominante e di potere di rappresentanza sia insito nella struttura organizzativa degli ordini professionali è cosa risaputa, così come il rischio di ingerenze dell’ordine nei confronti delle autonomie scientifiche e professionali nonché il rischio che l’ordine possa diventare estensione con potere sanzionatorio delle classiche accademie, quindi di specifici orientamenti politici e specifiche posizioni ideaologiche interne alla disciplina. Come limitare tali rischi? Da una parte la tendenza da diversi anni, sempre più acclamata anche da molti iscritti agli ordini professionali e non solo quello degli psicologi, è quella di abolire gli ordini professionali. L’abolizione dell’ordine degli psicologi annullerebbe di fatto sia il rischio di posizione dominante e di potere di rappresentanza che investe gli psicologi iscritti, sia il rischio di rallentamento dello sviluppo scientifico e dell’innovazione in quanto darebbe più possibilità di sviluppo delle autonomie scientifiche favorirebbe l’emergere di maggiore concorrenza e quindi più possibilità di scelta da parte di ogni libero cittadino. Con l’abolizione dell’ordine si vedrebbe immediatamente se le accademie, i docenti universitari e le scuole di specializzazione spesso sostenute anche da interni ai consigli dell’ordine sia state di fatto collegate agli ordini e se quindi il loro potere sul territorio derivasse effettivamente da meriti e capacità o da collegamenti istituzionali.
Dall’altra parte un ordine che avesse esclusivamente potere amministrativo, non sanzionatorio, e che fosse a-politico, a-confessionale e soprattutto a-teorico ovvero scientificamente e professionalmente laico potrebbe essere uno strumento che fungesse da interfaccia tra i professionisti iscritti e le altre istituzioni. L’ordine dovrebbe quindi limitarsi a indicare le norme e le questioni fiscali allo psicologo in modo che esso, pagando l’ordine, sia libero di svolgere la propria attività scientifica e professionale senza dover pensare a tutte le norme e le questioni burocratiche che, appunto, sono rimandate all’ordine stesso. Questa e solo questa dovrebbe essere la funzione di un ordine, libero e svincolato dalla teoria, dalle ideologiche politiche e scientifiche. Uno strumento per lo psicologo e mai un ostacolo. Ecco la necessità di richiamare l’Ordine degli psicologi all’ordine!

Di questo si è parlato in un’articolo su www.professionepsicologo.com

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