Arte: un bene tra estetica e investimento. Una ripresa dell’arte contemporanea grazie a nuovi collezionisti d’arte. Quotazioni opere d’arte e coefficiente artisti


L’Arte Contemporanea sta vivendo un momento altamente proficuo in termini di ripresa. Da qualche anno sta emergendo un nuovo collezionismo d’arte che ha affiancato quello precedente. Oggi i nuovi collezionisti, coloro che dimostrano vera passione per l’arte e i quali hanno intuito, prima di altri, che è arrivato il momento per guardare al futuro dell’arte puntando su artisti oggi emergenti, sono sempre più professionalizzati e stanno determinando la grande ripresa degli investimenti in arte. E’ un momento davvero importante per chi vuole entrare in questo affascinante mondo. Il mondo che ha permesso a molti non soltanto di riuscire a cogliere grandi opportunità ma anche di essere elemento attivo nella creazione di tale possibilità di crescita. L’arte è un bene rifugio che può crescere più di altri beni sapendo cogliere le occasioni che il mercato attuale offre.
Pensiamo all’oro o ai diamanti. La possibilità di alta crescita di tali materia è nettamente inferiore a quelle di un’opera d’arte. Pensiamo a chi ha acquistato invece una “merda d’artista” di Piero Manzoni. Concettualmente il valore che Manzoni ha attribuito alla sua merda d’artista fu quello dell’equivalente del potere di acquisto di 30 grammi d’oro. Diremo quindi che il valore della sua scatoletta di “merda d’arista” oggi dovrebbe teoricamente essere intorno a €1.000. Invece mentre 30 grammi d’oro si aggirano intorno a quella cifra la “scatoletta” di merda d’artista di Piero Manzoni è arrivata a valere fino a €275.000,00!!! Insomma chi avesse acquistato la scatoletta negli anni ’60 a poche migliaia di lire oggi avrebbe avuto un bene non indifferente. Questa è l’arte, questa è l’intelligente del nuovo collezionismo d’arte, questa è la capacità di vedere il futuro!

L’artista emergente, sia ben chiaro, non è il “dilettante” di turno o l’ultimo arrivato, bensì è un l’artista che sta iniziando ad “emergere” nel mercato dell’arte, solitamente dopo anni di studio, preparazione, gavetta!
Sono gli artisti che offrono maggiori opportunità d’investimento in arte contemporanea perché le loro opere d’arte sono generalmente acquistabili a prezzi accessibili (per l’arte un prezzo accessibile per un emergente è mediamente entro €5.000,00).
Essere tra i primi a vedere il futuro dell’arte significa usufruire di un vantaggio non indifferente. Entra in gioco necessariamente la capacità di scelta. Non è sufficiente “indovinare” è davvero necessario sapersi muovere, sapere a chi rivolgersi.
Esistono infatti due grandi categorie di “promotori d’arte”: i venditori e in veri e propri consulenti. I venditori d’arte devono sostanzialmente “fare cassa”, far entrare denaro attraverso la vendita di un’opera. I consulenti invece orientano, offrono consigli per un investimento che possa offrire maggiori opportunità di crescita. Non guadagnano infatti direttamente nella vendita dell’opera ma traggono vantaggio dalla loro capacità di individuare un “mercato” d’interesse!
Questa dicotomia è ovviamente un estremo e serve soltanto a rendere l’idea di come è diviso il mondo dei “promotori d’arte”, tra un estremo e l’altro esistono “infinite” sfumature.
Come orientarsi per acquistare un’opera d’arte contemporanea che possa essere un buon investimento e come determinare se il prezzo di acquisto sia adeguato?
In questo caso il ruolo del consulente in arte è davvero prezioso.

Il valore di un’opera d’arte può sembrare quasi soggettivo e non è semplice trasformare elementi qualitativi in dati quantitativi. Allo stesso tempo è necessario per chi acquista opere d’arte contemporanea per poter investire avere dei parametri di riferimento per una maggiore tutela.

Spesso è l’artista stesso che determina la propria quotazione e in questo caso è davvero difficile “fidarsi” e affidarsi. Poi ci sono le gallerie d’arte che però potrebbero avere esclusivamente interesse per la vendita. C’è poi la “perizia” di qualche critico che offre un orientamento ma anche qui è spesso legato alla richiesta dell’artista o della galleria. Da sempre le grandi aste internazionali sono i maggiori referenti. C’è comunque l’esigenza di poter quotare gli emergenti! Quelli che ancora non sono finiti in grandi aste. Infatti le piccole aste locali o nazionali spesso non valorizzano l’artista in quanto, ancora una volta, sembrano troppo spesso interessate a “fare cassa”.

E’ in questa cornice e da questa richiesta del mercato dell’arte e dei nuovi collezionisti in arte contemporanea che nasce un servizio indipendente per la quotazione di opere d’arte di artisti anche emergenti. Non si tratta di un servizio che attribuisce valori in modo arbitrario ma, per la prima volta sul mercato, nasce un servizio che basa la valutazione su una serie di parametri obiettivi. Stiamo parlando del “Coefficiente Artingout” (https://www.artingout.com/servizi/quotazioni-arte/), un parametro di riferimento basato sull’analisi di 15 altri parametri obiettivi (da mostre  a pubblicazioni, da critiche a interviste, ecc.) ognuno dei quali è valutato su una scala a 5 passi in relazione al livello di prestigio. Questo modello permette una valutazione superpartes indipendente dal giudizio soggettivo di artisti o galleristi.
Per questo motivo il coefficiente artignout per la quotazione di opere d’arte e di artisti sta diventando sempre più un punto di riferimento per chi vuole acquistare opere d’arte per investimento, permettendo di integrare il valore estetico di un’opera d’arte contemporanea al suo valore come investimento.

Referente: https://www.artingout.com/servizi/quotazioni-arte/

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